Forlì dall'alto

L’evento è collocato all’interno della Settimana del Buon Vivere, anche questa giunta con successo alla sua 2° edizione che si è svolto nelle province di Forlì e di Cesena dal 24 al 30 settembre, proprio nel cuore della Romagna, si potrebbe aggiungere. Io vi ho partecipato con grande entusiasmo e curiosità perché quest’anno il Campus Cloudè stato chiamato Yourope, al fine di porre maggiore attenzione ed interesse sui punti che legano e che collegano il proprio specifico territorio romagnolo all’interno del territorio europeo. Infatti il Campus Yourope è nato dall’incontro con il Progetto Europeo di gemellaggio-Town Renewal – del programma “Europe for citizens” promosso dall’Unione Europea ed è stato realizzato con la collaborazione di Legacoop Forlì-Cesena, SCS Consulting e gli Assessorati alla Cultura e alla Partecipazione del Comune di Forlì.

Il concetto di Europa, unito a quello di coscienza europea, è un concetto veramente importante sia sotto il profilo culturale e storico e sia ovviamente, sotto il profilo economico e finanziario. L’Europa è e rappresenta la nostra identità secolare e millenaria che va tutelata e salvaguardata, specialmente in questo nostro mondo attuale, che ruota vorticosamente attorno a se stesso, proprio come se fosse una palla, alla ricerca spasmodica di equilibrio e di identità, nonché di affermazione.

Tutti i cittadini sono chiamati a partecipare con impegno e coscienza a questo processo di integrazione e aggiungerei anche di manutenzione, nel senso specifico di correzione di ciò che non va, poco o tanto che sia. Ed il Campus Cloud Yourope, capitanato dall’egregio ed esperto della comunicazione Phil Taylor, si è prefissato di realizzare esattamente questo obiettivo, coinvolgendo cittadini di diverse estrazioni sociali, di diverse età anagrafiche e di diverse Lingue, nonché diverse nazioni di provenienza. Io personalmente con il concetto di Europa ci sono cresciuta, soprattutto grazie ai miei genitori. Infatti già all’età di 11 anni, la mamma aveva fatto fare, a me e a mia sorella, un mese di full-immersion in Svizzera, a “Le Diablerets“ in un Campus per giovanissimi europei organizzato dal C.I.S.V (Children’s International Summer Villages), in cima alle Alpi Svizzere.

Poi, appena qualche anno dopo, di nuovo un mese di full immersion in America sempre con il C.I.S.V, luogo dove le provenienze e le lingue diverse, oltre che ad essere una regola, erano e sono ancora oggi innanzitutto, un dato di fatto oggettivo e reale. E poi ancora altre esperienze simili, negli anni successivi ed ecco quindi perché per me quest’anno il Campus Cloud Yourope è stato bellissimo. Ma il bello è che ho sentito da molti dei partecipanti, lo stesso mio entusiasmo, anche da parte dei partecipanti meno giovani e forse anche meno abituati alla multiculturalità. In pratica è stata una bella opportunità di scambio e di confronto che ha coinvolto tutti quanti e all’interno della quale, tutti quanti ci si sono addentrati con impegno e serietà. Sulla base e sullo sfondo di un contesto relazionale che è stato talmente piacevole, da sembrare quasi ludico, tranne il fatto che tutti vi hanno partecipato con serio e sincero impegno. Inoltre il grande regista della situazione che è l’esperto della comunicazione Phil Taylor di SCS Consulting non si è affatto smentito rispetto all’edizione dell’ anno precedente, ma anzi si è pienamente confermato e riconfermato nel suo ruolo di leader, esperto e trascinatore, con quel suo stile molto democratico, ironico ed efficace che ben corrisponde ad un certo English style.

Il Campus Cloud Yourope siti disposti 8 Tavoli, suddivisi in 2 file.Ogni Tavolo portava scritto il nome della Nazione che aveva partecipato all’evento è svolto nel cuore di Forlì e precisamente all’interno del vasto Salone Comunale, dove erano stati disposti 8 Tavoli, suddivisi in 2 file. Infatti le Nazioni partecipanti sono state 7: Germania, Romania, Ungheria, Estonia, Finlandia e Polonia e siccome i Tavoli portavano i nomi degli ospiti, alla Nazione Ungheria sono stati assegnati 2 Tavoli: Ungheria 1 del quale faceva parte Emilio Gelosi, giornalista e grande organizzatore di eventi, insieme al Tavolo Ungheria 2, del quale facevo parte io, oltre ai miei compagni cloudisti. L’evento si è svolto dalle ore 9,00 alle 13,00 della mattina. L’assegnazione dei Tavoli e dei compagni era già stata decisa prima dall’organizzazione.

