batdura Santa Sofia

Di solito, in questo spazio, siete abituati a sentire parlare di giochi a due, blocchi, zona e argomenti di questo tenore; oggi no, oggi vi racconto quello che mi consente di raccontarvi di queste cose e lo faccio per omaggiare tutte le persone che in questi anni mi hanno consentito, aiutandomi, di riferirvi della nostra comune passione, il basket.
Premessa, decido di andare a Desio dove si sono svolte le finali della Coppa Italia di serie A.
Per farlo ho bisogno di supporto. Come sempre contatto il Comune il quale, dopo aver comprese le mie esigenze, mi mette a disposizione utili informazioni: mi mette in comunicazione con chi può darmi adeguata risposta, in questo caso la cooperativa sociale La SpigaQuesta cooperativa opera sul territorio brianzolo da due decenni partendo da una iniziale attività destinata ad aiuto e assistenza domiciliare. Successivamente ha diversificato i propri interventi sul territorio. La coordinatrice della cooperativa Catia Baldi afferma che questo è stato possibile grazie alla perseveranza della dottoressa Brandi, presidente della cooperativa. Descrivendola come donna determinata e capace, ci racconta che grazie a lei l’Ente è diventato punto di riferimento anche per le Istituzioni locali. In quanto coordinatrice della cooperativa dichiara di occuparsi dell’organizzazione delle attività in accordo con la presidente. “…non mi sottraggo però dal fare la mia parte anche dal punto di vista strettamente operativo; io nasco come Asa, mi piace fare questo lavoro e non amo comandare sugli altri…”
La cooperativa gestisce anche una Comunità per persone disabili, la Comunità “Soleluna” all’interno della quale sono stato accolto per il pranzo nella mia ultima giornata di permanenza. Mi spiegano che la Comunità accoglie 10 ospiti, tutti con disabilità diverse. Gli abitanti della casa sono seguiti e aiutati da uno staff composto da 10 persone con professionalità diverse: 6 operatori e 4 educatori: conosco Simone, il ragazzo che mi è stato affiancato, Catia, la responsabile della cooperativa e Gemma, educatrice dei ragazzi.
Dopo il pranzo ci hanno raggiunto Monica e Stefano che mi spiegano che l’attività della Comunità non può prescindere dal coordinamento della dottoressa Elena Grassi responsabile degli educatori che vi operano e dall’aiuto, ci dice Catia, dei molti volontari: uno di questi è Stefano. Catia afferma che il servizio è rivolto per lo più a persone la cui famiglia non è più in grado da sola di provvedere alle loro necessità.
Guardandomi attorno noto cartelloni pieni di fotografie e mi incuriosisco. Mi dicono che la giornata tipo si snoda, dopo colazione, nei vari centri diurni in cui i ragazzi svolgono le loro attività: vanno a scuola, fanno sport, mi parlano di gare di bocce e ogni giorno viene proposta loro una attività diversa all’esterno della Casa.
Dopo la merenda si svolge abitualmente l’attività dei “divani”, una specie di incontro durante il quale ognuno racconta la propria giornata. La Comunità si prende cura dei propri ospiti anche dal punto di vista sanitario sempre in accordo e previa autorizzazione delle famiglie presso le quali ritornano in tempi diversificati a seconda delle realtà familiari e delle situazioni personali. Ci tengono a farmi capire bene che questo lavoro è visto quasi come una vocazione e l’unico obiettivo che ogni operatore si pone è quello di aumentare il benessere e migliorare la qualità della vita degli ospiti. Qualcuno confessa anche che nel momento di decidere se accettare il lavoro o meno si è sentito inadeguato, ma poi nel tempo, abbastanza rapidamente, ha capito che non poteva essere se non quella la sua attività lavorativa. Tutti sostengono che i ragazzi ricambiano gli operatori rappresentando per loro un formidabile strumento di crescita personale. Salutandomi mi danno appuntamento a Pinarella di Cervia dove nell’estate ventura trascorreranno le vacanze.
Le ultime righe sono dedicate a tutti coloro che come Simone mi hanno consentito di viaggiare per l’Italia in questi anni offrendovi, di conseguenza, la possibilità di vedere appassionanti partite di basket attraverso i miei occhi.
Grazie dunque a Carmelina, Barcellona Pozzo di Gotto, Luigi, Napoli, Martino, Casale Monferrato, Stefania, Frosinone- Ferentino, i ragazzi del “Marini”, Vittoria, Brindisi, Domenico, Trapani. Un grande grazie a tutti!

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Diplomato al liceo Fulcieri Paolucci de Calboli di Forlì, nel lontano 1997, intraprende gli studi di Scienze dell'Informazione di Cesena in cui consegue la Laurea nel marzo del 2002. Dopo varie esperienze lavorative nel ramo dell'informatica presta la sua opera come programmatore all'interno del servizio informatico dell'Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori (I.R.S.T.) S.r.l. La sua vita senza la musica, lo sport e la ginnastica sarebbe stata monotona ma... Dicono di lui: "Chiedetelo agli altri...". Dice di lui: "Ciò che non ti uccide ti fortifica... Tutte cazzate"!