Carte romagnole

Sono in Lombardia da 4 anni e mezzo. E cosa c’entrano, direte voi, le carte romagnole? Portate pazienza che ci arrivo…
Dicevo… sono qua da 4 anni e mezzo ed ho imparato un sacco di cose… per esempio l’esistenza del Beige. Allora il Beige è un colore… ma non un colore preciso… ha un sacco di tonalità che vanno dal più marroncino al più rosellino… e qua le donne lo usano un casino, alcune addirittura si vestono “Total beige”! Che con il colorino smalvito di pelle che hanno fa un effetto monocromatico da pavuraPoi ho imparato che a distanza di 1 km cambia la vita…prima stavo a Magenta dove tra vicini di casa manco ci si saluta ora sto ad 1 km e in meno di un anno sono amica di tutti! Un’altra cosa è che per loro Emilia-Romagna è un’unica regione… poverini… son milanesi… che tenerezza, anche se devo dire che mi sale il nazismo tutte le volte che mi dicono “sei di Bologna vero?”.
E poi mi sono accorta che molte delle parole che uso non sono proprio proprio italiane… ad esempio l’altro giorno ho chiesto alla barista se mi allungava fuori il caffè… lei mi ha chiesto con cosa… ci sono rimasta male, lo ammetto.
Ma la cosa più importante che ho imparato è che bene come si sta in Romagna non si sta da nessun’altra parte!!!
Allora a sti milanesi gli faccio sempre un sacco di pive su come facciamo noi, come diciamo noi ecc..
Uno dei miei argomenti preferiti sono le cose che abbiamo inventato e tra queste racconto sempre che noi abbiamo inventato il gioco di carte più bello del mondo: Il Marafone! (capito adesso il perché delle carte?!?!?)
Il Marafone/Maraffone (o Beccaccino per i Ramiani) si gioca in 4, due coppie, 10 carte a testa. Sono ammesse solo 3 parole: Busso (voglio la meglio), Striscio (ne ho ancora) e Volo (non ne ho più). Le madonne non sarebbero ammesse… ma piovono spontanee! Al primo giro la briscola la chiama chi ha il 4 di denari. Si arriva a 41 punti e ci si può chiamare fuori se, facendo di conto, si vede che si è arrivati a 41. Il 41 secco è la partita senza rivincita. La Maraffa è una gran botta di culo… e vuol dire che fai le briscole con asso due e tre in mano. Il cappotto è pigliare 11 punti in una mano… di legno se ti beccano a fare i segni!!!
Le regole lo so che le sapete… per i non autoctoni è il tresette con la briscola.
E’ il nostro gioco, sociale e popolare, sanguigno e violento, matematico ed intuitivo insieme.
Io non gioco più da quando è morta mia nonna… senza di lei non ce la faccio… ma mi piaceva andare nei circoli a guardare gli altri giocare…
E qui casca l’asino!!
Sono venuta un po’ a casa di recente e mi è capitato di andare in un circolo… ero tranquilla, pensavo di sentire i soliti suoni… le solite parole e invece… Adesso giocano tutti a Burraco!!! Dì mo cosa avete mangiato il latte rancido?!?!?!? Mo santa la miseria benedetta… non c’è più un Romagnolo che gioca a Marafone!!!!
Io posso anche capire che il Burraco sia bellino ma… zio vigliac… volete mettere col Marafone??? No dai… scambiare un gioco nostro con un gioco dell’Uruguay???
State attenti Romagnoli di Romagna che la mia nonna diceva sempre che chi lascia la via vecchia per la nuova sa quello che perde e non sa quello che trova!!

La Rossa

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