Si chiude a Forlì una stagione sportiva con il basket professionistico praticamente morto. Una rivoluzione appena conclusasi nel Forlì Calcio. Con la pallavolo femminile in serie A in pieno affanno (penultimo in classifica). Insomma un fine anno terminato sotto auspici completamente diversi rispetto agli inizi di stagione (anche se in realtà la posizione in classifica del Forlì Calcio non è poi così lontano dalle aspettative). Il bilancio di fine anno lo fa l’assessore allo sport del Comune di Forlì Sara Samorì (nella foto sopra solo alcuni dei tanti momenti nel 2014 tra premiazioni e partecipazione ad eventi sportivi) sempre presente – nonostante i suoi mille impegni visto che ha anche altre deleghe – al Morgagni, al Palafiera, al Villa Romiti e campetti e palestre di periferia.

Partiamo dal basket. Una stagione a dir poco kafkiana. L’Amministrazione come vede la situazione della FulgorLibertas, quali sono i rapporti con Boccio e soprattutto qual è la situazione debitoria che la società ha nei confronti del Palafiera?

«A dir poco paradossale, si, è il termine più appropriato per descrivere una situazione ancora tutta da “approfondire”. A tempo debito. Dunque, abbiamo inizialmente osservato gli esordi della “stagione Boccio” come amministrazione appena insediatasi (11 giugno), ma mi sono presto coordinata con l’allora Presidente della Fiera di Forlì, il compianto Pierantonio Nannini, per monitorare una situazione che già dava segnali di criticità. Va anche detto che un’amministrazione, a mio avviso, non può e non dovrebbe entrare nelle autonome scelte di una società, come è giusto che sia, ma indubbiamente intervenire quando queste scelte danneggiano, anche solo potenzialmente, l’immagine, i “colori” e il patrimonio sportivo di una città. In altre parole, vigilare, cercare soluzioni, creare ponti o facilitare connessioni (questo anche il senso profondo dell'”appello” alla città di qualche settimana fa). Ed è quello che abbiamo fatto. Boccio, per quello che riguarda il Comune, ha definitivamente smesso di essere un interlocutore credibile nel momento in cui ha disatteso anche le promesse fatte davanti al Sindaco di Forlì agli inizi di dicembre. Come vedo la situazione? Da questa mattina (ieri per chi legge ndr), di comune accordo con il nuovo Presidente della Fiera, Guido Sassi con cui è continuata l’ottima intesa, abbiamo chiuso il “capitolo Boccio”. Ma mi sento più Salomone che “Erode”, e dai primi di gennaio, insieme al Presidente della FIP, Pietro Basciano, lavoremo a testa bassa per capire come andare avanti e ricostruire il mondo del Basket professionistico in una piazza importante come Forlì posta anche la disponibilità del Presidente a riconoscere da subito a Forlì “la categoria che merita”. L’appello, quindi, rimane aperto: chi ha in animo proposte e progetti seri, si faccia avanti. E non è detto che non ci sia già chi ha fatto un primo passo in questa direzione…».

Poche ore fa un terremoto ha colpito il Forlì Calcio. L’allenatore e il ds sono stati esonerati. La situazione di classifica non è terrificante, la salvezza è ancora a portata di mano. Anche qui però all’interno della società ci sono state delle fratture che hanno condizionato i risultati sportivi.

«Passiamo a tutt’altra situazione anche se è innegabile, concordo, che i recenti esoneri di Menegatti e Rossi sono stati purtroppo inevitabili per ripristinare la necessaria serenità sportiva e all’interno del Club. Una società, come dicevo, sana, seria, dove ho riconosciuto da subito la determinazione e il ruolo estremamente positivo del suo nuovo Presidente, Stefano Fabbri. C’è un ottimo rapporto e stima reciproca e anche in occasione dei recenti avvenimenti mi sono sentita di dirgli di “andare avanti”. I tentativi di rinnovare o semplicemente rigenerare una società importante come quella del Forlì calcio che pure ha una storia e tradizione molto importanti, non possono fare male. Anzi. Circa il resto, seguo questi ragazzi già da un po’ di tempo, e penso che non manchi loro niente. Hanno fiato e cuore. Non devono mai smettere di credere in sè stessi perchè hanno certamente le capacità di andare avanti. In partita, non si molla mai».

