DOMENICO BERTA

Ho avuto modo di ascoltare e di conoscere personalmente Domenico Berta, in occasione dello spettacolo teatrale e musicale “Lacattivastrada” in scena al Teatro Dehon di Bologna lo scorso 3 febbraio. Il titolo dello spettacolo si rifà ai testi di Fabrizio De Andrè, ma lo spettacolo è riproposto in chiave inedita e proprio per questo motivo la performance risulta essere innovativa e suggestiva. “Lacattivastrada” è davvero uno spettacolo di grande qualità dove il talento dei tre artisti, Cristina Sarti, Aldo Ascolese e Domenico Berta riempie pienamente la scena. Domenico Berta accompagna alla tastiera la voce e le corde della chitarra di Aldo Ascolese, apprezzato e valido musicista che interpreta alcuni dei brani più noti di Fabrizio De Andrè, mentre l’attrice Cristina Sarti che è autrice, attrice, scenografa di questo spettacolo, recita con testi propri e danza con movenze proprie. La presenza di Domenico Berta sulla scena rimane discreta e quasi appartata, mentre le sue note arrivano intense e precise al pubblico presente.

Domenico Berta, si è diplomato in Pianoforte nel 1988 presso il Conservatorio Nicolo’ Paganini di Genova. Dopo il diploma ha perfezionato gli studi con il Maestro Giuseppe Bisio, insegnante presso il Conservatorio Paganini di Genova, con il quale ha eseguito diversi concerti. Ha seguito anche lezioni di composizione con il Maestro Manlio D’Angelantonio per diversi anni ed è stato accompagnatore del gruppo polifonico da lui diretto. Ha inoltre eseguito svariati concerti in rappresentazioni e teatri tra cui il Teatro Modena di Genova. Attualmente ha registrato ed arrangiato le musiche, partecipando alla creazione di brani inediti con il B.A.D. Trio, con Barbara D’Alessio alla batteria e Adriano Arena alla chitarra elettrica. Il suo primo cd “Scream”, è disponibile dal 1/05/2015 su tutte le piattaforme digitali.

Così raggiungo Domenico Berta per conoscere meglio i suoi talenti artistici.

Ciao Domenico, chiedo anche a te se sei rimasto soddisfatto della rappresentazione Lacattivastrada andata in scena a Bologna al Teatro Ferrarini lo scorso 3 febbraio.

«Per prima cosa voglio ringraziare il Direttore Artistico del teatro Dehon di Bologna e tutto lo staff che da subito ci hanno accolto e fatto sentire in un ambiente famigliare. Penso che, proprio per questo motivo, lo spettacolo fin dalle prime battute sia risultato sincero e ricco di emozioni».

La complicità che si crea tra noi sul palcoscenico, permette di esprimere al meglio sia l’interpretazione dei brani e sia il sentimento che si vuole trasmettere. Alla domanda soddisfatto, rispondo dicendo che siamo sulla “buona strada”. Vuoi raccontarmi come sei entrato in contatto con Cristina Sarti, la bravissima attrice e Aldo Ascolese, il talentuoso musicista e cantante, per entrare poi a fare parte di questo riuscito Trio d’Arte che sta riscuotendo successi e consensi lungo la nostra Penisola?

«Ho conosciuto Aldo Ascolese ad un suo concerto a Genova, nella nostra città natale e sono rimasto colpito dalla sua voce e dal quel modo particolare di cantare che lo distingue. La nostra amicizia nasce in modo molto semplice e spontaneo, nel momento in cui sono andato a complimentarmi e scambiare due parole con lui, alla fine dello spettacolo. Nel giro di qualche giorno ci siamo ritrovati a provare insieme alcune sue composizioni, peraltro molto belle e da li è cominciata la nostra collaborazione che in seguito si è estesa con la fortunata conoscenza di Cristina Sarti, attrice talentuosa e creativa. Aldo e Cristina mi hanno proposto di entrare a far parte di questo importante progetto dandomi, fin dall’inizio, la loro piena fiducia e libertà di interpretazione. Ho accettato col massimo entusiasmo e devo dire che questo trio mi sta regalando grandissime soddisfazioni».

