La Cattivastrada

Lo spettacolo “Lacattivastrada” messo in scena al Teatro Dehon di Bologna il 3 febbraio 2016 merita di essere visto e rivisto, ascoltato e riascoltato. È davvero uno spettacolo di grande qualità dove il talento dei tre artisti, Cristina Sarti, Aldo Ascolese e Domenico Berta riempie pienamente la scena. Cristina Sarti, attrice nota di teatro, ne è l’autrice, l’attrice, la sceneggiatrice e la scenografa. Il talentuoso Aldo Ascolese che vanta numerosi successi sia nell’arte della fotografia, come in quella della musica, ripropone alcuni dei brani di De Andrè reintrerpretati con un’anima propria e in piena autonomia sia espressiva che vocale. Domenica Berta porta con sé la propria esperienza musicale acquisita presso il Conservatorio Nicolò Paganini di Genova e con la sua presenza discreta ingentilisce “Lacattivastrada”. Inoltre nonostante i brani di De Andrè siano noti e conosciuti dal pubblico si ha la sensazione di assistere e di ascoltare uno spettacolo del tutto inedito, in grado di coinvolgere il pubblico presente che viene invogliato a seguire i ritmi musicali ed espressivi che vanno in scena.

Questo privilegio viene lasciato a Cristina Sarti che con la sua coerente performance, fatta di testi da lei scritti e da movenze da lei proposte, anticipa le canzoni che Aldo Ascolese interpreterà magistralmente e accompagnato in questo dalla tastiera elegante e incisiva di Domenico Berta. Lo spettacolo si apre e sul palco si può ammirare una lunga e avvolgente rete di pescatori che immediatamente immette e tuffa lo spettatore dentro al clima e all’atmosfera del mare, il mare di Genova. Così come i testi di Cristina Sarti, in veste di autrice, riescono bene a narrare: “In questa città se fai attenzione vedi un sole e una luna che si contendono la stessa faccia. Una che pensa dove e come meglio apparire, l’altra che invece si lascia solo pensare e diventa ispirazione per poeti, tra le strade dove il sole è distratto, e la luce grigia della strada vive un altro mondo che tu non puoi vedere se non scendi in profondità, Uomini stanchi raccontano la vita dentro storie da taverne e… ridono forte così tu non vedi la tristezza, e diventano signori tra le braccia di una troia travestita da contessa”.

Poi sul palco, oltre alla grande rete di pescatori, rimane solo una sedia, un’unica sedia, spostata, ribaltata e rovesciata a seconda dei testi proposti. Tutta la scenografia dell’intero spettacolo appare così: minimale ed essenziale e proprio per questo motivo anche fortemente incisiva. La stessa Cristina Sarti nel ruolo di attrice, oltre che di scenografa, porta in scena elementi minimi e ancora una volta e proprio per questo motivo anche fortemente incisivi. Cristina Sarti indossa per tutto lo spettacolo un’unica sottoveste nera, che accorcerà o allungherà a seconda dei brani che dovrà interpretare. Poi piccoli particolari si aggiungeranno alla sottoveste iniziale, come l’aggiunta del velo bianco da sposa in prossimità del brano “Volta la carta” o i due paia di scarpe, un paio beige ed un paio rosso, a volte tolte e altre volte indossate o anche lanciate in aria, sempre in prossimità e a seconda dei brani che dovrà interpretare.

Ad ogni testo Cristina si esprime in sintonia con le parole e le atmosfere, in modo suggestivo e magnetico, sembra lei stessa un personaggio dei brani di De Andrè, come lui spesso ripeteva: “Angiolina alle sei di mattina s’intreccia i capelli con foglie d’ortica” oppure “Angiolina cammina cammina sulle sue scarpette” o ancora “Angiolina seduta in cucina che piange, che mangia insalata di more”. Fino a chiudere in bellezza, sollevando la sottoveste nera e mostrando di schiena al pubblico, tutte le sue bellezze naturali e soprattutto in piena coerenza con i brani di De Andrè che spesso si muovono e alitano lungo “La cattivastrada”, aggiungendo a queste atmosfere i testi e le battute da lei stessa scritti, quali: “La regina sono io. Insomma, quasi. Sono una che si guadagna il pane da nuda, come si dice da queste parti.,…. in fondo anche davanti al Signore si arriva nudi …Sono ricchezza e povertà, speranza e tristezza tra le tue braccia. Sono una bambina conciata da puttana. Sono una madre conciata da amante. Sono l’incenso sul tuo buon costume. Sono il vino che hai ordinato oggi”.