Situazione volley. La volley2002 è penultima in classifica di un campionato durissimo come quello della serie A. Forlì indubbiamente si è trovata impreparata ad un salto di categoria che obbiettivamente faceva gola accettare e sarebbe stato folle rinunciare. Ora però i problemi sono sotto gli occhi di tutti, ma il dato positivo è senza dubbio la risposta del pubblico: contro la capolista Novara c’erano 1500 spettatori. Un dato incredibile.

«Ho assistito alla partita insieme al Sindaco e confermo la grande risposta di pubblico e il calore. Ma non solo questo. Queste ragazze hanno portato in scena una gran pallavolo. Una dimostrazione che la mission è alla loro portata. Purtroppo l’infortunio ad Alessandra Ventura ha indubbiamente condizionato sfavorevolmente l’atmosfera e la necessaria concentrazione. Io però sono fiduciosa. Forse ci servirebbe, in generale, più costanza e continuità d’azione che però cresce con l’esperienza in campo e come squadra. La stessa cosa potrei dire della nostra Volley maschile, la Softer, che sta facendo un grande lavoro con il settore giovanile. Sono società che hanno ampi margini di crescita e miglioramento perchè scelgono di puntare sulla qualità e sui giovani. Scelte che indubbiamente, in prospettiva, daranno ottimi risultati. Realtà che, a mio avviso, oggi possono crescere anche grazie ed insieme ad esperienze brillanti e società sportive modello come la Cmc Robur Costa che gioca al Palafiera di Forlì in serie A1 e che considero parte della nostra più grande famiglia sportiva romagnola. Ci sarà occasione per riparlarne ma sono convinta che l’orizzonte sia precisamente quello: una grande comunità sportiva romagnola».

Quali anticipazioni ci puoi dare su uno dei tuoi sport preferiti: il softball?

«Uno solo?! Se avessi più tempo libero (ora è a minimi storici) impiegherei buona parte della giornata in attività sportive perchè amo quello che considero l’aspetto “propedeutico” allo sport: la dimensione del “gioco” e del “divertimento”. Ai ragazzi suggerisco infatti di tenere sempre alta la guardia: “quando non vi divertite più, c’è qualcosa che non funziona”. Un’anticipazione? Ho intenzione di riprendere le lezioni di equitazione, mentre il Softball continuerà a darci grandi soddisfazioni. È una delle nostre migliori squadre a livello nazionale ed europeo. Meritano il massimo

A giugno arriverà il Giro d’Italia, una corsa che darà molta visibilità a Forlì. A che punto siete con l’organizzazione che vi compete?

«Un’occasione davvero straordinaria, si. Inaspettata. Un’occasione. Due tappe, la decima e l’undicesima del Giro d’Italia 2015. Mai viste contemporaneamente a Forlì. A gennaio faremo una conferenza stampa ad hoc illustrando sia gli aspetti tecnici che quelli più operativi. Di più. Il Giro d’Italia a Forlì si caratterizzerà non solo e naturalmente per il grande indotto turistico ed economico che trascina da tempo. Il Giro sarà una vetrina importante per il mondo ciclistico forlivese – professionistico, dilettantistico e cicloamatoriale forlivese che è già nutrito e molto attivo in città – ma per tutto il mondo sportivo forlivese. Lanceremo un grande appello a tutto il mondo dell’associazionismo sportivo perchè vogliamo che questa occasione si trasformi davvero nell’occasione per Forlì di dimostrare tutto il suo potenziale e indice di sportività. Nel mondo della bicicletta abbiamo testimonial d’eccezione a partire dagli storici Ercole Baldini e Arnaldo Pambianco arrivando ai giovani protagonisti tra cui spicca Matteo Montaguti, passando per un indimenticato campione romagnolo, Marco Pantani. In fondo, l’11a tappa è tutta romagnola (Forlì-Imola). Insomma, Forlì come la betlemme del ciclismo e dello sport romagnoli».

