Tra dire ed il fare c’è di mezzo il sale

0

Le priorità da perseguire dall’amministrazione comunale nell’area della salina sono definite chiaramente nell’atto di concessione governativa al Comune di Cervia: “Gestione e valorizzazione ambientale ed ecologica, culturale e del tempo libero e a fini turistici ed ecologici”. In quell’atto però viene definito altrettanto chiaramente che tale scopo include territorialmente, non solo l’area della salina ma anche “le zone limitrofe”. Perché è logicamente impensabile che uccelli, rettili ed insetti rispettino al centimetro quei confini perimetrali che dal 1979 sono diventati tra l’altro Riserva Naturale dello Stato di popolamento animale. Ecco dunque l’importanza che il legislatore ha voluto sottoscrivere, allargando la tutela ambientale anche alle zone limitrofe al fine di garantire una sorta di cuscinetto che tuteli intelligentemente un area faunistica e naturalistica di pregio eccezionale, oltre a quella millenaria di produzione di sale.
Purtroppo in quell’anello di protezione che circonda la Salina di Cervia, l’utilizzo del diserbante ha assunto negli ultimi anni, come nel resto del Belpaese, dimensioni rilevanti che vanno oltre a quello riservato ai fossati; oggi il diserbo è presente nell’agricoltura intensiva, ed alcune immagini ne mostrano le considerevoli dimensioni. In quel tipo di agricoltura, i terreni vengono diserbati a pieno campo per poi essere seminati qualche settimana dopo, pratica che impone il più delle volte il logico utilizzo di semi geneticamente modificati che tollerano meglio il pesticida che però, dati Ispra alla mano, nell’ambiente non scompare affatto e proprio attraverso le acque superficiali dei fossati, fuoriesce dall’area diserbata perché nemmeno la chimica ha confini. Non è poi un dettaglio che chi produce i pesticidi si occupa al contempo di produrre quei semi in grado poi di tollerarli, ma questo ovviamente esula dalle responsabilità e dalle competenze comunali.
Affinché quindi tali obiettivi siano davvero perseguibili, e soprattutto se le parole “zone limitrofe” contenute nell’atto di concessione governativa al Comune di Cervia hanno davvero un senso, non è possibile non tener conto di ciò che avviene a pochi metri dai confini di questa Riserva Naturale dello Stato adibita a popolamento animale tantomeno della distruzione totale della biodiversità presente nei brometi dei fossati che i pesticidi in pochi secondi azzerano mentre invece con l’antica pratica dello sfalcio verrebbe mantenuta.
Non dimentichiamo che la Salina di Cervia, porta di accesso a sud e stazione del Parco Regionale del Delta del Po, è considerata un ambiente di elevatissimo interesse naturalistico e paesaggistico, tanto da essere stata inserita come Zona Umida di Importanza Internazionale nella convenzione di Ramsar. Dal punto di vista avifaunistico e botanico, l’ambiente delle saline è di straordinaria bellezza e suggestione a patto però che tra “dire ed il fare” poi non ci vada di mezzo il sale.