Barcaccia Forlì

«Probabilmente eccitata dal successo dell’inaugurazione del San Giacomo, il merito del cui restauro, vogliamo ricordarlo ancora una volta, è interamente da attribuirsi ad altri, l’assessore ai LLPP ha rivelato che la vera intenzione di questa Amministrazione è il mantenimento e la conservazione di quell’opera d’arte che sarebbe la barcaccia. Se quella è un’opera d’arte, nel rispetto dovuto alla indubbia competenza dell’assessore in materia, vorremmo chiederle per quale ragione si arroghi il diritto di demolirne una parte, quella scoperta: se è un’opera d’arte va conservata, restaurata e tramandata tutta intera ai posteri perché possano godere della sua bellezza e del suo fascino. 

Le chiediamo sommessamente anche di indicarci a quale scuola, a quale periodo, a quali maestri, a quali altri esempi quell’espressione artistica, che ha fatto la fortuna di una generazione di carrozzieri, si ispiri. Forse agli sbarramento anticarro della linea gotica o ai denti di cane della linea Sigfrido? D’altronde stiamo celebrando la fine della seconda guerra mondiale e sarebbe una scelta comprensibile. È molto più grave però che la sua dichiarazione abbia messo in evidenza che finora il sindaco, lei stessa e gli altri amministratori, che si erano espressi sostenendo che la realizzazione del cosiddetto giardino dei musei era solo un primo stralcio di un progetto più generale di riqualificazione della piazza dovuto alla scarsità delle risorse disponibili a fronte di una spesa troppo elevata, hanno raccontato cose non vere. Cose non vere raccontate anche negli incontri “politici” con la lista Insieme con Drei. 

Cose non vere infine contenute nello stesso progetto e nella delibera di approvazione, come è stato puntualmente messo in evidenza dalla osservazione presentata circa 2 mesi fa. Vogliamo sperare che si tratti di parole “dal sen fuggite” in un momento in cui l’entusiasmo e l’euforia potevano alterare un attimo la percezione della realtà e che il confronto che chiediamo da tempo si effettui al più presto, con elementi alla mano, comprese rigorose valutazioni sui costi, più solide e realistiche di quelle a dir poco approssimate della società in house che si occupa di parcheggi. 

Ricordiamo anche all’assessore che il Sindaco si è impegnato, al momento della sottoscrizione dell’alleanza politica, di discutere proprio quel progetto con i Verdi e con la lista “insieme con Drei”: è ora di farlo. Un tempo Forlì era purtroppo conosciuta in Italia per la puzza che proveniva dalla Mangelli, ora dopo la chiusura della fabbrica molti la ricordano per il parcheggio bunker e la barcaccia: vogliamo fare in modo finalmente che tutti la conoscano per lo straordinario patrimonio culturale ed artistico che le appartiene di cui quella colata di cemento sicuramente non fa parte?».

Verdi Forlì-Cesena