MARTINA VALENTINI MARINAZ A SPRITZBOOK IL 12 NOVEMBRE.

Martina Valentini Marinaz, originaria di Trieste è una valida e apprezzata attrice di teatro, oltre che un’appassionata di tutte le varie discipline artistiche. Martina ha conservato il cognome di entrambi i genitori: Valentini, il padre abruzzese e Marinaz, la madre di origini istriane, così da volere trattenere in sé tutta la molteplicità culturale ed etnica delle sue terre di origine. Martina è cresciuta a Trieste, città è un autentico crocevia di lingue e culture, dove si mescolano insieme diversi mondi, da quello latino a quello slavo e a quello tedesco. Anche nelle fattezze fisiche Martina porta con sé la propria terra, distinguendosi per l’alta statura, la carnagione chiara della pelle e la folta e lunga chioma bionda. L’amore per il Teatro ha poi portato Martina fino a Bologna, quando appena maggiorenne si è iscritta alla facoltà di lettere e filosofia di Bologna, nel corso di laurea Dams, con indirizzo teatro.

La scelta verso questo ordine di studi è nata in quanto Martina Valentini Marinaz quando abitava a Trieste, si dedicava e si impegnava nel pattinaggio e da questa disciplina sportiva si è generato in lei l’amore per le scenografie, per i costumi, per le luci e per il palco. La timidezza e l’introversione, specificità caratteriali che si riscontrano spesso fra gli attori di teatro l’avevano indirizzata ad iscriversi al Dams di Bologna, con l’intento però di rimanere a lavorare dietro le quinte. Così però non è stato. Conclusi gli studi universitari, Martina si è iscritta alla Scuola di Teatro dell’Emilia Romagna “Colli”. Qui ha studiato e approfondito le teorie di Lee Strasberg e dal metodo di Stanislavskij.

Lee Strasberg frequentò il Broadway Theatre dove incontrò i grandi maestri dell’arte drammatica e dove vide recitare attori quali: Eleonora Duse, Giovanni Grasso, Jeanne Eagles, Pauline Lord e Laurette Taylor. Osservando la loro capacità di dare vita “reale” ad un personaggio, si accorse che la recitazione dei grandi attori rifuggiva dall’idea fino ad allora predominante di esprimere i propri stati emozionali e le proprie capacità innate, ma che il lavoro nella recitazione si costituisse su duri allenamenti e precise regole, alle quali attenersi per evitare comportamenti artificiosi e falsati alla ricerca di una verità nell’interpretazione. Stanislavskij ai primi del ‘900, stabilì il suo metodo sull’approfondimento psicologico del personaggio e sulla ricerca di affinità tra il mondo interiore del personaggio e quello dell’attore. 

Il suo metodo si basa sulla esternazione delle emozioni interiori attraverso la loro interpretazione e rielaborazione a livello intimo. Per raggiungere la credibilità scenica, il maestro Stanislavskij creò esercizi che stimolassero le emozioni da provare sulla scena, dopo aver analizzato in modo profondo gli atteggiamenti più intimi e non verbali del messaggio da trasmettere, che era racchiuso nel testo portato in scena. Martina Valentini Marinaz, dopo avere conseguito il diploma, alla Scuola di Teatro Colli, dietro suggerimento di Emanuele Montagna, direttore artistico della Scuola di Teatro e suo mentore, il quale aveva compreso in pieno il talento artistico di Martina, accettò nel 2009 il ruolo di co-protagonista femminile presso il prestigioso Teatro Duse di Bologna nella commedia “E lo difendono pure” tratta dal testo scritto, diretto e interpretato da Emanuele Montagna. Oltre ad essere il direttore della Scuola di Teatro Colli, Emanuele Montagna, fra le sue numerose attività di tipo professionale, dal 2001 è docente di tecniche di comunicazione della persuasione alla facoltà di giurisprudenza dell’università di Ferrara e dal 2009 è docente di comunicazione persuasiva all’istituto universitario di Studi Superiori (IUSS) dell’università di Ferrara. Inoltre nel 2013 Emanuele Montagna ha fondato “Proscenio – Le Professioni a Contatto col Pubblico” che consiste in un innovativo processo formativo che utilizza le tecniche teatrali per metterle al servizio di tutte quelle professioni che prevedono un contatto con il pubblico.

