Il sindaco di Forlimpopoli: “Piena fiducia a Drei quale presidente dell’Unione”

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Sindaci dell'Unione dei Comuni

«E’ cosa certa che i cittadini italiani si aspettano una riduzione di spesa pubblica, così come è certo che ogni atto pubblico va contraddistinto da una chiarezza di sostanza. Su queste certezze, condivise per convinzione o per opportunità, è stata avviato dal Governo un complesso percorso di riordino istituzionale: eliminazione di Province, adozioni di strumenti di integrazione intercomunale (Unioni), fusioni di comuni. Scomparse le cariche politiche della Provincia e attivata l’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese, tutti i Sindaci dei 15 comuni hanno assunto responsabilmente il governo del loro territorio, ben sapendo che stavano affrontando un periodo con contrazione di risorse, ma soprattutto con una forte incertezza sulle procedure attuative, non contemplate nel dettaglio di leggi più centrate sugli obiettivi che sulle modalità operative. D’altra parte, come poteva una legge codificare la variegata organizzazione dei territori italiani? Il drappello dei Sindaci forlivesi, superando le divisioni di appartenenze, ha contribuito da subito alla costruzione di questo percorso puntando fortemente alla concretezza delle azioni con obiettivo prioritario e assoluto di non aumentare i costi e dove possibile aumentare le prestazioni. Uno dei punti di forza di questa Unione è la presidenza affidata, almeno in fase iniziale, al Sindaco del Comune maggiore, scelta che garantisce un supporto di staff e un coordinamento efficace.
Alla luce degli obiettivi raggiunti con i servizi attivati, che non hanno comportato aumento dei costi, i Sindaci dei Comuni forlivesi non solo confermano Drei quale presidente a pieno titolo dell’Unione, ma chiedono la responsabilità e l’onestà intellettuale di tutti coloro che hanno assunto un ruolo di governo al servizio dei cittadini, affinchè si costruisca il miglioramento della gestione superando le burocrazie o i cavilli che non producono danno alle città.
Tutti noi Sindaci abbiamo scelto, Drei in prima fila e su più fronti, di spenderci la faccia e di assumerci il rischio. Rallentare il processo o farlo fermare equivale a produrre un danno ai cittadini che si aspettano maggior celerità, servizi efficienti e una possibile diminuzione, alla fine del percorso, della pressione fiscale».

Mauro Grandini sindaco di Forlimpopoli