Il libro “Gli infedeli” di Carmelo Pecora

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Giovedì 20 novembre, alle ore 18,00 nell’Atelier Sì in via San Vitale 69 a Bologna, nel ventesimo anniversario dell’arresto dei fratelli Savi, ci sarà la presentazione di due libri sulla vicenda, di taglio molto diverso. Uno dei due è il nuovo libro del forlivese Carmelo Pecora: “Gli infedeli. Storie e domande della Uno bianca“, con una nota di Carlo Lucarelli. Dal 14 novembre in libreria, online su IBS e Amazon e on demand su ilovebooks.it. 

Perché una vicenda così incredibile e così mostruosa non ha mai avuto il dibattito storico, civile e soprattutto politico che avrebbe meritato? Benvenuto questo libro, che le cose ce le racconta e ce le ricorda. Carlo Lucarelli Dal 1987 al 1994 – per sette lunghi anni – la banda della Uno bianca seminò il terrore in Emilia Romagna e nelle vicine Marche. Un caso criminale senza precedenti: i responsabili di circa cento rapine, altrettanti ferimenti e ventiquattro omicidi erano – tutti tranne uno – poliziotti. Come fu che un cancro di quelle proporzioni e violenza crebbe nella pancia delle forze dell’ordine? Perché ci vollero sette anni a estirpare il male? E il male fu veramente estirpato? Cosa ci ha insegnato e cosa resta oggi di quella tragica vicenda? 

A vent’anni dal clamoroso arresto dei fratelli Savi e degli altri componenti in divisa della banda, Carmelo Pecora – poliziotto a Forlì all’epoca dei fatti – ne ricostruisce con il suo Gli infedeli la lunga sequenza di delitti e ripercorre le tappe principali dell’inchiesta, quella giudiziaria e quella della commissione parlamentare stragi e terrorismo, che si occupò del caso. E aggiunge altri scottanti interrogativi e questioni a quelli che, da allora, sono rimasti aperti. Come il problema della formazione delle reclute, del “rambismo” e dell’approssimazione nell’esercizio dei propri compiti e doveri istituzionali.

Carmelo Pecora nato ad Enna nel 1959 vive a Forlì, dove ha diretto il locale nucleo di Polizia Scientifica. Smessa la divisa di ispettore per pensionamento volontario, prosegue l’attività di scrittore iniziata con 9 maggio ’78. Il giorno che assassinarono Aldo Moro e Peppino Impastato (Zona 2007), Polvere negli occhi (Zona 2009 – romanzo dedicato alla strage di Bologna) e Ustica. Confessioni di un angelo caduto (Zona, 2011). I protagonisti dei suoi romanzi sono sempre poliziotti, le sue sono storie di vita vera. Con questo nuovo romanzo, Pecora mette ancora una volta la sua capacità visionaria e narrativa al servizio di un progetto di memoria che, nel suo caso, si è fatto progetto di vita, veicolo di testimonianza e d’impegno civile, rivolto essenzialmente ai più giovani.