Ma certamente il meglio di sé Cristina Sarti la offre nella interpretazione teatrale che recita con scritti suoi che aprono la via ai brani che Aldo Ascolese proporrà. Questa è stata il primo spettacolo musicale che l’attrice Cristina Sarti ha affrontato, provenendo infatti da interpretazioni teatrali classiche, dimostrando in tal modo tutte le sue ulteriori capacità interpretative, espressive e anche fisiche, infatti danza e si muove con autentica capacità e padronanza scenica. A conclusione di ogni sua singola performance che apre la porta ai brani interpretati da Aldo Ascolese, Cristina esce di scena e lascia la scena ad Aldo Scolese accompagnato da Domenico Berta. Aldo Ascolese vanta una consolidata esperienza nel panorama musicale nazionale, avendo collaborato con i più grandi musicisti, quali De Andrè, Guccini, Vecchioni e altri nomi prestigiosi ancora. Aldo Ascolese ha suonato per due anni di seguito con Fabrizio De Andrè e un anno con Francesco Guccini. Ecco proprio su quest’ultimo grande nome, si può intuire qualcosa mentre lui suona e canta sul palco, infatti tutte le sue interpretazioni sono accattivanti, ma quando canta “Il vecchio e il bambino”, il pubblico che ascolta avverte una diversità interessante. Sono diversi gli arrangiamenti musicali e lo sono in quanto ne è stato lui l’autore e solo successivamente i suoi arrangiamenti su questo brano, sono stati modificati per renderli idonei ai toni vocali di Francesco Guccini.

Aldo Ascolese si rivela un interprete e un autore di spessore e la sua fisicità è perfettamente consona al palco. Ha un aspetto e un look da pirata, nobilitato da un animo raffinato e contenuto. Ama raccontare, sia in note che a parole, la sua Genova, quella più arcaica, fatta di vicoli e personaggi singolari e di certo non regolari, ma con uno sguardo pieno di umanità perchè proprio come ripeteva De Andrè: “dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fior, dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fior.” Anche il tono vocale di Aldo Ascolese porta e riporta a Genova. La sua voce corposa, ma al tempo stesso morbida e delicata, fa pensare alle brezze del mare e quando raggiunge i toni alti, come nel brano ”Rimini Rimini” o “Creuza De Ma” si ha come l’impressione di essere davanti alle onde del mare quando si sollevano e ti sollevano. Aldo Ascolese è anche un autore e di recente è stato premiato a Genova per il suo nuovo brano da lui scritto, suonato ed interpretato che si intitola “Bella mia città”.

Questo suo ultimo brano è davvero bello e interessante ed anche innovativo in quanto aggiunge le sonorità russe a quelle di Genova in un risultato riuscito e felice. Il brano racconta la storia di un alcolizzato, un russo trapiantato a Genova sin da ragazzino che si innamora di una genovese. Lui ama girare e vivere la Genova di notte nei quartieri piu malfamati, ma nonostante tutto lei è una donna eccezionale che lo aspetta sempre a casa, è il suo porto fermo. Il brano “Bella mia città” suonato con la chitarra accompagnata dalla balalaika (in russo: балала́йка) riesce a creare sonorità originali e suggestive.