Per quanto riguarda gli sport che hanno meno visibilità (la parola “minori” non mi piace) in questi mesi di assessorato abbiamo visto che spessissimo hai premiato forlivesi che hanno tenuto alto il vessillo di Forlì grazie ai loro risultati.

«Esattamente. È un refrain che continuo a sostenere ed affermare ovunque. Il termine “minore” è un luogo comune, un falso storico. Esistono invece discipline sportive “emergenti” o semplicemente “meno note” più spesso ispirate e legate al mondo giovanile. Diciamo che non ho “premiato tecnicamente” – non è il ruolo di un’amministrazione – ma certamente ho premiato simbolicamente ricevendo atleti e società sportive che si sono distinte negli anni per capacità, risultati e dedizione, nella sede della massima Istituzione locale, il Comune. È un riconoscimento prestigioso, non c’è dubbio, ed è un preciso impegno che mi sono assunta da subito e che continuerà a caratterizzare il mio mandato: quello di fare emergere, dando quindi visibilità, il grande patrimonio di giovani atleti con risultati brillantissimi nelle più diverse discipline sportive. Nel fare questo, riconoscere anche un dato di fatto sul quale l’amministrazione comunale ha già affermato di volere investire: la spina dorsale della nostra comunità si sostiene, oggi, soprattutto grazie alla grande attività formativa, sociale e di prevenzione che le società sportive dilettantistiche portano avanti quotidianamente con passione e anche tanto volontariato. Bisogna insistere sulla necessità di investire sullo sport e sulla necessità che anche la città, gli enti pubblici e privati e le nostre imprese facciano (o continuino a fare) la loro parte».

Impianti e palestre forlivesi. In questi pochi mesi dal tuo incarico qual è il bilancio sull’impiantistica forlivese? L’Amministrazione ha riscontrato qualche problematica e vi saranno novità nei prossimi mesi? 

«Anche da questo punto di vista abbiamo un patrimonio. La richiesta di spazi, strutture, quindi la disponibilità di impianti, c’è ed è sinonimo di grande vitalità del nostro mondo sportivo. Anzi, c’è più spesso la richiesta di ulteriori spazi ed io ho intenzione di andare anche in quella direzione. Mi spiego. Da un lato, come Unità Sport, siamo impegnati quotidianamente nella ricerca di soluzioni, spazi, e soprattutto di adeguamento alle rinnovate esigenze di sicurezza e di manutenzione straordinaria (quella ordinaria è a carico dei nostri gestori) degli impianti già esistenti. Poi c’è la progettazione, la programmazione di mandato e qui ci saranno presto sorprese molte positive alle quali sto già lavorando tra nuovi progetti e altri di adeguamento/miglioria di alcune strutture sportive molto importanti come lo Stadio comunale “Tullo Morgagni” , ma penso anche al Velodromo “G. Gotti”, per fare solo alcuni esempi. Le sorprese, però, non si scartono tutte e subito. Ancora un po’ di pazienza. L’anno nuovo è dietro l’angolo e credo proprio che sarà un anno decisivo per la candidatura di Forlì a capitale dello Sport romagnolo. Quindi, auguri a tutti noi!».

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Ragioniere, classe 1963, iscritto all'Ordine dei Giornalisti Pubblicisti dal 1994. Appassionato di giornalismo, social network e blog, ha collaborato come giornalista pubblicista per la Gazzetta di Forlì, per la Gazzetta dello Sport, Corriere di Forlì, Forlì&Forlì e dal 2000 fino ad aprile 2013 per Il Resto del Carlino di Forlì. Da luglio 2011 dirige 4live.