L’Oasi Costiera

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Nel panorama della conservazione del territorio italiano, l’Oasi Costiera, realizzata nel 2004 su proposta della Federazione Nazionale Giubbe Verdi Onlus che ha assunto il ruolo di gestore, offre un esempio concreto di come un area antropizzata e frequentata dal turismo di massa possa comunque conservare serbatoi naturalistici di pregio. La Federazione Nazionale Giubbe Verdi ha accettato la sfida e si è impegnata a rinaturalizzare le aree comprese tra Cesenatico nord (pineta di Zadina) sino a San Mauro Mare sud; a monte è la Statale Adriatica invece a delimitare quest’area di circa 126 ettari che nel suo complesso presenta caratteristiche estremamente interessanti da ottobre a marzo, per la residenza ed il transito delle specie pelagiche dell’avifauna lungo l’area costiera e notevole interesse per quanto riguarda la nidificazione e la sosta migratoria nelle aree verdi e umide quali l’asta del Fiume Rubicone. All’interno di Oasi Costiera sono presenti due stazioni per la ricerca e l’inanellamento delle specie migratorie e stanziali della costa Romagnola. L’attività di inanellamento è affidata al Dr. Sandro Brina responsabile dell’Oasi Costiera ed è autorizzata dalla Provincia di Forlì Cesena e dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA). Ad ogni esemplare catturato, oltre a registrare l’età ed il sesso (quando possibile), vengono prese le misure biometriche, tarso e peso ed alcuni parametri relativi allo stato fisiologico quali: grasso sottocutaneo, muscolo, muta e stato di abrasione del piumaggio. La scheda per ogni soggetto contribuisce a seguirne il percorso di vita. I risultati ottenuti sono essenziali per monitorare il transito migratorio e lo stato delle specie, contribuendo così a fornire dati importanti ai fini della conservazione. La ricattura di uno di questi soggetti è importantissima perché rappresenta la chiave di lettura degli spostamenti migratori. Infatti tutti i dati dei ricercatori confluiscono nella banca dati Euring dell’ISPRA e concorrono insieme a quelli degli altri Paesi europei a tenere monitorata la situazione delle specie fornendo alle Autorità elementi validi per emettere provvedimenti a tutela di quelle che risultano in calo numerico. Il totale dei dati ad oggi presenti nell’archivio informatizzato degli inanellamenti è pari a 4.665.915 uccelli repertati riferiti ad oltre 450 taxa diversi.