Il XXI Festival di Musica Popolare con Musicanti del Piccolo Borgo e Tramas

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Il XXI Festival di Musica popolare con Musicanti del Piccolo Borgo e Tramas presenta lo ieri ed il domani della musica popolare italiana. Una festa italiana, il rito, il cibo, la danza, le mille Italie e la cultura della festa. Nella tradizione Italiana ogni “Festa “comandata”, ogni momento importante dell’anno, sono accompagnati dalle proprie ritualità, i propri alimenti e, sempre, dalle musiche che ne scandiscono lo svolgimento. L’attenzione del Festival di quest’anno è accentrata proprio sulla ricchezza e la varietà stilistica di questo patrimonio quasi infinito. In cartellone, venerdì 28 agosto all’Arena di Piazza fratti, lo ieri, ed il domani della musica popolare e acustica italiana.

Iniziamo dal domani: Tramas è un gruppo acustico che propone brani in lingua sarda. E’ stato finalista lo scorso anno del premio Parodi, il premio nazionale intitolato allo scomparso cantante dei Tazenda ed è stato selezionato fra i partecipanti al concorso UcciFolkContest realizzato in collaborazione fra MEI Faenza, Li Ucci Festival di Cutrofiano (LE) e SMP Forlimpopoli come premio speciale cuola di Musica Popolare.

Lo ieri: Musicanti del piccolo borgo. Il Festival di quest’anno celebra i 40 di un gruppo formato da musicisti che cominciarono, ancora ragazzi ad andare in giro per le campagne a raccogliere, registratore alla mano, la memoria musicale degli anziani e, a quattro decenni di distanza, sono ancora in giro per l’Italia a raccontare quelle musiche per salvarle dall’oblio. Venerdì 28 agosto alla Rocca di Forlimpopoli, alle ore 21,00. Ingresso: interi € 10, ridotti € 8, abbonamento due Serate 28 e 29 agosto € 15.
I Tramas sono un trio acustico formato da Chuva (voce, piano ), Alessandro Pulloni (chitarra acustica) e Stefano Mulas (basso). La collaborazione fra i tre musicisti nasce nel 2012, quando decidono assieme di dar vita a un progetto musicale che va oltre le distinzioni di genere e stile. Tramas, dopotutto, significa “intrecci”, ed è tale difatti quello che il gruppo cerca sempre di realizzare, mescolando forme e contenuti musicali fra loro spesso distanti.

Il linguaggio utilizzato nei testi non fa capo a un unico dialetto. L’idea è quella di una sorta di “lessico familiare”; un ibrido nato dall’esperienza eterogenea della lingua sarda come è stata vissuta dalla cantante stessa, attraverso i contesti e tutte le persone incontrate nel proprio percorso, così da farli confluire in un idioma “autobiografico”, intimo e personalissimo. Un bagaglio di parole, di ricordi e di influenze, in cui spiccano maggiormente il dialetto paterno, quello ‘campidanese’ del capoluogo sardo, sua città natale. E non meno il dialetto dei nonni materni, quello verace di Ballao, piccolo paese del Gerrei, dove ha avuto modo di vivere per sei anni, familiarizzando con i suoni e le peculiarità di quel preciso “vocabolario” dialettale.

Voce, piano – Chuva. Basso – Stefano Mulas. Chitarra – Alessandro Pulloni. Alle ore 22,00 “Musicanti del piccolo borgo”. “Sempre Musicanti” concerto per i 40 anni dei Musicanti del Piccolo Borgo. “…nel sentire queste melodie si intuisce il peso del loro lavoro di ricerca che è quello di farci ascoltare il mondo poetico di persone da noi mai conosciute ed incontrate e di salvare in qualche modo dal tempo ciò che il tempo ingoia”.

I “Musicanti del Piccolo Borgo” possono essere considerati una formazione storica del folk revival italiano. Il gruppo si è infatti costituito alla metà degli anni Settanta, con l’intento, che rimane immutato, di recuperare e riproporre il patrimonio della tradizione musicale popolare dell’Italia centro-meridionale. I “Musicanti” hanno perciò svolto, particolarmente nel primo periodo della loro attività, una serie di ricerche sul campo, soprattutto nel Molise e nel Lazio, che hanno prodotto un’ampia documentazione del repertorio musicale tradizionale; queste iniziali campagne di registrazione etnofonica si sono poi trasformate in un più generale contatto con la cultura contadina, e quindi in una conoscenza più profonda non solo degli esempi, ma anche dei modi e dei significati dell’espressione musicale all’interno di quella cultura.

Uno dei settori nei quali i “Musicanti del Piccolo Borgo” si sono più impegnati nel corso della loro lunga attività è quello dell’organologia, con l’apprendimento e l’uso degli strumenti più strettamente legati al nostro mondo agropastorale, come il piffero, la zampogna, la chitarra battente, l’organetto e, recentemente, il “bufù”, il grande tamburo a frizione molisano. Il repertorio proposto dai “Musicanti del Piccolo Borgo” comprende tutte le forme musicali tradizionali tipiche dell’Italia centro-meridionale, dalle ninne nanne agli stornelli, dai canti religiosi ai saltarelli e alle tarantelle, e presenta, in una rispettosa rielaborazione, che ne permetta la fruizione anche in contesti diversi da quello originario, sia testi e melodie frutto della ricerca sul campo, sia brani tratti dalla discografia esistente.

I ”Musicanti”, nei CD pubblicati, ed ancor più nei concerti, vogliono infatti realizzare un viaggio attraverso i suoni, innanzitutto, della tradizione molisana e laziale, ma anche, superando confini spesso culturalmente poco consistenti, di quella campana, lucana, pugliese, calabrese, siciliana. Di ciò, e della varietà di colori e di impatto sonoro, è testimonianza anche l’elenco degli strumenti utilizzati: mandolino, mandola, mandoloncello, chitarra, chitarra battente, chitarra basso, piffero, zampogna(a chiave e alla zoppa, surdulina), flauto dritto, violino, organetto (a due, quattro e otto bassi), castagnette, traccole, tamburi e tamburelli (campani, pugliesi e calabresi), “bufù” molisano.

Elvira Impagnatiello : voce, chitarra; Silvio Trotta: mandolino, mandoloncello, chitarra battente, voce; Stefano Tartaglia : flauto dritto, piffero, voce; Alessandro Bruni : chitarra, basso acustico, bufù, Mauro Bassano: organetto; zampogna, Gianmichele Montanaro: tamburelli.
Durante il Festival a Forlimpopoli, nel Centro Culturale Polivalente di Piazza Fratti, dal 28 al 29 agosto e dalle ore 20,00 alle 24,00 mostre: La scuola ed il Festival di musica popolare. 1986/2015 XXIX anni di internazionalismo a cura di Marco Tadolini.
Domenica 30 agosto Carlo Rizzo: Tecniche tradizionali e moderne dei tamburi a cornice.
Metti in circolo cultura 2015 in collaborazione con Cinema Teatro Verdi, JCE Network Festival, MAF – Museo Archeologico T.Aldini, Fondazione Ravenna Antica, Circolo Arci Bevitori Longevi.