Durante gli studi svolti nella Scuola di Teatro Colli, che vanta docenti di grande professionalità, Martina Valentini deve la sua formazione professionale anche grazie agli insegnamenti dei docenti Michele Cosentini che insegna vocalità e Alessandra Cortesi che insegna movimento espressivo. Tramite la docente Alessandra Cortesi, operatrice teatrale e guida del Gruppo, Martina entrò a fare parte del laboratorio teatrale “Dopo… di nuovo” nella Casa dei Risvegli Luca De Nigris. Nella Casa c’è un laboratorio permanente diretto da Alessandra, il cui gruppo va spesso in scena con vari spettacoli e la compagnia teatrale si riunisce per costruire diversi spettacoli. La Casa dei Risvegli Luca De Nigris a Bologna ospita ragazzi e persone adulte affette da cerebrolesioni acquisite ed è un centro specializzato negli interventi di recupero durante la fase riabilitativa delle condizioni a bassa responsività protratta e per le gravi disabilità “a lento recupero”.

 Qui Martina Valentini Marinaz ha potuto approfondire ulteriormente lo studio sul rapporto verso se stessi e verso l’altro. La recitazione in questo contesto, oltre ad essere una disciplina artistica da studiare e da approfondire, diviene anche un mezzo per fare dimenticare ai ragazzi ospitati la loro condizione di difficoltà ed il clima che si instaura fra gli attori e i ragazzi è gioviale e cordiale e permette inoltre ai ragazzi usciti dal coma, di ritrovare un collegamento con la realtà.

L’arte teatrale assume quindi in questo contesto una doppia funzione, sia artistica che terapeutica-riabilitativa. La docente Alessandra Cortesi è stata quindi importante all’interno del percorso professionale e artistico di Martina, indirizzandola verso i giusti percorsi artistici. Successivamente a questi importanti esordi, l’attività teatrale dell’attrice Martina Valentini Marinaz si è espansa lungo i Teatri della nostra Penisola e anche oltre i confini. Nel maggio 2010 Martina Valentini ha ricoperto il ruolo della Baronessa di Simiane nell’opera teatrale “Il Marchese De Sade” di Yukio Mishima, su adattamento e regia di Piero Ferrarini, al Teatro Dehon a Bologna e in seguito la stessa opera teatrale è stata portata in scena anche a Lugano. 

Nella stagione teatrale 2010/2011 Martina, sotto la direzione del grande regista teatrale Francesco Macedonio (1927-2014) è ritornata nella sua città natale di Trieste per recitare nello spettacolo “Fuori i secondi. Tiberio Mitri: professione pugile”. Lo spettacolo traeva ispirazione dall’autobiografia che lo stesso Mitri dettò ad un giornalista rimasto anonimo e in seguito ripubblicata dalla Limina Edizioni con una nota introduttiva del giornalista Massimo Raffaeli. Dalla rielaborazione drammaturgica del testo, curata da Enrico Luttmann è nato il testo dello spettacolo teatrale “Fuori i secondi. Tiberio Mitri: professione pugile” che, rivisto e riproposto in chiave poetica del regista Francesco Macedonio, cercava di restituire in scena il grande spessore umano del pugile triestino.

Qui Martina ha recitato ben tre ruoli diversi all’interno di un unico spettacolo, rivestendo i ruoli della cameriera prima, poi della prostituta che si esprimeva in dialetto triestino ed infine nel terzo ruolo dell’ultima donna amata dal noto pugile che scelse di lasciarlo dopo averlo amato, affaticata da un amore troppo impegnativo e soffocante. Il percorso artistico di Martina è quindi stato tenuto e preso per mano da importanti personaggi e protagonisti del mondo del teatro. Nel settembre 2011 Martina Valentini è di nuovo in scena a Bologna, sul palcoscenico del Teatro Antoniano di Bologna con l’opera teatrale “Sla, un calcio alla malattia”. Opera in due atti di Emanuele Montagna che ne ha curato la regia e scritta e ideata in collaborazione con Andrea Maioli, giornalista del resto del Carlino e ideatore del progetto SpritzBook attualmente in svolgimento a Bologna attraverso sei tappe, all’interno delle quali nella serata del 12 novembre Martina sarà la protagonista.

