Riccardo Girardi, Gigi Garelli e Geremia Giroldi

Il mio amico Riccardo Romualdi, neo direttore di Forlìbasket, o per lo meno così si dice, apprezzerà sicuramente un articolo dal taglio indefinito, tra il polemico e il realista, come quello che mi accingo a scrivere pur non essendo solito farlo. Prendendo spunto da quanto visto nelle giornate della Final Four di serie B organizzata dalla Lega Pallacanestro Nazionale, durante le quali quasi tutti hanno rimarcato il fatto che Forlì merita un palcoscenico come quello tutto l’anno, e non solo in occasione di questi eventi, apro e chiudo una polemica che forse apparirà a molti sterile, ma che solleverà i veli posti su questa delicatissima fase che la nuova società biancorossa marcata Unieuro sta attraversando. Fermo restando che la Fortitudo Bologna non farà più parte di questa categoria e che in terza serie ha potuto beneficiare di un budget inusuale, non deve passare in secondo piano il fatto che le altre due squadre che hanno centrato la promozione in Legadue non sono state costruite a suon di proclami, ma con sostanziosi investimenti e stiamo comunque parlando di realtà sportive radicate sui loro territori. Territori che rispondono positivamente alle sollecitazioni dei dirigenti. Con questo non si vuole gettare la croce su Gigi Garelli e soci che stanno facendo davvero di tutto per raggiungere l’obiettivo, creare una squadra competitiva da subito, una squadra che possa fare innamorare la città e rinverdire i vecchi fasti. Ci piacerebbe però che durante le presentazioni dei giocatori che hanno sposato il progetto forlivese, l’allenatore dimostrasse più grinta, quella che tutti gli riconosciamo dagli anni passati e svestendo i panni del manager non si limitasse a chiedere comprensione da parte dei tifosi forlivesi e aiuto da parte di tutti come farebbe il più tradizionale dei curati di campagna. Vorremmo che spronasse a suo modo la città a dimostrare di meritare un progetto come quello intrapreso. Dal punto di vista tecnico i due colpi di mercato della nuova società biancorossa sono tutt’altro che comprimari: Michele Ferri, giocatore esperto in uscita da Ferrara e scuola Pesaro, può dare personalità ed esperienza ad una compagine che mira a vincere il campionato, mentre Riccardo Iattoni, dopo l’esperienza ai Tigers in C1, è certamente uno dei migliori prospetti del panorama cestistico limitrofo e potrà usare questa occasione offertagli per dimostrarlo e per dimostrare che in futuro sarà in grado di calcare palcoscenici più importanti. L’apporto fondamentale di uno sponsor come UbiBanca a fianco di Unieuro sarà importantissimo per raggiungere i risultati sperati. E’ chiaro che Iattoni e Ferri sono solo i primi due tasselli di un mosaico che sta prendendo forma e che, come tutte le piante, per crescere rigogliose necessitano di essere innaffiate in maniera copiosa e continua. Durante la Kermesse delle Final Four l’assessore Sara Samorì mi ha ricordato Joan Crawford nel momento in cui in quel di Seattle alzò la palla-a-due nella partita tra l’università locale e gli Harlem Globetrotters; ebbene Seattle rappresenta un esempio di cultura autoctona superiore e come tutte le culture autoctone superiori ama il basket. Un oceano divide Forlì dalla città americana e il paragone è quasi  blasfemia. Ci auguriamo però che la città dimostri di essere fervida soprattutto in questo momento così importante.

Valentino Piolanti