La Riserva Naturale smerdata

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La mancanza di un sistema fognario misto, che separi le acque bianche dagli scarichi neri impone ogniqualvolta si verifichino abbandonati piogge, l’apertura di sfori fognari nei canali al fine di non creare in fenomeno dell’over flow, al depuratore che verrebbe travolto dall’enorme quantità di acqua e liquami. Questa lacuna strutturale della rete fognaria italiana ha però una conseguenza al quanto grave: lo sversamento dei liquami fognari nei canali finisce inevitabilmente in mare e a volte perfino nei parchi naturali faunistici come avvenuto ed avviene ad ogni abbondante pioggia nella Riserva NaturaleDuna costiera ravennate e foce torrente Bevano“. Quest’ampia ed incontaminata oasi naturalistica in provincia di Ravenna, comprendente la Pineta di Classe, le zone umide dell’Ortazzo e dell’Ortazzino e le dune costiere naturali comprese tra Lido di Classe a sud e Lido di Dante a nord. Il sito è inserito tra le Riserve Naturali Biogenetiche Statali gestite dal Corpo Forestale dello Stato. Quest’area protetta, inserita nel Parco regionale del Delta del Po è una riserva naturale orientata la cui superficie a terra è di 64,00 ha. Nell’area di foce del torrente Bevano sono presenti diverse specie tutelate dalla direttiva Habitat 92/43/CEE: fra gli insetti la splendida Licena; fra i pesci la Cheppia, il Nono, il Ghiozzetto di laguna e il Ghiozzetto cenerino; fra i rettili la Testuggine palustre, il Saettone, la Natrice tessellata; fra gli anfibi il Rospo Smeraldino e la Rana verde, il Ramarro; fra i mammiferi l’Istrice e alcune specie di pipistrelli: il Vespertilio di Daubeton, il Pipistrello di Savi, il Pipistrello albolimbato. Nel sito inoltre sono note 44 specie di uccelli tutelate dalla direttiva Uccelli 79/409/CEE fra cui la Garzetta, l’Airone, il Fenicottero, l’Occhione, il Calandro, il Fraticello e il Martin Pescatore. Di queste 44 specie ve ne sono 20 nidificanti e 9 svernanti; tutte le 44 specie risultano anche in sosta durante le migrazioni, 20 di esse sono esclusivamente di passo. Tutte queste specie sono legate alla presenza delle zone umide, in particolare agli stagni costieri, alle praterie esondabili dei meandri fluviali, al corso stesso del fiume. Le analisi  chimiche e microbiologiche dell’acqua prelevata, oltre aver evidenziato sforamenti dei limiti per le acque superficiali per Cloruri, Solfiti e Tensioattivi Totali, hanno rilevato anche cariche batteriologiche elevatissime tipicamente indicatrici gli scarichi fognari trasformando di fatto quest’area naturale protetta in Riserva naturale “smerdata”.