A Bologna, a fine spettacolo, mi avevi confidato di essere molto emozionato perchè tu sei un emotivo. Eppure le tue note arrivavano salde e incisive alle orecchie di chi stava ascoltandovi. Allora mi viene da chiederti se tu nella vita sei uguale più alle tue emozioni o alle tue note? Intendo dire se separi la vita dall’arte o se per te questi due aspetti sono inscindibili.

«Si è vero sono un emotivo, mi piace vivere l’esperienze nella loro totalità, non esistono mezze misure, io sono così. A volte può essere un rischio, ma ne vale la pena soprattutto quando la vita , come in questa circostanza, ti regala queste meravigliose emozioni. Mentre suono, le note sono il mezzo per comunicare con le persone ed esprimono quello che sento nel profondo ed è per questo che cerco di essere anche preciso e diretto. La mia vita è sempre alla ricerca di emozioni e non potrebbe mai fare a meno dell’arte».

Tu vieni da una formazione musicale di tipo classico e quindi mi viene da chiederti cosa ti abbia spinto ad entrare a fare parte di questa avventura teatrale e musicale che almeno in apparenza sembra discostarsi dal mondo della musica classica, anche se i brani di De Andrè oramai sono entrati di fatto e di diritto nella classicità.

«Trovo molto stimolante e creativo suonare questi brani cercando di dargli anche una mia personale interpretazione. Chi ama la musica la sostiene e la apprezza in tutte le sue forme. I brani di De Andrè sono da considerarsi dei veri e propri capolavori che degnamente sono entrati, come dici tu, a far parte del repertorio classico».

Vuoi spiegarci cosa provi mentre suoni all’interno gruppo polifonico guidato da un grande Maestro e cosa provi mentre suoni all’interno di una piece teatrale moderna e innovativa. Quali sono le differenze e se ci sono delle differenze?

«Una delle mie esperienze professionali, è stata quella di accompagnare una corale polifonica diretta da un bravissimo compositore e direttore d’orchestra che mi ha aiutato a crescere professionalmente. Una bella esperienza, dove per ottenere un buon risultato devi diventare parte integrante del gruppo, rispettando gli equilibri e le differenze che esistono tra la parte strumentale e quella cantata. Sono come i colori su una tavolozza che si fondono in una meravigliosa immagine. Tutto deve essere motivato ed equilibrato, armonioso e in sintonia, questi penso che siano anche i punti di forza di questo trio».

Tu hai anche partecipato alla creazione di brani inediti con il B.A.D. Trio, con Barbara D’Alessio alla batteria e Adriano Arena alla chitarra elettrica. Vuoi aggiungere qualcosa di più rispetto a questa tua esperienza musicale?

«Il B.A.D. trio è nato come un progetto sperimentale ed è il risultato di una fusione di vari stili. Musica strumentale nella quale si alternano sfumature più cupe a suoni decisamente più brillanti, ritmi che vanno dal rock al jazz, un’ impronta classica che si fonde con la musica contemporanea, temi che vengono proposti a volte in modo deciso dai diversi strumenti e parti più nascoste e meno incisive, in andamenti più larghi tipo ballade. Il genere ricorda musica per colonne sonore».

Tu hai realizzato anche il tuo primo cd “Scream”,che è disponibile su tutte le piattaforme digitali già dal 1/05/2015 Vuoi spiegarci meglio di che cosa si tratta?

«Il primo cd “Scream” contiene i brani con i quali abbiamo iniziato questo progetto, che ha l’ambizione di proporre qualcosa di nuovo e innovativo».

Parlami un poco di Genova. Di certo il mare, con il suo mondo di suoni naturali, sollecita la creatività artistica dei musicisti. Sei d’accordo anche tu, come sosteneva De Andrè che il pubblico genovese è particolarmente attento e parco e se si conquista un applauso a Genova, allora si può essere certi di conquistare applausi in tutte le altre città?

