Ma il salvataggio dov’è?

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L’estate è ormai alle porte e la stagione balneare è per molti occasione di rilassarsi con la propria famiglia al mare in una delle tante spiagge della nostra costa, crogiolandosi al sole e facendo il bagno. Ma in spiaggia siamo sempre al sicuro? L’obbligatorio servizio di vigilanza a tutela della sicurezza e della salute dei bagnanti funziona sempre a dovere? L’assistente bagnanti non è un pubblico ufficiale né incaricato di pubblico servizio, ma svolge un servizio di pubblica necessità (art. 359 C.P.) non può quindi abbandonare il servizio di vigilanza né svolgere altre mansioni. La possibilità di non avere il servizio di salvamento esponendo i cartelli: “Stabilimento aperto esclusivamente per elioterapia-Spiaggia sprovvista di servizio di salvamento” è legittima solamente fino all’ultimo fine settimana di maggio e dal secondo di settembre (Ordinanza Balneare Regione Emilia Romagna – Art. 5 comma 6). Indipendentemente dalla presenza o meno di clienti in spiaggia o sotto gli ombrelloni, l’attività balneare deve avere inizio non oltre l’ultimo fine settimana di maggio e terminare non prima del secondo fine settimana di settembre. Durante tale periodo devono funzionare, presso le strutture balneari gli impianti, i servizi di salvataggio (Art. 1 comma 2). Gli stabilimenti balneari e le strutture balneari, anche ad uso privato e/o insistenti su aree private, compresi quelli la cui attività è connessa a colonie marine, campeggi, case di vacanza e simili, sono tenuti ad attivare la propria postazione di salvataggio nel rispetto dei criteri indicati nella presente Ordinanza (Art. 5 c 7) che impone obbligatoriamente l’istituzione di tale servizio di assistenza alla balneazione nel periodo compreso tra l’ultimo fine settimana di maggio e il secondo fine settimana di settembre (Art. 5 c 1).