Nei giorni scorsi un gruppo di volontari della Protezione Civile di Dovadola ha ripulito un lungo tratto del Cammino di Assisi, in particolare la parte che costeggia la strada comunale che conduce a Montepaolo, dove l’itinerario ha inizio per poi snodarsi per 250 chilometri in sentieri perfettamente segnalati. Un percorso che si può effettuare in 11-14 tappe secondo le capacità di ciascun camminatore, con la certezza di trovare una doccia calda ogni sera al termine di una faticosa tappa, una trattoria per un pasto caldo e infine un letto per un sonno ristoratore.
Nel frattempo continua ad aumentare, giorno dopo giorno, il numero dei pellegrini e dei camminatori lungo la direttrice Dovadola-Assisi. “La stragrande maggioranza di coloro che sono partiti sino ad oggi – commenta il sindaco Gabriele Zelli – sono stranieri provenienti da diversi paesi, come Australia, Stati Uniti, Canada, Brasile, Austria, Ungheria, Repubblica Ceca, Germania, Svizzera e Polonia. È sicuramente un dato straordinario che ci deve far riflettere”. L’itinerario, a suo tempo ideato da Giordano Picchi, sta riscuotendo attenzione in Italia e all’estero, non a caso il sito del cammino è tra i più consultati dopo quello di Santiago de Campostela proiettando Dovadola in una dimensione internazionale impensabile fino a qualche tempo fa. A ciò si deve aggiungere che a livello regionale, da parte dell’Assessorato al Turismo e dell’Azienda di Promozione Turistica, si sta elaborando un progetto per la valorizzazione dei Cammini d’Italia che attraversano il territorio dell’Emilia-Romagna. Due di questi interessano direttamente Dovadola; oltre a quello di Assisi anche il Cammino di Dante, mappato da poche settimane, che passa ovviamente per la Vallata dell’Acquacheta. “All’elaborazione del progetto – prosegue il sindaco Zelli – sto contribuendo con l’apporto delle mie conoscenze storiche e culturali, oltre che con la convinzione, maturata già da anni, che tali itinerari potranno in prospettiva portare un notevole incremento turistico delle nostre zone. Alla valorizzazione del Cammino di Assisi, che di fatto mette al centro dell’itinerario il Santuario di Montepaolo, la più importante testimonianza antoniana della Regione, e del Cammino di Dante, Dovadola deve unire la conoscenza della figura di Benedetta Bianchi Porro, la bellezza del territorio e dell’ambiente per sviluppare un settore, quello del turismo, che è in forte fermento anche grazie agli investimenti effettuati nel corso degli ultimi anni da chi gestisce le strutture ricettive e di ristorazione della zona“.