Io appena entrata, ho respirato immediatamente un’aria familiare e confidenziale ed è stata con questa sensazione che, sedutami al Tavolo al quale ero stata assegnata, ho iniziato a parlare con Inge Peebu proveniente dall’Estonia, che si era seduta anche lei lì, appena poco prima di me. Con Inge abbiamo parlato in inglese ed è sempre molto più facile e semplice parlare l’inglese con gli stranieri piuttosto che con gli inglesi stessi. Inge Peebu, 32 anni e residente a Rakvere in Estonia, città che si trova ad una ventina di chilometri a sud del Golfo di Finlandia, si è ritrovata a partecipare al Campus Cloud Yourope, passando attraverso il Progetto Europeo di gemellaggio Town Renewal del programma “Europe for citizens” promosso dall’Unione Europea. Inge era appena arrivata da Milano e si tratteneva in Italia per 4 giorni.

Subito mi ha chiesto come fosse la vita sociale e serale a Forlì. Io le ho risposto che Forlì è ben più vivibile di Milano, la quale essendo una metropoli, vive con tempi e ritmi, molto più frenetici. Inge inoltre mi ha chiesto se le persone alla sera, dopo il lavoro, si recassero a teatro. Io le ho rispondo di sì, anche se paragonando Forlì con Milano, dalla quale lei era appena partita, viene da sé che a Forlì ci siano meno teatri e meno persone che si recano a teatro, in rapporto a Milano. Poi Inge mi ha chiesto cosa facessi io e che tipo di attività svolgessi nella mia vita. Io le ho risposto che scrivo e che sono una scrittrice e lei prontamente ha voluto sapere quale genere io scrivessi ed io le ho riferito che tratto tutti i diversi generi che riescono a suscitare il mio interesse.

Poco dopo che Inge ed io stavamo parlando è arrivata Cati Moreno, 27 anni e proveniente da Tenerife. Anche Cati era presente lì al Campus Cloud Yourope perché vi era arrivata attraverso il Progetto Europa, ma a differenza di Inge, si tratteneva in Italia per ben 10 mesi. Cati stava svolgendo l’attività di volontariato, prestando l’assistenza a persone diversamente abili alla Comunità Don Pippo, in Forlì. Io sono rimasta subito affascinata da questi giovani ragazzi europei, così pieni di entusiasmo e di voglia di fare.

Ad Inge, Cati ed io, si è poi aggiunto Keio Soomelt, 29 anni e anche lui proveniente dall’Estonia, come Inge e anzi dalla stessa Rakvere e arrivato qui attraverso il Progetto Town Renewal del programma “Europe for citizens” promosso dall’Unione Europea e anche lui rimaneva in Italia per 4 giorni. Arrivato a Forlì, dopo essere stato a Milano. Keio era l’unico ragazzo del nostro Tavolo e si è dimostrato subito volonteroso di cooperare e di collaborare. Keio mi ha confidato di avere due grandi passioni che sono la Storia e la Musica. Anche con Keio abbiamo parlato in inglese ed anche con lui è più facile parlarlo. Noi siamo riusciti a capirci bene anche da soli, ma per i Tavoli che l’avessero richiesto, era disponibile un interprete.

In breve sono arrivati anche tutti gli altri compagni cloudisti di Tavolo. Josephine Hormann con i suoi 19 anni e proveniente dalla Germania era la più giovane e sembrava una giovane walkiria in miniatura, in versione bonsai. All’aspetto decisamente grazioso, univa però un impegno determinato ed ammirevole. Josephine era arrivata al Campus Cloud Yourope attraverso il Progetto Europa e proprio come Cati che proveniva da Tenerife, Josephine si tratteneva in Italia per 10 mesi svolgendo attività di volontariato nell’assistenza agli anziani presso l’ Opera Don Baronio Onlus, in Cesena.

Cati da Tenerife parlava un poco la Lingua Italiana, mentre Josephine parlava principalmente la Lingua Inglese. Così io ho chiesto a Josephine come lei riuscisse a comunicare con gli anziani, presso il luogo dove presta servizio di volontariato. Josephine stringendosi un poco dentro alle sue già strette e minute spalle e mi ha risposto che lei non parla con loro in italiano. Io allora per toglierla immediatamente da qualunque tipo di imbarazzo, le ho risposto che un bel sorriso era già una bella forma di comunicazione e magari anche di consolazione. Josephine prontamente e con la luce negli occhi mi ha risposto che sì, che il sorriso era per lei, la migliore fra tutte le parole, della propria o delle altre lingue parlate. Anche Josephine era molto attenta e partecipe.

