parcheggio box disabili del vicesindaco

«Premesso che il “caso”, salito ai disonori della cronaca, relativo al parcheggio dei diversamente abili occupato abusivamente dovrebbe riguardare la sfera privata, proprio in considerazione del fatto che esiste una legge che regolamenta e sanziona tali comportamenti. Sembrerebbe quindi inopportuno mettere in discussione l’autore del misfatto, anche se questo sia un Amministratore Pubblico che, comunque, non cessa mai dalla sua funzione in nessun momento della giornata. Se poi lo stesso amministratore, fin da suo insediamento, si è distinto per altri “casi”, quantomeno discutibili, che hanno creato un grave danno all’immagine dell’Istituzione la questione ha una rilevanza tale da essere necessariamente valutata e messa in discussione.

L’imbarazzante ed eclatante caso dei bagolari di corso Diaz, un progetto “familiare” con il coniuge vivaista che era stato inserito nella commissione consultiva del verde nella scorsa legislatura e che, guarda caso, aveva fornito importanti pareri in merito. Una contrarietà popolare che ha portato alla raccolta di oltre 5.000 firme, con il coinvolgimento anche rappresentanti della stessa maggioranza, costringendo il sindaco ad abbandonare definitivamente il progetto già deliberato. L’esilarante performance nel video diffuso da un giornalista all’uscita da una di quelle due strumentali riunioni dove decidevano le sorti dei bagolari. Una familiarità e vicinanza ad un mondo di interessi che, quanto meno, avrebbe dovuto indurre ad evitarle la delega al verde. Il goffo tentativo di far passare per “cittadini” qualche decina di addetti ai lavori, amici di partito e parenti, in una pubblicizzata serata pubblica per l’abaco delle rotonde.

La fumosa, inutile e propagandistica costituzione della squadra antidegrado. L’inconsistente contributo per la lotta alla criminalità a tutela della sicurezza dei cittadini avendo la delega alla Polizia Locale. L’autoritario tentativo di delegittimare perfino il Sindaco, facendosi promotore di modifiche statutarie che ne avrebbero limitavano i poteri sulla spinosa questione degli incarichi legali. Tutto ciò premesso quello che non è assolutamente tollerabile, sia moralmente che politicamente, è la risposta tesa a giustificare l’ingiustificabile nel “caso della sosta abusiva”, che lo stesso amministratore ha inteso rendere di dominio pubblico, quindi, soggetto alle inevitabili considerazioni a 360 gradi, avendo chiamato in causa soggetti, condizioni e situazioni che offendono e feriscono la città, i cittadini e la stessa amministrazione che ella rappresenta.

Farsi scudo delle famiglie, di quelle mamme lavoratrici che devono anche fare i conti con il cartellino da timbrare, quello che questo amministratore non ha. Una posizione indifendibile ed una “violazione ingiustificabile”. Patetiche ed offensive le considerazioni verso coloro che rispettano le regole e le persone diversamente abili, che pur di non occupare i loro spazi fanno giri interminabili. Ci vuole una bella dose di coraggio, a definire l’episodio “accidentale ed isolato” e che “non è rappresentativo di una condotta o di un comportamento abituale”, quando un’altra mamma, davanti alla stessa scuola osservandola tutti i giorni, dice il contrario. Ci vuole sempre lo stesso coraggio a dire che si tratta di un: “fatto molto spiacevole”. Siamo alquanto preoccupati. Per questa mamma assillata dai: “ritmi frenetici della quotidianità”; Per questa mamma che allo stesso tempo è anche: “una mamma amministratrice”; Per questa mamma costretta a: “conciliare le attività professionali con le normali esigenze della famiglia”.

Per questa mamma che si confonde nella gente comune: “come me vivono molti cittadini.” E cosa dire delle lezioni di vita che infonde a piene mani? “Ed è su questo che, come rappresentanti delle istituzioni, siamo chiamati a lavorare, con l‘obiettivo di migliorare la qualità della vita e delle relazioni”. In questa sorta di confusione e commistione dei ruoli ritorna… la mamma! Quella a cui “non viene riconosciuta più’ alcuna distinzione tra vita pubblica e privata”. Quella costretta a confrontarsi quotidianamente con: “la ricerca di un equilibrio tra famiglia e lavoro talvolta davvero precario”. Precario? Che lo vada a dire a chi è realmente precario o un lavoro non lo trova o lo ha perso. Siamo dispiaciuti che questa mamma/amministratore ogni mattina si debba svegliare “alle 6,30 per preparare le figlie”.
Siamo affranti che questa mamma/amministratore ogni mattina debba “accompagnare le figlie a scuola”.

Siamo preoccupati che per questa mamma/amministratore ci possano essere delle mattine dove a casa sua succeda l’imprevisto “le bambine che non si vogliono svegliare” e, accidenti, “il latte versato sul grembiule” mamma mia! Siamo impensieriti che questa mamma/amministratore a causa della figlia che perde il Pedibus la debba anche “accompagnare a scuola in auto” per poi tornare in centro per recarsi in Comune. Prendiamo anche atto che “in queste occasioni l’attenzione al rispetto delle regole è sempre alto“ ed in tutte le altre? Siamo felici che nell’arco di 22 anni di patente non le “sono state elevate più di 4 o 5 contravvenzioni” anche se questo non significa nulla.
Ritornano le pillole di moralità civica:…nonostante questo dato positivo ritengo corretto aspettarsi da chi esercita una funzione pubblica sia sempre il primo a dare il buon esempio”.. e allora?

Riteniamo anche inaccettabile, proprio in relazione degli oggettivi riscontri (video/foto) ed all’importante ruolo pubblico, che ella ritenga offensive le dichiarazioni dell’intervistata, tra l’altro in linea con le inevitabili considerazione della stragrande maggioranza dei cittadini.
Altrettanto inaccettabile arrivare addirittura al: “riservo di agire in tutte le sedi opportune per tutelare la mia onorabilità e riportare a verità dei fatti quanto presentato in maniera distorta e offensiva”. Su queste inqualificabili “giustificazioni” pubbliche è necessario riflettere, non si può sottacere, affinché il sindaco, questa maggioranza ed il Consiglio intero possa trarre le necessarie conclusioni.

Sarebbe stato opportuno e necessario chiedere solo scusa, fare una doverosa e sostanziosa donazione ad una associazione che sostiene la disabilità, senza aggiungere altro.
Solo così avremmo potuto comprendere l’errore ed apprezzato anche la buona volontà.
Ancor di più se questo amministratore avesse avuto l’umiltà ed il buon senso di rimettere nelle mani del suo sindaco le deleghe che le aveva affidato. Ciò non è stato, ed è per questo che si interroga il Sindaco per sapere se questa condotta, che ha creato un evidente danno di credibilità verso l’istituzione da parte di un amministratore a cui, guarda caso, sono state affidate proprio le deleghe alla viabilità e alla polizia locale, (non rispetto di norme che incidono negativamente sulla viabilità e sulla legalità), ritiene che tale condotta sia giustificabile».

Mario Peruzzini consigliere comunale e capogruppo “Noi con Drei”, Tatiana Gentilini consigliere comunale capogruppo “Gruppo Misto”