Ristorante Giapponese Sakura Forlì

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Sakura
Indirizzo: piazzale del Lavoro 24, Forlì
Recapiti tel. 0543 – 27909
Giorno di chiusura: lunedì (escluso i festivi)
Orario di esercizio: pranzo/cena.
Si può prenotare e accettano tutte le Carte di Credito.
Locale climatizzato senza sale all’aperto.
Come arrivare, itinerario consigliato: In città a Forlì cerca via Ravegnana. In fondo, vicino alla rotatoria con corso Mazzini troverai il piazzale del Lavoro.
Parcheggio: antistante ma con pochi spazi.

Sakura fu il primo ristorante giapponese a sbarcare a Forlì, parliamo di tanti anni fa. All’epoca, in città, c’erano solo i ristoranti cinesi e fu una grande novità per la nostra bella ed importante città romagnola avere il primo (vero) ristorante giapponese, già perché qua, è bene specificarlo, spesso vai nei posti giapponesi e invece così non è, trovi misticismi del mondo del cibo. Si mormorava che persino Simona Ventura, anni fa, venisse apposta al Sakura da Bologna, insomma veniva con una troupe di gente a cena nel locale forlivese, merito soprattutto dell’innovativo menù.
Chiarire in sintesi la differenza tra la cucina cinese e quella giapponese: sono due ottime cucine ma quella giapponese verte sul pesce e sul crudo, oltre alle metodologie ed al chirurgico taglio delle carni (pardon pesce); la cinese viaggia su riso, sovente speziato, anche iper-condito, utilizzo di goloso bambù, molto curry (ottimo) sul pollo; Giappone porta alla mente le peripezie legate alla mattanza dei tonni, una cosa un po’ dura da capire.
Da tempo desideravo recensire il Sakura, pochi giorni fa mi sono deciso complice il super-conveniente menù di un pranzo di lavoro. 
Arrivo e mi viene rifiutata ogni minima informazione, si sono chiusi a riccio, al chè domando se posso mangiare, ovviamente specifico, non si sa mai, pagando: “celto” mi ha risposto …ho ben sentito, una elle al posto della “R” (orrore!): scoprirò, “essele cinese”.
Apprendo che il titolare e chef risulta essere 100% giapponese, mentre lo staff è misto cina-japan, insomma mi ha informato e tranquillizzato.
Ordino alcune pietanze, una per volta, scopro possono essere anche abbondanti: quindi per 12,50 euro puoi mangiarne anche per 40? Si? Occhio, in piccolo sul menù è riportato che se lasci nel piatto qualcosa, ciò sarà per la direzione considerato “spreco” e si provvederà a “punire” il cliente addebitandogli il piatto, ma a tariffa piena!
Ottimi, davvero validi, i sushi. Vorrei vedere, stiamo a scherzare col crudo? Il crudo, autentico amore, mi porta ad essere anarchico, rigidissimo: questo aveva odore di fresco, nessun altro odore se non di buon pesce; buono il riso fagottino come base. Bene anche il fritto (Tempura) anche questo con un buon voto; il riso con i gamberi non mi è piaciuto granché, troppo salato, scotto, per un attimo ho rimpianto il buon riso cantonese, banale, ma un mio must.
Sempre il segnalatore, ci informa anche sugli spiedini di pesce ed altri prelibati piatti di mare, tutto fatto alla piastra, c’è da rimanere a bocca aperta: gli credo e trasmetto sensazioni ai lettori.
Il conto? Euro 12,50 ma vino, acqua e caffè sono a parte, le paghi, perciò avrai il conto base di 12,50 + il bere: nel mio caso un’acqua da 0,75 (S. Bernardo), un’introvabile mezza-bottiglia 0,375 di Pinot Santa Margherita, ed un quasi-buon caffè, il tutto per la modica spesa di 23 euro. Non male se pensi ad un buon cibo di origine giapponese.
Un piccolo appunto: le portate le ho chieste sempre al momento e arrivavano velocemente, ciò fa supporre che in cucina ci fosse un allestimento ad hoc di cibo pre-riscaldato.
Viva il Giappone, tra l’altro ho lavorato 7 anni con i giapponesi apprezzando mentalità maniacale, precisa, rigida, perfezionistica.
Dimensione del locale: mono sala, piuttosto ampia, ben arredata, e con colore nero dappertutto, quindi lotta alla polvere!
Arredamento, la tavola: classica giapponese con salvietta (di dubbia pulizia) e cocci porta salsa-soia; per mangiare solo i bastoncini, i “Kuaizi”, drammatico gestirli (SOS, arriva la forchetta!)
Servizi igienici: ottimi, puliti, sempre di colore nero.

La Cucina come area: non accessibile.
Target del locale $$$: Medio/medio-alto a cena.

Descrizione Menù:
Voti: 
– Fritto (Tempura): voto 8
– Riso ai gamberi: voto 6 e ½
– Sushi (salmone e branzino): voto 9 +
– Hosomaki: ottimi
– Teppanyachi: ottimi
– Spiedini e pesce alla piastra: ottimi.
– I dolci: piccola scelta
– Caffè, alcolici: caffè italiano, lontano dal mio standard.
– Nel Cestino: non c’è il “cestino”, quindi niente pane!
– La Cantina, la Carta dei Vini: piccolissima scelta di vini bianchi e rossi (che sconsiglio con i menù tipici); evidenziamo una sola mezza-bottiglia di ottimo bianco della casa vinicola Santa Margherita.
– E la carta… dell’Acqua? San Bernardo da 0,75.
– L’olio, il sale & l’aceto: Solo salsa di soia: ottima; Wasabi a corredo, buono.
Note sul menù/Piatti consigliati: Sushi, e non sbagli.
Miniere gastronomiche: Sushi.
Verdetto finale:
Location: 7 Ambiente: 8 Servizio: 7
Conto: 9 (pausa pranzo)
Effettua il Pranzo Lavoro? Si, solo a pranzo.
“Sulla Porta”: il locale ha queste “Placche”, di queste Guide:
– 4live.it
– “Via Emilia Ristoranti e contorni”
Contorni, da vedere in zona: Musei San Domenico.
In definitiva: interessante svolta economica per la pausa lavoro.
Le distanze: Bo: 75 Km; PR: 171 Km; MI: 289 Km; Roma: 344 Km.