Unieuro Forlì – Gessi Borgosesia: 81-68

Unieuro Forlì: Rotondo 15, Rombaldoni 7, Marsili 2, Ferri 8, Arrigoni 9, Pederzini 13, Pignatti 10, Bonacini 4, Vico 13, Maggio. All. Garelli.
Gessi Borgosesia: Giacomelli 3, Quartuccio 15, Tomasini 1, Dotti, Giovara 4, Santarossa 9, Gatti 6, Zucca 4, Giorgi 2, Paolin 21. All. L. Pansa.
Spettatori: 1885 (40 da Borgosesia).
Parziali: 25-25; 44-34; 62-53.
Arbitri: Perocco e Almerigogna.

E alla fine arrivò il giorno della partita, la parola, quella vera, passa al campo e non esistono convegni, concerti, strutture da smontare e cosi via.
Davanti ad un PalaRomiti tutto esaurito, 1885 anime palpitanti per i biancorossi, va in scena la gara decisiva della serie contro Borgosesia che regalerà un posto nella finale promozione del girone A contro Cento. Forlì parte con freno a mano tirato non reagendo bene alla pressione che una partita del genere porta con sé; soprattutto sulle spalle della favorita.

I ragazzini terribili di Pansa hanno la testa libera e a loro riesce qualsiasi cosa, cosi al quinto minuto gli arancioneri sono in vantaggio (8-14) cavalcando favolose percentuali di tiro soprattutto dalla lunga. Forlì però è brava a reagire e a rimanere connessa alla partita sfruttando le proprie caratteristiche non snaturando il proprio gioco: palla in post basso e uno contro uno prolungato servendo eventuali tagliati; così facendo i ragazzi di Garelli rientrano in partita da -11 e alla prima sirena, senza forzare nulla, si trovano in perfetta parità con gli ospiti a quota 25.

La seconda parte del primo tempo è un’apoteosi forlivese; il coach ruota tutti i suoi uomini e così facendo anche l’intensità difensiva ne risente positivamente, in attacco la palla gira meglio rispetto al solito, la difesa produce contropiede, il contropiede canestri facili; sta di fatto che Forlì piazza nei primi 8 minuti e mezzo del quarto un parziale devastante che la porta a lambire i 20 punti di vantaggio; è solo grazie ad un moto d’orgoglio nell’ultimo minuto e mezzo del periodo che Valsesia, realizzando 8 punti, riduce il disavanzo a 10, va all’intervallo lungo sul 44-34 mentre Forlì esce tra gli applausi dei propri tifosi. 

La partita sembra finita a dispetto del “misero” +10 ma così non è,  gli ospiti rientrano dagli spogliatoi con gli occhi iniettati di sangue, il secondo tempo rappresenta un esame di maturità importante per i padroni di casa. A metà del terzo periodo il vantaggio interno è di 8 punti ma Forlì non è più così fluida in attacco mentre la difesa regge bene l’urto dei piemontesi che spesso si affidano ad un Paolin in formato extra lusso Forlì è brava a resistere e a chiudere il vantaggio di 9 punti il terzo parziale (62-53).

La gara sarebbe ampiamente finita se Forlì riuscisse a capitalizzare maggiormente le possibilità dalla lunetta che le vengono accordate ma il 21 su 34 del 40′ da un’idea di quanto tremi la mano dei biancorossi durante la partita; agli ospiti però non va meglio, anche loro sono titubanti dalla linea: 10 su 19 questo fa sì che la partita rimanga in bilico fino agli ultimi minuti. Al trentacinquesimo la Gessi e sotto solo di 6 punti e ha anche svariati possessi per accorciare ulteriormente il disavanzo; Forlì però è più esperta e riesce a portare a casa una vittoria importantissima e a qualificarsi per la finale contro Cento nella quale però gli uomini di Garelli dovranno sicuramente giocare meglio di quanto fatto nelle serie precedenti contro Rimini e Valsesia se vorranno aggiudicarsi il pass per le finali di Montecatini; appuntamento a domenica per il primo atto di questa appassionatissima finale.

Valentino Piolanti

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Diplomato al liceo Fulcieri Paolucci de Calboli di Forlì, nel lontano 1997, intraprende gli studi di Scienze dell'Informazione di Cesena in cui consegue la Laurea nel marzo del 2002. Dopo varie esperienze lavorative nel ramo dell'informatica presta la sua opera come programmatore all'interno del servizio informatico dell'Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori (I.R.S.T.) S.r.l. La sua vita senza la musica, lo sport e la ginnastica sarebbe stata monotona ma... Dicono di lui: "Chiedetelo agli altri...". Dice di lui: "Ciò che non ti uccide ti fortifica... Tutte cazzate"!