Patrimonio culturale e Pubblico Impiego: la storia di Daniele Casadei

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Oggi si sono tenuti i funerali di un pensionato di 63 anni, Daniele Casadei. Era un semplice impiegato del Comune di Forlì. Lavorava nella Pinacoteca e nei Musei e aveva accumulato, nel tempo, una straordinaria memoria dei luoghi e dei beni. Il deposito, la base delle informazioni per chiunque si occupi di patrimonio inventariabile, lui ce l’aveva in testa, nonostante che le cose fossero disseminate nei capannoni, nei garage, nelle soffitte, nei tanti vecchi palazzi del Comune.

Una passione inesausta lo aveva fatto diventare un esperto e un rabdomante. Un giorno se ne andò in pensione, ma non riuscì a godersela. Si ammalò di un male incurabile e decise, nonostante tutto, di continuare ad aiutare l’Amministrazione, che doveva allestire un museo nuovo, poi organizzare una mostra di oggetti del patrimonio. All’inaugurazione della mostra, nell’autunno scorso, era arrivato in carrozzella, perché non camminava più.

E in carrozzella si era fatto accompagnare per cercare nei depositi i pezzi da esporre, seguendo la sua complicata, ma infallibile mappa mentale. Daniele aveva deciso di regalare l’ultima parte della vita alla sua passione, alle sua città e alle Belle arti, come si diceva una volta: e ciò accendeva nei suoi occhi una luce di curiosità e di entusiasmo contagioso. Sì, ci sono anche persone così nella pubblica amministrazione. Chapeau!

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Roberto Balzani, nato a Forlì il 21 agosto 1961, è uno storico, saggista e politico italiano. È professore ordinario di storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, Università degli Studi di Bologna. È stato sindaco di Forlì, dal 2009 al 2014 è professore ordinario di Storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell'Università di Bologna (sede di Ravenna), della quale è stato preside fra il 2008 e il 2009. Ricercatore in Storia contemporanea alla Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” di Firenze dal 1992, è divenuto poi professore associato alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell’Università di Bologna e quindi professore ordinario. Fra i suoi interessi più recenti, la storia del regionalismo e del patrimonio culturale, cui ha dedicato diversi saggi, collaborando alle iniziative promosse alla Scuola Normale Superiore di Pisa da Salvatore Settis. Fra il 1992 e il 1996 ha fatto parte del consiglio d’amministrazione della Fondazione “Spadolini – Nuova Antologia” di Firenze. E’ stato a lungo componente del consiglio direttivo della Società di Studi Romagnoli, dell’Istituzione Biblioteca Malatestiana di Cesena e dell’Ibc Emilia-Romagna. Fra le principali pubblicazioni da menzionare la ricostruzione del regionalismo culturale romagnolo fra ‘800 e ‘900 (La Romagna, Bologna, 2001, ristampata con un nuovo capitolo nel 2012); inoltre, la sintesi Storia del mondo contemporaneo, Milano, 2003 (con Alberto De Bernardi), la ricerca di storia dei beni culturali Per le antichità e le belle arti. La legge n. 364 del 20 giugno 1909 e l’Italia giolittiana (Bologna, 2003) e la cura dei Discorsi parlamentari di Carducci (Bologna, 2004). Con Angelo Varni è curatore de La Romagna nel Risorgimento (Roma-Bari, 2012). Alla sua esperienza di amministratore è dedicato il pamphlet: "Cinque anni di solitudine. Memorie inutili di un sindaco" (Bologna, 2012). E’ autore di diversi manuali di storia per le Scuole medie e i Licei.