angelo panebianco

«Angelo Panebianco che non può far lezione a Bologna, a Scienze Politiche – scrive il professore universitario Roberto Balzani è una notizia da tg. Ma soprattutto è un déjà vu. Immagini sbiadite degli anni Settanta. Panebianco è un politilogo realista, e per questo spesso assai ruvido. Il suo realismo talvolta sembra rasentare il cinismo, la sua allergia all’ipocrisia dei buoni sentimenti è epidermica. Non crede nell’umanità, ma nell’individualismo estremo: perciò potrete ben immaginare come, per impostazione mentale, possiamo essere distanti. Però Angelo Panebianco è un docente che sa fare il suo mestiere, che scrive e che insegna. E’ un maestro, un intellettuale libero, un testimone del nostro tempo. Per questo, il fatto che non abbia potuto tenere la sua lezione è un sopruso inaccettabile. Un atto di violenza. Il frutto di un’ideologia malata: malata tanto quanto l’ideologia dell’oligarchia che pretenderebbe di combattere».

«Dopo il Rettore anche il Consiglio di Amministrazione e il Consiglio Studentesco esprimono la loro solidarietà nei confronti del professore Angelo Panebianco e condannano la violazione del diritto di espressione, fondamentale per l’Università.
Il Consiglio di Amministrazione dell’Università di Bologna esprime ferma condanna per l’attacco subito in questi giorni dal professor Angelo Panebianco, a cui è stato impedito di svolgere regolarmente le proprie lezioni, con lesione dei diritti degli studenti e del docente. Ogni azione volta ad impedire lo svolgimento dell’attività didattica del nostro Ateneo è inaccettabile ed in evidente contrasto con le più basilari regole della vita democratica. Il Consiglio di Amministrazione si unisce quindi al Rettore Francesco Ubertini nell’affermare che: “La libertà di espressione è un valore centrale e fondamentale per l’idea stessa di Università. E ogni tentativo di sopprimerla troverà sempre una dura e severa condanna da parte dell’intera comunità universitaria“.
Il Consiglio Studentesco, visti gli ultimi attacchi al prof. Panebianco negli ultimi giorni, si associa alla solidarietà di tutto l’Ateneo. “Crediamo che il dialogo e la libertà di espressione siano i pilastri dell’università e le basi della convivenza civile. Auspichiamo che possa da ora in poi nascere un dialogo proficuo con tutte le componenti dell’Alma Mater affinché ogni istanza o idea possa diventare un bene per la collettività e non una sterile opposizione“.
I Docenti dell’Ateneo, per ribadire che ogni intimidazione nei confronti del prof. Panebianco rappresenta una ferita inaccettabile per chiunque difenda il valore fondamentale della libertà, hanno lanciato una petizione online (https://www.unibo.it/PetizionePanebianco) che chiunque può sottoscrivere per esprimere la propria solidarietà».