Gessica Allegni

Ieri sera davanti ad una sala del circolo Arci gremita dalla presenza di oltre cento cittadini si è svolta l’iniziativa di lancio della campagna elettorale di Gessica Allegni. La serata è iniziata con un breve video con le immagini più belle e significative di Bertinoro.
Allegni ha esordito così: “ho voluto partire da quello che siamo, perché siamo tutto questo e molto altro, perché come disse anche Matteo Renzi quando si candidò alle primarie di Firenze ‘non puoi nemmeno pensare di fare il primo cittadino se non ami profondamente la tua città’”.

Qui sono cresciuta, nel campo sportivo in cui giocavo i pomeriggi dopo la scuola e il pranzo dai nonni in Via Bovio, con le corse in bicicletta per la mia via, la via Cantalupo, quando era ancora sterrata, con i momenti passati a guardare il bellissimo panorama che si vede dalla nostra piazza… A Bertinoro voglio bene, ci vivo da sempre, e quando qualcuno dice che sono stata lontana dalla mia città, che non me ne curo, non sa di cosa parla”.

Poi è passata ad elencare i punti salienti del suo programma: “la sicurezza dei cittadini è la prima cosa, non è più un tema che possiamo permetterci di delegare ad altri, come la sicurezza delle strade ed un miglioramento della nostra viabilità (ha ribadito che la rotonda di Panighina deve essere una priorità della futura amministrazione” – ma non solo – “aree verdi, interventi a favore di famiglie e bambini (più servizi e una maggiore offerta formativa anche extra scolastica)” e un tema molto sentito da tutti: “una maggiore efficienza degli uffici comunali perché diano risposte più immediate ed efficaci, perché sia premiato il merito”.

Dieci in tutto i punti toccati dall’Allegni nella sua presentazione: sicurezza, viabilità e investimenti, semplificazione ed efficienza Amministrativa, cultura, turismo e sport, Centro Storico, ambiente e rifiuti, volontariato, anziani e famiglie, impresa e agricoltura.
Non ci sto all’idea che un Comune piccolo debba pensare in piccolo. Senza uomini della lungimiranza del senatore Melandri, di Giovanni Gatti, di don Luigi Pazzi oggi non saremmo una meta culturale e turistica di livello internazionale grazie al Centro Universitario, non avremmo esperienze come quella della Casa della Carità, esempio unico di cura dei più deboli”. “Noi aggiusteremo le buche nelle strade e faremo le piccole opere che servono ma lavoreremo per fare molto più di questo. Dobbiamo crederci, dobbiamo correre con lo sguardo rivolto al futuro, a quello che possiamo fare per le generazioni più giovani che meritano un Comune più accogliente e più vivo. Ce la faremo, perché siamo Bertinoro” ha concluso.