L’assessore Samorì è come una Ultrà: “Io do ancora spazio ai sogni”

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Approfittando di un giorno feriale incastonato tra due festività, incontriamo l’assessore allo sport del Comune di Forlì, Sara Samorì, che ci aggiorna sullo stato dell’arte della vicenda che riguarda la maggiore realtà cestistica della nostra città, la FulgorLibertas Basket Forlì SpA. Riportiamo di seguito quanto emerso da una illuminante chiacchierata svoltasi nella prestigiosa cornice della sala della Giunta del Comune di Forlì.

Assessore Samorì, a nome di tutti gli appassionati di basket forlivese, le chiedo a che punto siamo con le cure a cui è sottoposto il malato, la FulgorLibertas basket Forlì, qual è la posologia dei farmaci che in questo periodo di feste e di gioia vengono somministrati alla società biancorossa?

«Il malato non è la società biancorossa e i suoi tifosi ma piuttosto Max Boccio che credo riceverà molte calze piene di carbone. A parte le battute, credo che su questa vicenda vada fatta estrema chiarezza: la gestione di tutta la vicenda da parte degli attori di quest’ultima, vecchi soci e nuova proprietà senza distinzione, è stata a dir poco disarmante. Questa è una settimana fondamentale, una volta che la avrò salutata mi metterò in contatto con il presidente Basciano per cercare una soluzione che ci consenta di far portare a termine i campionati giovanili ai tesserati FulgorLibertas che in altro modo dovrebbero pagare un dazio troppo importante senza averne alcuna responsabilità. D’altra parte ci dobbiamo muovere anche in un’altra direzione  per consentire che il patrimonio sportivo della città venga tutelato».

Assessore, lei è stata chiarissima, ha parlato di fare ripartire la realtà sportiva della città, io però vorrei darle la possibilità di raccontarci se e come siete stati coinvolti nel passaggio di proprietà che ha caratterizzato i mesi estivi degli appassionati forlivesi. Vi sentite in colpa per non avere vigilato nella maniera corretta su coloro che dovevano vigilare su questa importante transizione epocale del primo sport cittadino? 
«Assolutamente no! Per due ordini di motivi: il primo perchè siamo entrati in carica come giunta l’11 giugno e la situazione era già in stato avanzato e pianificata a partire dal 2013, anche perchè l’Amministrazione non deve entrare nel dettaglio delle vicende di una società privata, per quello che ci compete noi abbiamo vigilato in questi mesi chiedendo alla proprietà che prima era stata latitante nei nostri confronti, un incontro avvenuto circa a metà settembre in concomitanza con l’amichevole che la squadra sostenne con la Tezenis Verona. In quella sede abbiamo incontrato Alberto Bucci e poi non siamo più stati interpellati fino a quando la situazione non è degenerata. A questo proposito tengo a precisare che quando una società porta in giro per l’Italia i colori della città di Forlì deve comportarsi così come viene richiesto da chi rappresenta. Poichè questo non è avvenuto negli ultimi due mesi abbiamo deciso di prendere come Amministrazione il controllo della situazione e di dire “Basta”, in accordo con il presidente Basciano, a questo scempio».
La ringrazio per la chiarezza, ma vorrei maggiori delucidazioni su questo cambio di rotta repentino; la situazione debitoria della città è più anziana della vostra Giunta ma, comunque, conosciuta e conclamata da tempo. Perchè solo ora avete deciso di mettere fine all’agonia di una società piena di debiti, dopo averla spalleggiata a più riprese nelle passate stagioni?