Poi sono arrivate, quasi contemporaneamente, le altre due persone italiane che sedevano insieme a me, al Tavolo Ungheria 2: Ada, una bella persona adulta che svolge attività di volontariato, che parla inglese e che dopo avere superato la titubanza iniziale, si è poi rivelata essere una partecipante entusiasta e molto collaborativa. Ada è una nonna, anche se non sembrava, ma al Campus Cloud Yourope era felice come una bambina per potere essere lì, in mezzo a giovani e adulti insieme, senza distinzioni o discriminazioni. Poi c’era Miriam, calabrese di origine che si è ritrovata a vivere a Forlì per lavoro. Anche Miriam si è dimostrata collaborativa.

Ora tutti insieme e seduti al Tavolo Ungheria 2, dovevamo scegliere su quali dei 14 Temi proposti da Phil Taylor e dall’Organizzazione, argomentare insieme per poi riportare alla fine in video le nostre argomentazioni. All’interno del video, ciascuno di noi aveva a disposizione 20 secondi per parlare delle strategie di progetto scelte, ciascuno esprimendosi nella propria Lingua. Phil Taylor ha posto molto l’accento sul mettere in atto una certa capacità di sintesi durante la realizzazione del video, oltre a sottolineare molto ironicamente, che la capacità di sintesi è innanzitutto una capacità dai connotati anglosassoni, consigliando però a tutti i cloudisti presenti, di trasformarla in una capacità propria. I temi sui quali i partecipanti erano chiamati a confrontarsi erano ben 14 ed erano gli stessi partecipanti a scegliere uno o più Temi da trattare e da affrontare. I Temi proposti erano i seguenti:

Uso dell’acqua, spreco di spazi, aree utilizzate, promozione della vita di quartiere, coinvolgimento dei giovani, “Città sostenibile” significa?, “Smart city” significa?, idee per trasporti intelligenti, idee per nuove abitazioni, rendere le città meno solitarie, idee anti disoccupazione, Riutilizzo intelligente degli edifici, riduzione intelligente del rumore, ultime best practice del riciclo.

Il nostro gruppo del Tavolo Ungheria 2 ha scelto di discutere sui Temi n.4 e n. 10 e cioè: Promozione della vita di quartiere e Rendere le città meno solitarie. Come ha giustamente sottolineato Phil Taylor: il Tema 10 e cioè come rendere le città meno solitarie, è stato il tema più scelto, gettonato e sentito da tutti i partecipanti. E ciò che rende meno solitaria la vita nelle città, è proprio la realtà e la vita dei e nei quartieri. Ed è per questo che il nostro Tavolo Ungheria 2, ha scelto di trattare insieme al Tema 10 anche il Tema 4. In particolare Josephine, Keio ed anche Inge e Cita si sono molto impegnati nel provare a ricercare delle soluzioni opportune. Josephine ha proposto la soluzione di ricercare un edificio pubblico, all’interno del quale potere creare situazioni di incontri, di scambi e Keio ha preso in considerazione l’opportunità di utilizzare una rete di tipo virtuale per riuscire a tenere informati i cittadini su ogni evento ed ogni opportunità.

Inoltre Keio ha fatto una considerazione in più, chiedendosi se questa rete telematica potesse poi essere davvero utile per l’ intera Cittadinanza, in quanto fra le persone di mezza età o fra le persone anziane, non è poi ancora così diffusa la conoscenza della realtà del mondo virtuale. Ada ha ascoltato ed ha seguito tutti i vari interventi con grande entusiasmo e poi con autentica gioia ha aggiunto che dovrebbero essere più frequenti queste occasioni d’incontro con persone di età diverse fra di loro. Ada mi ha confidato che finché aveva i figli che frequentavano la scuola, lei era a contatto con i giovani, ma poi sono venute a mancare le occasioni di incontri e confronti ed ora le mancano queste situazioni. Ada è piaciuta molto anche a Josephine, Cita, Inge, Keio, Miriam e a me.

Anche senza discutere sui temi proposti che poi avremmo dovuto ripetere in video, noi lì insieme, stavamo già affrontando il tema di rendere la città meno solitaria, promuovendo contemporaneamente la vita di quartiere, dentro al quale le distanze si accorciano per trasformarsi in vicinanze. Ora io ho qui riportato la mia esperienza diretta riguardo al Tavolo Ungheria 2 ,del quale io ho fatto parte, ma il bello è che il medesimo clima di cooperazione ed il medesimo entusiasmo di stare insieme, di conoscersi e di confrontarsi, è stato ugualmente vissuto in modo reale anche in tutti gli altri partecipanti ai Tavoli presenti. Tutti ma proprio tutti hanno affrontato il Campus Cloud Yourope con grande impegno e serietà e divertendosi nello stesso tempo, animati tutti quanti dall’ essere dentro una situazione insolita e stimolante.

