Magdi Cristiano Allam

Salone Comunale davvero gremito a Modigliana lunedì 7 dicembre per la presentazione del libro di Magdi Cristiano Allam il cui titolo è emblematico: “Islam – siamo in guerra”.
Oltre cento persone hanno assistito all’evento organizzato dalla sezione locale della Lega Nord Romagna. Ad aprire la serata il segretario nazionale, Jacopo Morrone che così motiva l’appuntamento: “Magdi Allam è sicuramente la testimonianza migliore per far capire il pericolo dell’islam e del terrorismo anche in Romagna. Purtroppo la sinistra ci ha abituato a pensare che fatti come quelli di Parigi possano accadere solo in televisione, o in Francia o nei giornali. Invece, purtroppo, il pericolo è concreto. Abbiamo Ravenna capitale di foreign fighters: il 10% di quelli che sono partiti dall’Italia abitavano proprio qui, nel cuore della Romagna. Noi vogliamo puntare l’attenzione su questo grave problema che la sinistra ignora. Noi non lo ignoriamo e non stiamo certo supini a subire l’invasione islamica su questo territorio. La Lega si muoverà per mantenere le nostre tradizioni, per mantenere la nostra cultura e la nostra religione in primis”.
Queste idee non si discostano affatto dalle parole di Magdi Cristiano Allam che ha parlato quasi due ore ad un pubblico molto attento, interessato e che, per niente intimorito, gli ha rivolto una ventina di domande, per capire più a fondo le differenze culturali e religiose ma anche il pericolo che si cela dietro al fanatismo. “Gli islamici colpiscono all’interno dell’Europa che è stata considerata terra di guerra santa islamica così come lo è l’Iran, la Siria o la Libia”, ha spiegato a tal proposito Allam che più volte è tornato su un concetto chiave, quello attorno al quale si muove tutta l’architettura del suo libro: “Non esiste un Islam moderato. Chi dice questo lo fa per interesse o per negare la realtà dei fatti”.
Sull’intervento militare ha poi sottolineato l’ex parlamentare europeo: “Si deve combattere una battaglia di terra in Libia. Oggi l’Italia non è in grado di affrontare questa sfida perché il nostro esercito non è preparato per affrontare una situazione come questa, complice un Governo che ha tolto risorse alla difesa e alle forze dell’ordine, facendo crollare anche la sicurezza dell’intero paese. L’Egitto oggi può invece essere una valida risorsa: forze considerevoli, preparate ed equipaggiate per colpire l’Isis dove si organizza, al suo cuore”.
Altro concetto più volte espresso nel corso della serata è stato quello della Jihad: “Questa è una guerra. Persino Papa Francesco ha affermato che siamo nella terza Guerra Mondiale. Si tratta della guerra portata avanti dal terrorismo islamico globalizzato. L’Europa è terra di scontro e sbaglia Renzi a non riconoscere questo fatto”.