Matteo Silimbani

È forlivese il campione internazionale di matematica. Matteo Silimbani il titolo l’ha vinto proprio il 29 agosto a Parigi dopo due giorni di serrate sfide a colpi di quesiti. Ora, dopo la Medaglia d’Oro nella categoria GP attaccata al collo, l’abbiamo intervistato.

Complimenti per il successo. Professore Matteo Silimbani, ci racconti un po’ di lei. «Ho studiato matematica a Bologna e poi ho conseguito il dottorato di ricerca in matematica nello stesso ateneo. In seguito ho collaborato con l’università di Bologna e di Bordeaux nell’ambito della ricerca (soprattutto) e della didattica. Due anni fa ho avuto la fortuna di entrare di ruolo alle scuole medie con il “concorsone”. Adesso, a pochi giorni dal compimento del mio 36esimo anno di età, insegno scienze matematiche nella scuola media di Forlimpopoli. Nel tempo libero, mi dedico ai giochi da tavolo, al bridge, al fantacalcio, alla lettura. Inoltre amo molto la Francia e quando posso vado a visitare uno degli angoli che mi sono ancora sconosciuti».

Come è stato scelto per la nazionale? « Dal 1998 partecipo ai campionati internazionali di giochi matematici. Per ottenere la qualificazione in nazionale occorre arrivare sul podio della finale nazionale, dopo avere superato le selezioni locali. Quest’anno sono arrivato secondo a Milano».

Da quanto tempo è in nazionale? «Da metà maggio 2014…  e non è detto che ci resti. Tutto dipenderà dai risultati del prossimo campionato nazionale».

La manifestazione di Parigi è stata la sua prima esperienza? «È stata la mia prima esperienza internazionale, ma ho disputato per dodici volte la finale nazionale. Prima del secondo posto di quest’anno, avevo al mio attivo due noni posti».

Come funziona la gara? « I campionati sono orgranizzati dalla Fédération Française des Jeux Mathématiques (FFJM) e l’Università Bocconi di Milano cura la fase nazionale italiana. I concorrenti sono divisi in fasce di età. Per vincere il titolo di campione internazionale, dopo aver superato le fasi locali e nazionali, bisogna risolvere due batterie di quesiti (quest’anno erano 16+16 da svolgere in 3+3 ore, ma il numero di esercizi e la durata della prova dipendono dalla categoria). I problemi, formulati sempre in modo simpatico, sono sostanzialmente dei quesiti di logica che richiedono talvolta qualche conoscenza di matematica più o meno approfondita. Quello che amo di questa competizione è la qualità dei problemi proposti, che sono sempre originali; inoltre, trovo molto stimolante il fatto che si tratti di quesiti a risposta aperta, non a scelta multipla. In questo sono abbastanza “unici”».

Quali difficoltà ha trovato? «Dopo il primo giorno, sapevo di essere in testa, sebbene di poco. Ho dovuto faticare non poco per mantenere i nervi saldi, ma alla fine la seconda manche è andata meglio della prima!».

Professore Matteo Silimbani qual è adesso il prossimo obiettivo? «Continuare a divertirmi giocando e trovare le giuste strategie per trasmettere questa passione ai miei studenti della scuola media».