È molto più difficile abbattere le barriere culturali di quelle architettoniche

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Sappiamo bene che le barriere architettoniche sono difficili da abbattere… ma bisognerebbe investire tempo e denaro sui nostri “alleati”: gli ascensori, le rampe, i montacarichi, o ancora meglio mettere in atto una progettazione che costruisca città ed edifici accessibili a priori. Purtroppo le barriere culturali sono ancora più difficili da abbattere e in questo caso i nostri alleati sono la conoscenza e l’accettazione della diversità. Ultimamente mi sono trovata in una situazione a me ben conosciuta e a dir poco spiacevole, ma allo stesso molto divertente che mi spinge a ribadire che sono una persona di quasi 30 anni che ha sogni e obiettivi da raggiungere. E che la carrozzina è solo il mio modo di camminare… Quindi parlate pure con me (magari evitando un uso eccessivo di diminutivi). Fermiamoci a riflettere sul fatto che non è detto che una persona che cammina con le proprie gambe sia più in grado di me nel prendere una decisione. Spero vivamente che il tempo e il nostro impegno riescano a sdoganare questo binomio. Un episodio che mi è successo una settimana fa sarà esplicativo. Sono andata all’ospedale per un’estrazione ai denti e quando sono entrata in sala operatoria – e qui sono iniziate le comiche – sono fioccate frasi del tipo: “mi dai la tua manina?”, oppure “io sono la tua fatina del sonno” (che in realtà era semplicemente l’anestesista). Al mio risveglio si è continuato su quella falsariga: le infermerie hanno evidentemente avuto qualche dubbio e mi hanno chiesto: “hai un handicap grave, ma tu sai suonare il campanello?” Dopo qualche ora ho suonato il campanello perchè ho chiesto la padella per andare in bagno, e allora mi è arrivata un’altra domanda: “ma tu hai il pannolone?” Io ho risposto di no, ma la mia credibilità evidentemente era molto bassa visto che hanno alzato le lenzuola  per controllare… Finalmente è poi arrivata l’ora di tornare a casa e quella giornata alternativa è stata per me, di fatto, un ulteriore stimolo per tirare fuori il mio essere. Penso che ognuno debba godere appieno i propri diritti, ma anche il dovere civico di cercare di cambiare il mondo nel limite del possibile per le generazioni successive deve essere un obiettivo da perseguire. E allora facciamo sentire la nostra voce! 

Paola Negosanti

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