sagra del tartufo

Ogni anno, in autunno, il tartufo fa parlare di sé. Non solo nelle località che hanno assunto una rilevanza nazionale come Alba e Acqualagna, ma anche in Romagna e in particolare a Dovadola dove da 48 anni questo fungo sotterraneo dal profumo penetrante viene messo in mostra come un’opera d’arte. L’odore che emana, delizia dei palati dei buongustai, impreziosisce le sale dei più celebri ristoranti del mondo, così come di quelli dovadolesi e dei paesi vicini. Un tempo i tartufi erano poco ricercati, anche perché la quasi totalità delle persone mangiava cibi poveri.

I tartufi, come il caviale, erano utilizzati soltanto dai cuochi nelle cucine dei palazzi aristocratici e in quelle dei ristoranti di gran lusso. Ora il prezioso tubero, anche se molto caro e il prezzo varia a seconda delle stagioni, è alla portata di molte più persone soprattutto in occasioni come quella che nelle domeniche del 19 e 26 ottobre si svolgeranno a Dovadola dove, grazie all’organizzazione della Pro Loco si allestiscono stand gastronomici, in funzione dalle ore 11,30 alle ore 19,00, che servono pietanze a base di tartufo di ottima qualità e a prezzi contenuti.

Sono diverse le squisite specialità al tartufo che potranno essere mangiate sul posto: tagliatelle, polenta, uova e crostini. Per la loro preparazione sono già al lavoro i volontari, anzi le volontarie trattandosi per la maggior parte di signore dovadolesi che con la perizia che le contraddistingue stanno tirando con il mattarello la sfoglia per le tagliatelle. Per preparare questo piatto tipico verranno utilizzate tremila uova e tre quintali e mezzo di ragù di carne con l’aggiunta del tartufo.

La Romagna è produttrice spontanea del miglior tartufo bianco che non ha nulla da invidiare a quello di Alba. Durante la prima giornata della sagra, domenica 19 ottobre, alle ore 10,30, nell’area degli stand in piazza Berlinguer, verranno consegnati alcuni riconoscimenti molto ambiti per i ricercatori e i commercianti, in particolare il premio per il tartufo di maggior peso e quello di qualità migliore. Questo tubero si è conquistato un posto d’onore sulle tavole delle occasioni più importanti, anche grazie ai suoi poteri afrodisiaci evidenziati anche da Pellegrino Artusi: “A tutti è nota la natura calida di questo tubero, quindi mi astengo dal parlarne perchè potrei dirne delle graziose”.

Durante le due giornate di sagra le strade del paese saranno occupate dalle bancarelle di ottanta ambulanti, molti dei quali proporranno prodotti di stagione, così come faranno gli agricoltori della Coldiretti che parteciperanno al mercato dei produttori locali che si svolgerà in piazza Battisti. Durante il pomeriggio di domenica 19 la manifestazione sarà allietata dall’orchestra Savini, mentre per domenica 26 sul palco saliranno “Gli allegri musicisti”.
Ogni anno la manifestazione si arricchisce di nuove iniziative – dichiara il sindaco Gabriele Zellie ne segnalo una per tutte. Quella promossa dall’Associazione Amici della Bicicletta che ha organizzato per domenica 19 un raduno di ciclisti che da Forlì (partenza alle ore 10.00 dal parco urbano “Franco Agosto”) raggiungeranno Dovadola per gustare i piatti preparati dai volontari della Pro Loco. Volontari che, coordinati dalla presidente della Pro Loco Marta Ravaglioli, anche quest’anno in un numero superiore alle cento unità consentiranno lo svolgimento della manifestazione“. Per informazione 3493737026.