Al termine del confronto, ogni Tavolo ha realizzato in video, il riassunto dei Temi affrontati, video che in fase finale, diventeranno video poliglotti e mixati con diverse Lingue, Voci ed Accenti. Poi i video realizzati e suddivisi secondo il Tavolo di appartenenza, sono stati mostrati a tutti i partecipanti, i quali hanno dovuto votare il video migliore, escludendo ovviamente la possibilità di dare il proprio voto al proprio video! Il Tavolo vincitore avrebbe vinto l’applauso sul palco ed una foto che uscirà sul quotidiano locale, accanto alla presenza e all’elogio dell’assessore Katia Zattoni, che per l’occasione indossava una dignitosa ed ufficiale fascia Tricolore.

Inoltre in aggiunta a il Tavolo vincitore avrebbe vinto anche 2 mele. come ironicamente ha sentenziato l’esperto della comunicazione Phil Taylor, dopo che 1 mela era stata offerta dall’ Organizzazione a tutti i partecipanti, insieme al bel buffet finale. La vittoria in realtà è stata più formale che reale. Hanno vinto 2 Tavoli contemporaneamente, in quanto hanno raggiunto il medesimo punteggio finale e questi sono stati il Tavolo Ungheria 1, del quale faceva parte Emilio Gelosi e il Tavolo della Polonia. In realtà abbiamo vinto tutti quanti noi partecipanti, sia perché ci siamo molto divertiti insieme e sia perché l’Organizzazione della Settimana del Buon Vivere 2012, esattamente come per la precedente edizione, pubblicherà tutti i video su youtube. È stata davvero una bella esperienza che inoltre ci ha fatto sentire tutti come protagonisti, al pari dei grandi nomi che hanno partecipato ai diversi eventi organizzati dalla Settimana del Buon Vivere in Forlì e Cesena, quali: Daria Bignardi che ha inaugurato ufficialmente la Settimana proprio nel Salone Comunale dove eravamo noi, affrontando il tema “Non c’è più il futuro di una volta“.

Altri nomi prestigiosi sono stati: Mario Tozzi che al Teatro Verdi in Cesena ha affrontato il tema “Fine corsa? Racconto intorno al pianeta che sarà” e Gabriele Lavia che presso i Musei San Domenico ha affrontato il tema “L’(anti)economia della cultura o la cultura come sviluppo dell’ economia?”. Poi ancora Concita De Gregorio che ha affrontato il tema “Se non ora quando : Giovani e Donne” insieme a Rita Ghedini.. Poi anche Andy Luotto con il suo “Volersi Bene”. Poi Mauro Ferrari, Dario Vergassola ed infine Enzo Bianchi e Moni Ovadia con il tema “Il Bene Comune come paradigma per la coesione dei popoli”. Si è conclusa quindi molto positivamente anche questa seconda edizione della Settimana del Buon Vivere 2012 in Forlì e Cesena, perché vivere bene e cercare di migliorare la qualità della vita è un valore importante che occupa uno spazio centrale e privilegiato nel cuore e nella mente di tutti quanti.

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Rosetta Savelli coltiva da sempre l'amore per la musica, la letteratura e l'arte. Ha pubblicato 4 libri: un racconto, una raccolta di poesie e due romanzi. Ha partecipato a numerosi concorsi letterari ottenendo riconoscimenti e pubblicazioni. Il suo romanzo "La Primavera di Giulia" è stato pubblicato dal Ponte Vecchio in Cesena nel 2006. Il racconto "Iris e Dintorni" e la raccolta di poesie "Le Magie che mi soffiano lontano" sono stati pubblicati nel 2002 dalla Firenze Libri e sono stati presentati alla 55° Fiera del Libro di Francoforte nel 2003. Nel 2009 ha partecipato al Premio Letterario Firenze per le Culture di Pace, dedicato a Tiziano Terzani ed è stata inserita nel volume antologico "Racconti per la Pace" con il racconto "Il Mondo nella piazza davanti a casa mia". Nel 2014 ha partecipato al Concorso Big Jump con il suo ultimo romanzo pubblicato in Amazon “Celeste (Da qui a Hollywood la strada è breve)” risultando 15° fra 220 concorrenti. Nel mese di ottobre 2015 Rosetta Savelli ha vinto il III° Premio alla V° Edizione del Premio Kafka Italia 2015 in Gorizia, presso Kulturni C Lojze Bratuž, con il Racconto “Iris e Dintorni” edito nel 2003 dalla Firenze Libri. Nel mese di aprile 2017 Rosetta Savelli insieme all'artista Daniele Miglietta ha vinto il Premio della Critica in occasione della I°Edizione del Concorso online “Poesia a Colori”. Rosetta Savelli ha partecipato con la poesia “Se sei donna ti diranno che ti manca” abbinata all'opera pittorica di Daniele Miglietta “Sleeping on flowers”. Collabora con la rivista di arte contemporanea "Juliet art magazine" con sede a Muggia (Trieste) e diretta da Roberto Vidali. Collaborazione nata nell'anno 2014 e tutt'ora in atto.