Lo spettacolo teatrale “Sla, un calcio alla malattia” è nato come un progetto a scopo di beneficenza per informare, spiegare, far conoscere i sintomi e le conseguenze della SLA-Sclerosi Laterale Amiotrofica: una grave malattia neurodegenerativa, che porta progressivamente alla completa paralisi della muscolatura volontaria delle persone alle quali viene diagnosticata e che tanto duramente ha anche colpito il mondo del calcio. Dunque l’impegno artistico dell’attrice Martina Valentini si riveste di un impegno sociale che lei personalmente non ha ricercato, ma all’interno del quale si è ritrovata spontaneamente a prendervi parte. Così come spesso si è ritrovata a ricoprire ruoli intensi e drammatici anche se per lei non vi è troppa differenza di impegno tra i ruoli drammatici ed i ruoli comici, in quanto entrambi richiedono studio ed esercizio costante. 

Nel novembre 2012 Martina Valentini è di nuovo in scena al Teatro Dehon di Bologna con l’opera teatrale di Emanuele Montagna dal titolo “Morti ammazzati. Falcone, Borsellino e altri eroi”, scritto e diretto da Montagna, con Michele Cosentini nel ruolo di co-protagonista. Numerose e importanti si sono succedute le interpretazioni di Martina su palcoscenici prestigiosi. Sempre nel 2012 Martina ha fondato il marchio “MVM ARTS” in collaborazione con Olimpia Maja D’Acunzo, attrice, scrittrice, musicista e compositrice e diplomata anche lei presso la Scuola di Teatro Colli, Scuola di Teatro dell’Emilia Romagna.
“MVM” è uno spazio ideale dove si riuniscono e si mettono a confronto tutte le forme d’arte, dal teatro, all’arte figurativa, alla musica e altro ancora, per ricercare e realizzare nuove espressioni artistiche. Nel 2012 MVM ARTS ha messo in scena “Frammenti” di cui l’attrice è anche regista, presso Maison Glamour a Bologna. “Frammenti of Lights” è stato girato in Scozia, nello Ayrshire con Maja D’Acunzo, Patrick Stratford e il supporto di Adam Haigh. Un altro progetto scozzese realizzato da MVM è “TheTaste” con la regia di Claudia Masucci, per Agnes Eff Project, Ayr, Scotland. 

Sempre nel 2012 Martina Valentini ha realizzato il cortometraggio“ L’amore e la crisi”, da lei scritto in collaborazione con Carlo Fracanzani, per la regia di C. Fracanzani. Nel 2014 Martina ha rivestito il ruolo di Marilyn nell’opera teatrale “Marilyn, 5 agosto”, iniziando così a collaborare con Giuseppe Liotta. La rappresentazione consiste in un lungo monologo, a 50 anni dalla scomparsa della nota attrice hollywoodiana, dove Martina, vestita di bianco, evoca le figure più importanti della vita di Marilyn, da Arthur Miller a Joe Di Maggio a Lee Strasberg, ai fratelli Kennedy. Sul palco l’attrice Martina Valentini riempie la scena e la sua capacità espressiva nei modi, nei gesti e nella vocalità ne sottolinea la professionalità. Lo spettacolo è stato rappresentato in diverse città quali Rovereto, Bologna, Noto in Sicilia, Roma e Lugano riscuotendo ampi consensi, sia di pubblico che di critica. Nel maggio 2014 l’unione sentimentale ed artistica con Michele Angelicchio amplierà ulteriormente lo spirito creativo di Martina, dando origine ad un connubio proficuo di idee e progetti. Martina Valentini è anche autrice di testi teatrali, quali “Anima senza confine” che racconta l’esodo istriano e il massacro delle Foibe. Lo spettacolo andrà in scena a Bologna e poi anche in Puglia.

