La mia risposta a Paolo Lucchi

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Qui sotto riporto una frase del sindaco di Cesena, Paolo Lucchi, il quale, non sapendo come giustificare l’ingiustificabile (e cioè che l’Asl unica è il frutto di un disegno non sanitario, ma essenzialmente immobiliare – non essendovi mai stato un progetto reale all’origine, ma solo una scatola per direzionare una formidabile concentrazione di quattrini), torna su una questione per la quale ho già fatto l’esame del sangue diverse volte dal 2009. Sfido Lucchi a individuare un solo mio atto, da amministratore, in cui non ho difeso la sanità pubblica.

Sfido Lucchi a dirmi come e quando avrei privilegiato i miei interessi di piccolo azionista (per ragioni ereditarie). Sfido Lucchi a indicare con precisione una sola persona sulla quale avrei fatto pressione, nuocendo alla sanità pubblica e facendo i miei interessi privati.
Vorrei rassicurarlo: io e lui siamo di due razze diverse. Politicamente e umanamente.
Da una recente intervista di Paolo Lucchi, sindaco di Cesena, nuovo ospedale, intervista al sindaco: “E’ necessario, e sarà un’operazione trasparente”.

Tra i critici anche l’ex sindaco Roberto Balzani che un po’ nel suo stile si è espresso in modo netto. “Non ne sono sorpreso. Forse sarebbe bene ricordare che Roberto (lo scrive lui stesso) sull’Ausl unica della Romagna ha sempre avuto perplessità. Ed inoltre, penso proprio che abbia anche altre ragioni per avere dubbi su una sanità pubblica rafforzata in Romagna, se non altro perché, con la sua famiglia, è tra gli azionisti della sanità privata forlivese (Villa Igea e Villa Serena)”.

Roberto Balzani

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Roberto Balzani, nato a Forlì il 21 agosto 1961, è uno storico, saggista e politico italiano. È professore ordinario di storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, Università degli Studi di Bologna. È stato sindaco di Forlì, dal 2009 al 2014 è professore ordinario di Storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell'Università di Bologna (sede di Ravenna), della quale è stato preside fra il 2008 e il 2009. Ricercatore in Storia contemporanea alla Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” di Firenze dal 1992, è divenuto poi professore associato alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell’Università di Bologna e quindi professore ordinario. Fra i suoi interessi più recenti, la storia del regionalismo e del patrimonio culturale, cui ha dedicato diversi saggi, collaborando alle iniziative promosse alla Scuola Normale Superiore di Pisa da Salvatore Settis. Fra il 1992 e il 1996 ha fatto parte del consiglio d’amministrazione della Fondazione “Spadolini – Nuova Antologia” di Firenze. E’ stato a lungo componente del consiglio direttivo della Società di Studi Romagnoli, dell’Istituzione Biblioteca Malatestiana di Cesena e dell’Ibc Emilia-Romagna. Fra le principali pubblicazioni da menzionare la ricostruzione del regionalismo culturale romagnolo fra ‘800 e ‘900 (La Romagna, Bologna, 2001, ristampata con un nuovo capitolo nel 2012); inoltre, la sintesi Storia del mondo contemporaneo, Milano, 2003 (con Alberto De Bernardi), la ricerca di storia dei beni culturali Per le antichità e le belle arti. La legge n. 364 del 20 giugno 1909 e l’Italia giolittiana (Bologna, 2003) e la cura dei Discorsi parlamentari di Carducci (Bologna, 2004). Con Angelo Varni è curatore de La Romagna nel Risorgimento (Roma-Bari, 2012). Alla sua esperienza di amministratore è dedicato il pamphlet: "Cinque anni di solitudine. Memorie inutili di un sindaco" (Bologna, 2012). E’ autore di diversi manuali di storia per le Scuole medie e i Licei.