Artusi e cucina romagnola… altro che “Masterscief”

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Succede che sono in Romagna in ferie ed il Nero mi fa “Dì Rossa, dato che compio gli anni, vieni a mangiare a casa mia?”. Sembra un invito normale, giusto?! E invece non lo è! C’avete presente la foto del babbo del nero che fa i cappelletti con la riga?! Ecco…partite da lì e immaginate… vi è venuta fame vero? Ecco appunto! Siccome che io non c’ho scritto invornita in fronte ho subito capito che un’occasione così andava presa al volo e gli ho risposto un “Certo che vengo a mangiare dai tuoi” così come lo leggete: forte e tutto attaccato!

Solo che c’avevo una fifa boia. Ciò i suoi io li conosco poco e non volevo fare mica brutta figura. E se mangio troppo? E se mangio troppo poco? E di cosa parlo? Insomma ero un po’ in ansia. E anche il mio moroso non era proprio tranquillo… aperitivo sì? Aperitivo no? E via così. Si fa sera ed è ora di andare. Raggiungiamo il Nero e la Mezza (detta anche “la brunetta con gli occhiali delle elementari”… insomma quella che gli ha fatto ribollire il sangue e lo ha reso un ometto fatto e finito… la morosa! Che poi è in primis la mia migliore amica…) e già capiamo di aver fatto il primo grosso errore: il Nero è in bermuda, lei ha un abitino semplice e carinissimo… noi siamo vestiti da prima comunione! Va beh ormai indietro non si torna.

Arriviamo a casa del Nero e ci apre la porta il profumo del pesce… una roba da diventar scemi! I suoi sono lì, belli come il sole e con un sorriso che capita solo in Romagna. Baci, abbracci e poi via a tavola ch’un n’è ora ad dì quèl à la zénta! La tavola è uno spettacolo, ‘parecchiata con un gusto che le riviste di settore se lo sognano, c’è il vino ghiacciato, poca acqua (che fa la ruggine) e si parte di antipasti! Quel che mi son mangiata non ve lo sto a raccontare che è meglio, mo era tutta roba così buona, ma così buona che se ci penso mi vengono i goccioloni! Per farvi un esempio posso dirvi che del cocktail di scampi mi son mangiata anche le foglie di insalata a guarnizione!

E sapete cos’era il bello? Che i genitori del Nero son romagnoli puri per cui se mangi poco s’incazzano! E quindi ho sfoderato tutte le mie doti masticatorie!! Sembravo una mietitrebbia! E intanto il babbo del Nero (che propongo per la Santificazione immediata) mi spiegava le ricette e le materie prime e i materiali necessari, dosi, tempi…insomma..altro che Masterscief di ste pippe e non so di cosa parlare!
Quando siamo arrivati al semifreddo (sì… ha fatto anche il semifreddo!) ha svelato il grande segreto: ha aperto un mobile del salotto e sbam! Sono usciti centinaia di libri di cucina, vecchi anche più di mezzo secolo, tra cui l’Artusi da cui aveva preso tutte le ricette della serata e poi appunti, quaderni, foglietti recuperati da Azdore varie… insomma il Santo Graal della cucina Romagnola! Sembrava di stare in Paradiso e loro erano due Angeli con i tegami come aureole!

Tra una chiacchiera e un filmino delle elementari (giusto per prendere un po’ in giro il Nero e la Mezza) abbiamo fatto più di mezzanotte e credetemi, era un pezzo che non mi divertivo così! Adesso ho magari capito come mai il Nero è la persona che è!!! E anche perché ha la stazza che ha… il vigliacco!
Difatti quando sono tornata su in Lombardia sono andata dal dottore per il solito controllo e come sempre mi ha pesata e tra l’allibito e l’incazzato mi fa “Signora, ma lei ha preso 4 kg in un mese!” e io “Va là dottore che se vai giù te in Romagna e mangi dove ho mangiato io ne prendi di più”. Quindi se mai il Nero vi dovesse invitare a mangiare dai suoi… dite di no, invorniti, che se no a me non mi resta niente!

La Rossa

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