Polizia stradale

«Durante la puntata del 12 ottobre del programma televisivo “Le Iene” è stato trasmesso un servizio relativo ad un fatto giudiziario dell’anno 2010 che coinvolge alcuni poliziotti cesenati. Senza entrare nel merito del caso specifico, peraltro quasi del tutto chiarito dalla magistratura con un’archiviazione, si deve però annotare l’ennesimo attacco alle forze di polizia ed alle istituzioni, attraverso la rappresentazione eclatante e suggestiva di versioni unilaterali e di comodo, inerenti alcuni fatti di cronaca.
Ancora una volta si processa mediaticamente la polizia ed i suoi appartenenti senza dare la possibilità di alcun contraddittorio; si consente il solo resoconto – monologo a soggetti portatori di un interesse personale dando loro la possibilità di preparare interviste spesso a ridosso di scadenze processuali senza possibilità di difesa e di replica e spesso, con toni ed atteggiamenti più che accondiscendenti, da parte del conduttore di turno.
Un’ingiusta ed illegittima compressione dei diritti dei singoli individui attraverso il quale si mina la credibilità e l’autorità delle istituzioni spesso per mere speculazioni partitiche o per trasferire i procedimenti giudiziari, dalla loro sede naturale del tribunale, al circo mediatico.
Per usare le parole della Corte di Cassazione, a ciascuno dovrebbe spettare il suo: agli inquirenti il compito di effettuare gli accertamenti, ai giudici il compito di verificarne la fondatezza, al giornalista il compito di darne notizia, nell’esercizio del diritto di informare, ma non di suggestionare, la collettività.
E invece sempre più spesso la disinformazione produce verità di comodo a scapito non solo degli agenti di polizia ma dei cittadini, la cui domanda sempre più crescente di tutela e sicurezza, è destinata a cadere nel vuoto.
Non solo per le note carenze strutturali ed economiche, ma anche perché l’operatore di polizia di fronte al crimine è oramai abbandonato a se stesso senza tutele e garanzie, pronto ad essere immediatamente giustiziato televisivamente senza appello di fronte al più modesto degli eventuali errori che la complessità e spesso la criticità delle situazioni che deve affrontare, può comportare.
Di fronte a tutto ciò è necessario reagire con forza per riaffermare i valori della civiltà giuridica e delle regole della civile convivenza all’interno della quale le forze di polizia svolgono con dedizione una funzione insostituibile e verso le quali la stragrande maggioranze dei cittadini nutre sentimenti di affetto e gratitudine».

Siulp (Galeotti), Sap (Meloni), Silp Cgil (Albanese), Ugl PdS (Muscarà) Coisp (Ceccarelli), Consap (Maviglia)