«Genova è una città piena di colori e di profumi, arroccata sul mare sprigiona una naturale vena romantica che è fonte di ispirazione e di creatività. Il carattere del genovese è molto riservato e per natura è anche un po’ diffidente, particolarmente attento ad analizzare ogni forma d’arte. Si, un caloroso applauso a Genova è una bella conquista, un banco di prova niente male! Mi auguro che la mia città diventi sempre più aperta ad ogni iniziativa culturale e artistica».

Permettimi una domanda impertinente. Il podio, il trono spetta solo alla musica classica, secondo la tua opinione oppure si può essere ancora più democratici e sostenere che tutta la musica, se buona e di autentico valore, può meritare il podio e il trono.

«Quando una musica ti entra dentro, ti percorre e diffonde una grande emozione e ti lascia un segno indelebile, vale tutti i troni del mondo. La musica è compagna fedele di vita».

Tu realizzi musica esprimendoti alla tastiera del pianoforte. Quale è secondo te lo strumento musicale più completo, quello più capace di vivere anche una vita propria in piena autonomia?

«Non vorrei essere troppo di parte ma il pianoforte, proprio per le caratteristiche che lo contraddistinguono, si aggiudica la mia preferenza. Su quei bellissimi 88 tasti si può veramente creare e suonare l’infinito».

Quali sono I tuoi progetti per il futuro? Hai per caso intenzione di realizzare un secondo cd?

«In verità ci sono già delle idee nuove e dei brani inediti depositati. In futuro potrebbe accadere, anzi spero».

Tu accompagni alla tastiera la voce e le corde di Aldo Ascolese che interpreta alcuni brani delle donne cantate da De Andrè, nella piece “Lacattivastrada”. Tu riconosci in questi brani alcune delle donne della tua vita oppure la tua vita si separa dalla realtà artistica e le donne della tua vita sono quindi più serene e tranquille?

«Ho incontrato la donna della mia vita molti anni fa, serena e tranquilla direi che sono proprio gli aggettivi che meglio la rappresentano».

Infine ringraziandoti per la tua gentile disponibilità, chiedo io a te di salutarci con un pensiero tutto tuo che possa essere di buon auspicio per la tua arte.

«Che non si esaurisca mai la voglia di ricercare dentro di me un qualcosa di speciale, che possa donare un attimo di felicità».

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Rosetta Savelli coltiva da sempre l'amore per la musica, la letteratura e l'arte. Ha pubblicato 4 libri: un racconto, una raccolta di poesie e due romanzi. Ha partecipato a numerosi concorsi letterari ottenendo riconoscimenti e pubblicazioni. Il suo romanzo "La Primavera di Giulia" è stato pubblicato dal Ponte Vecchio in Cesena nel 2006. Il racconto "Iris e Dintorni" e la raccolta di poesie "Le Magie che mi soffiano lontano" sono stati pubblicati nel 2002 dalla Firenze Libri e sono stati presentati alla 55° Fiera del Libro di Francoforte nel 2003. Nel 2009 ha partecipato al Premio Letterario Firenze per le Culture di Pace, dedicato a Tiziano Terzani ed è stata inserita nel volume antologico "Racconti per la Pace" con il racconto "Il Mondo nella piazza davanti a casa mia". Nel 2014 ha partecipato al Concorso Big Jump con il suo ultimo romanzo pubblicato in Amazon “Celeste (Da qui a Hollywood la strada è breve)” risultando 15° fra 220 concorrenti. Nel mese di ottobre 2015 Rosetta Savelli ha vinto il III° Premio alla V° Edizione del Premio Kafka Italia 2015 in Gorizia, presso Kulturni C Lojze Bratuž, con il Racconto “Iris e Dintorni” edito nel 2003 dalla Firenze Libri. Nel mese di aprile 2017 Rosetta Savelli insieme all'artista Daniele Miglietta ha vinto il Premio della Critica in occasione della I°Edizione del Concorso online “Poesia a Colori”. Rosetta Savelli ha partecipato con la poesia “Se sei donna ti diranno che ti manca” abbinata all'opera pittorica di Daniele Miglietta “Sleeping on flowers”. Collabora con la rivista di arte contemporanea "Juliet art magazine" con sede a Muggia (Trieste) e diretta da Roberto Vidali. Collaborazione nata nell'anno 2014 e tutt'ora in atto.