“Anima senza confine”, è scritto e interpretato da Martina Valentini Marinaz, per la regia di Eloisa Mineccia, con musiche di Giò Manzardo. Le scenografie sono realizzate da Michele Angelicchio, il Soldato Artista che con Martina condivide sia la vita artistica e sia la vita sentimentale. Le immagini di “Anima senza confine” sono a cura di Alessia Flora e la produzione è a cura da MVM ARTS. Il 12 novembre alle ore 19,00 Martina sarà in scena a Spritzbook che è un evento avvincente e innovativo che coniuga e congiunge diverse arti, all’interno di un luogo intimo e raccolto quale è quello di una Biblioteca, ma reso ancora più caldo e rilassato dal piacere di ritrovarsi insieme a bere un buon bicchiere di vino o un leggiadro Spritz, in via Nazario Sauro 20/2 a Bologna, nella Biblioteca di Arte e di Storia di San Giorgio in Poggiale. 

Martina interpreterà testi tratti dalla “Biblioteca di Babele”di Borges, dove una biblioteca dagli spazi indefiniti e composta di sale esagonali, raccoglie nel modo più disordinato possibile, tutti i libri di 410 pagine, all’interno dei quali si susseguono sequenze di caratteri senza ordine, realizzate nelle maggiori combinazioni possibili. Nella labirintica Biblioteca di Babele, gli uomini continuano a muoversi ed affannarsi alla ricerca del Libro che contiene la Verità. Martina leggerà anche altri testi noti di autori importanti, fra i quali “ Il Nome della Rosa” di Umberto Eco, che all’interno di questo contesto culturale, viene a rappresentare un doppio omaggio alla splendida città di Bologna. Il musicista Fabio Tricomi accompagnerà Martina nella recitazione, suonando viella, oud, tombak e flauto. Di certo uno spettacolo da non perdere.
Spritzbook. Dal 22 ottobre all’11 dicembre alle ore 19,00. Biblioteca di Arte e di Storia di San Giorgio in Poggiale via Nazario Sauro, 22/2 Bologna. Gli appuntamenti sono a ingresso gratuito.

Rosetta Savelli

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Rosetta Savelli coltiva da sempre l'amore per la musica, la letteratura e l'arte. Ha pubblicato 4 libri: un racconto, una raccolta di poesie e due romanzi. Ha partecipato a numerosi concorsi letterari ottenendo riconoscimenti e pubblicazioni. Il suo romanzo "La Primavera di Giulia" è stato pubblicato dal Ponte Vecchio in Cesena nel 2006. Il racconto "Iris e Dintorni" e la raccolta di poesie "Le Magie che mi soffiano lontano" sono stati pubblicati nel 2002 dalla Firenze Libri e sono stati presentati alla 55° Fiera del Libro di Francoforte nel 2003. Nel 2009 ha partecipato al Premio Letterario Firenze per le Culture di Pace, dedicato a Tiziano Terzani ed è stata inserita nel volume antologico "Racconti per la Pace" con il racconto "Il Mondo nella piazza davanti a casa mia". Nel 2014 ha partecipato al Concorso Big Jump con il suo ultimo romanzo pubblicato in Amazon “Celeste (Da qui a Hollywood la strada è breve)” risultando 15° fra 220 concorrenti. Nel mese di ottobre 2015 Rosetta Savelli ha vinto il III° Premio alla V° Edizione del Premio Kafka Italia 2015 in Gorizia, presso Kulturni C Lojze Bratuž, con il Racconto “Iris e Dintorni” edito nel 2003 dalla Firenze Libri. Nel mese di aprile 2017 Rosetta Savelli insieme all'artista Daniele Miglietta ha vinto il Premio della Critica in occasione della I°Edizione del Concorso online “Poesia a Colori”. Rosetta Savelli ha partecipato con la poesia “Se sei donna ti diranno che ti manca” abbinata all'opera pittorica di Daniele Miglietta “Sleeping on flowers”. Collabora con la rivista di arte contemporanea "Juliet art magazine" con sede a Muggia (Trieste) e diretta da Roberto Vidali. Collaborazione nata nell'anno 2014 e tutt'ora in atto.