«Io posso rispondere per i sei mesi durante i quali ho seguito la vicenda; immagino che la domanda si riferisca alla situazione debitoria che la FulgorLibertas doveva affrontare nei confronti dell’Ente Fiera. A Boccio era stato richiesto di rientrare del debito, tramite un piano rateizzato che poi non è mai stato rispettato, per cui il Comune ha richiesto alla nuova proprietà il pagamento dell’utilizzo dell’impianto per i mesi iniziali della stagione tramite un assegno circolare di 20.000 euro. Il piano di rientro era stato pianificato già a partire dal 2013 e quello che le posso dire è che i vari Cda e i vari presidenti dell’Ente Fiera che hanno affrontato questa problematica si sono comportati nella maniera più limpida possibile, parlo di Sassi con il quale abbiamo deciso lo sfratto del basket dal PalaCredito il 31 dicembre, e del suo compianto predecessore. Per le altre gestioni che hanno portato all’aumento del debito, non posso esprimere giudizi se non personali».

Assessore, non crede che la città di Forlì abbia lasciato Boccio troppo solo nel suo tentativo di riportare la squadra ai fasti di un tempo nel panorama cestistico nazionale e non crede che questa situazione possa fare dell’imprenditore bolognese una sorta di martire piuttosto che un carnefice o un capo espiatorio?

«Sicuramente Boccio è la punta dell’iceberg, sicuramente non sarà un martire, sicuramente pagherà e pagheranno tutti coloro che hanno contribuito a creare questa situazione e l’imprenditore bolognese ha fatto di tutto per non essere aiutato dalla imprenditoria e dalla opinione pubblica locali. D’altronde, quando una persona si presenta con progetti grandiosi dicendo di non avere bisogno di nessuno, nessuno si sente costretto a dare una mano, soprattutto poi se ogni affermazione di questa persona viene puntualmente disattesa, essa perde di credibilità. Se un imprenditore presenta progetti seri e ben radicati sul territorio, questi vengono ascoltati anche se nella contingenza storica di questo periodo non si trovano spesso imprenditori che lascino spazio ai sogni piuttosto che ai profitti. A questo proposito voglio portale l’esempio del Forlì Calcio come società che costruisce progetti realizzabili sul nostro territorio senza fare il passo più lungo della gamba ricordandosi non solo di porgere l’occhio al bilancio, ma anche di prestare l’orecchio ai desideri dei tifosi. Per essere chiari, quando c’è da fare un sacrificio per fare più grande il nome della città, Fabbri lo fa anche se in maniera oculata».

Assessore, lei ha parlato di Forlì Calcio, a questo proposito, le faccio un’ulteriore domanda: in questi giorni si parla di una partnership che consenta ai tifosi biancorossi della palla a spicchi l’accesso, se in possesso di un abbonamento, allo stadio Morgagni senza dovere pagare il biglietto. Può confermare questa eventualità e, proseguendo, può darci maggiori informazioni sul futuro del basket forlivese?

«Ho avuto notizia di questa proposta; potrebbe essere interessante e ne dovrò parlarne i prossimi giorni con i dirigenti del Forlì Calcio. Sul futuro della palla a spicchi sotto S.Mercuriale è prematuro dire qualsiasi cosa. Le basti sapere che ci sono diverse realtà imprenditoriali che sono interessate a tenere vivo in seme del basket in città: una, che conoscete tutti, è rappresentata dalla persona di Rossi, presidente di Lugo, sull’altra, per esplicita richiesta degli interessati, preferisco mantenere il riserbo. Sarà mia cura fare sì che l’amore per questo sport in terra romagnola contagi gli imprenditori e faccia loro capire che è ancora possibile investire in questa nostra bellissima città poichè lo sport ha una valenza principalmente educativa e morale che va oltre ogni altro interesse legato a questa vicenda».

Valentino Piolanti

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Diplomato al liceo Fulcieri Paolucci de Calboli di Forlì, nel lontano 1997, intraprende gli studi di Scienze dell'Informazione di Cesena in cui consegue la Laurea nel marzo del 2002. Dopo varie esperienze lavorative nel ramo dell'informatica presta la sua opera come programmatore all'interno del servizio informatico dell'Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori (I.R.S.T.) S.r.l. La sua vita senza la musica, lo sport e la ginnastica sarebbe stata monotona ma... Dicono di lui: "Chiedetelo agli altri...". Dice di lui: "Ciò che non ti uccide ti fortifica... Tutte cazzate"!