Nel 2014 il governo ha approvato una legge volta a favorire il mecenatismo culturale nota con il nome di “Art Bonus”, perché mira, per l’appunto, ad attrarre fondi per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali attraverso un “bonus fiscale”, o meglio, un credito di imposta. La legge di stabilità 2016 ha fissato e reso permanente l’Art bonus al 65% per le erogazioni liberali a sostegno della cultura; in particolare per le persone fisiche (ed enti che non svolgono attività commerciale) il credito d’imposta è riconosciuto nel limite del 15% del reddito imponibile, mentre per i soggetti titolari di reddito d’impresa il credito d’imposta viene riconosciuto nel limite del 5 per mille dei ricavi annui.
Questo importante strumento, tuttavia, non è ancora conosciuto e utilizzato come merita, per cui la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì (che ne fa già uso) e l’Amministrazione comunale (che intende farvi ricorso per alcuni importanti progetti) hanno raccolto l’invito del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della sua società in house Ales – Arte Lavoro e Servizi S.p.A. a promuoverne la conoscenza e l’uso attraverso un incontro pubblico che è stato programmato per martedì 24 maggio, alle 16,00 nei Musei San Domenico.
L’incontro prevede, dopo i saluti introduttivi di Roberto Pinza presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Davide Drei sindaco di Forlì e Giacomo Gollinucci vicepresidente di Confindustria Forlì-Cesena, la relazione sulla norma e sui suoi aspetti tecnici di Carolina Botti, direttore centrale di Ales S.p.A., la presentazione di alcuni study cases da parte delle due Fondazioni della Cassa dei Risparmi di Forlì e della Cassa di Risparmio di Imola, e la successiva presentazione di alcune proposte avanzate dal territorio – ovvero dai Comuni di Forlì, di Cesena e di Ravenna – come possibile destinatarie di art bonus.
A seguire, verso le ore 17,40 ci sarà un BarCamp, ovvero un momento di ascolto, riservato al mondo delle imprese a cura di Confindustria Forlì-Cesena, mentre alle 18,00, prima delle conclusioni affidate a Giorgio Maria Verdecchia, presidente di Civitas (la società strumentale della Fondazione di Forlì che cura l’organizzazione delle grandi mostre ai Musei San Domenico), verrà aperta una breve parentesi su un’altra forma di credito di imposta riservato alla produzione culturale, ovvero il tax credit, a cura di Matteo Lolletti di Sunset Comunicazione.