Sul palco del Teatro Dehon a Bologna, la tastiera di Domenico Berta accompagna e segue le corde di Aldo Ascolese. La sua presenza è discreta ma le note della sua tastiera si percepiscono puntuali e precise e non potrebbe essere diversamente considerata la sua formazione professionale. Domenico Berta, dopo essersi diplomato in Pianoforte nel 1988 presso il Conservatorio Nicolo’ Paganini di Genova, ha perfezionato gli studi con il Maestro Giuseppe Bisio, insegnante presso il Conservatorio Paganini di Genova, con il quale ha eseguito diversi concerti. Ha seguito anche lezioni di composizione con il Maestro Manlio D’Angelantonio per diversi anni, ed è stato accompagnatore del gruppo polifonico da lui diretto. Ha inoltre eseguito svariati concerti in rappresentazioni e teatri tra cui il Teatro Modena di Genova. Attualmente ha registrato ed arrangiato le musiche, partecipando alla creazione di brani inediti con il B.A.D. Trio, con Barbara D’Alessio alla batteria e Adriano Arena alla chitarra elettrica.

Il primo cd “Scream”, è disponibile dal 1/05/2015 su tutte le piattaforme digitali. Anche Domenico Berta sembra uscito da alcuni testi di De Andrè, quando ripete: “Con il tuo ordine discreto in fondo al cuore”. Il pubblico bolognese ha dimostrato un caloroso interesse e un autentico coinvolgimento, richiedendo il bis finale e partecipando attivamente all’ultima interpretazione che si è trasformata in una corale, dove tutti cantavano “Il Pescatore” seguendo il ritmo con il battito delle proprie mani. Un autentico spettacolo ed un autentico “dulcis in fundo” a chiusura di una bella serata di musica e di testro, eseguita con professionalità e passione. Lo spettacolo “Lacattivastrada” è già stato presentato in diverse città, fra le quali: Pontremoli e Milano, all’interno del Castello Sforzesco, due volte di seguito a Genova, Sestri Levante al Teatro Conchiglia, Varese, Massa Carrara, Villafranca e Bolzano. Prossimamente sono già in programma altre serate in altre città, fra le quali: in Calabria, a Novara, a Pisa, a La Spezia e in Abruzzo ed inoltre il Trio d’Arte: Sarti, Ascolese e Berta sta organizzando il tour estivo. Una cattiva strada da non perdere e da attraversare per stare bene, con se stessi e con l’arte.

Rosetta Savelli

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Rosetta Savelli coltiva da sempre l'amore per la musica, la letteratura e l'arte. Ha pubblicato 4 libri: un racconto, una raccolta di poesie e due romanzi. Ha partecipato a numerosi concorsi letterari ottenendo riconoscimenti e pubblicazioni. Il suo romanzo "La Primavera di Giulia" è stato pubblicato dal Ponte Vecchio in Cesena nel 2006. Il racconto "Iris e Dintorni" e la raccolta di poesie "Le Magie che mi soffiano lontano" sono stati pubblicati nel 2002 dalla Firenze Libri e sono stati presentati alla 55° Fiera del Libro di Francoforte nel 2003. Nel 2009 ha partecipato al Premio Letterario Firenze per le Culture di Pace, dedicato a Tiziano Terzani ed è stata inserita nel volume antologico "Racconti per la Pace" con il racconto "Il Mondo nella piazza davanti a casa mia". Nel 2014 ha partecipato al Concorso Big Jump con il suo ultimo romanzo pubblicato in Amazon “Celeste (Da qui a Hollywood la strada è breve)” risultando 15° fra 220 concorrenti. Nel mese di ottobre 2015 Rosetta Savelli ha vinto il III° Premio alla V° Edizione del Premio Kafka Italia 2015 in Gorizia, presso Kulturni C Lojze Bratuž, con il Racconto “Iris e Dintorni” edito nel 2003 dalla Firenze Libri. Nel mese di aprile 2017 Rosetta Savelli insieme all'artista Daniele Miglietta ha vinto il Premio della Critica in occasione della I°Edizione del Concorso online “Poesia a Colori”. Rosetta Savelli ha partecipato con la poesia “Se sei donna ti diranno che ti manca” abbinata all'opera pittorica di Daniele Miglietta “Sleeping on flowers”. Collabora con la rivista di arte contemporanea "Juliet art magazine" con sede a Muggia (Trieste) e diretta da Roberto Vidali. Collaborazione nata nell'anno 2014 e tutt'ora in atto.