La premiata furbetteria Rivani

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Sta andando secondo le previsioni. Il segretario del Pd Emilia-Romagna, che è anche al 50% candidato (dunque arbitro e giocatore allo stesso tempo: come il re leone dell’Isola di Nabumbo nel mitico film/cartone Disney “Pomi d’ottone e manici di scopa”), sta predisponendo le “sue” regole. Primarie di coalizione, anche se la coalizione non c’è – non essendovi programma e neppure, allo stato dell’arte, candidati di coalizione alternativi a quello/quelli del Pd -, con regole un po’ ammorbidite ma sempre dure, in modo da rendere accidentato il percorso di outsider interni; tendenza a far slittare i tempi ancora, per rendere poi tutto molto concitato e complicato. Insomma: non si vuole comprendere che le coalizioni potranno essere DIVERSE a seconda di chi rappresenterà il Pd; e che posizioni più radicali – pensiamo a quelle ambientaliste o a quelle che puntano sui beni comuni – a fatica si ritroveranno su candidati “conservatori”. Ergo: meglio chiarire PRIMA che COSA VUOLE il Pd. E ciò lo si può fare soltanto con primarie interne, nelle quali non solo ci si possa contare, ma anche spiegare. Perché le primarie nel Pd pare le voglia solo il sottoscritto – l’unico che non teme una sconfitta, a quanto pare -, tanta è la voglia di non rischiare, di mettersi d’accordo prima su un nome e di spartirsi i posti con i soliti metodi consociativi. E allora, faccio una proposta realistica: cari signori, perché non mi dite francamente: “Qui a Nabumbo non ti vogliamo. Non sei della nostra razza. Vattene. Tu pensi che la democrazia sia libera competizione di idee. Noi, no. Per cui, accomodati”?. Sarebbe meglio delle regole taroccate, della finzione della coalizione, dei candidati/non candidati (tutte che cose che hanno già precipitato nel ridicolo il Pd emiliano-romagnolo). Certo, dopo le non primarie di Nabumbo ci sarebbero le elezioni vere. Ma questa è un’altra storia.

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Roberto Balzani, nato a Forlì il 21 agosto 1961, è uno storico, saggista e politico italiano. È professore ordinario di storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, Università degli Studi di Bologna. È stato sindaco di Forlì, dal 2009 al 2014 è professore ordinario di Storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell'Università di Bologna (sede di Ravenna), della quale è stato preside fra il 2008 e il 2009. Ricercatore in Storia contemporanea alla Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” di Firenze dal 1992, è divenuto poi professore associato alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell’Università di Bologna e quindi professore ordinario. Fra i suoi interessi più recenti, la storia del regionalismo e del patrimonio culturale, cui ha dedicato diversi saggi, collaborando alle iniziative promosse alla Scuola Normale Superiore di Pisa da Salvatore Settis. Fra il 1992 e il 1996 ha fatto parte del consiglio d’amministrazione della Fondazione “Spadolini – Nuova Antologia” di Firenze. E’ stato a lungo componente del consiglio direttivo della Società di Studi Romagnoli, dell’Istituzione Biblioteca Malatestiana di Cesena e dell’Ibc Emilia-Romagna. Fra le principali pubblicazioni da menzionare la ricostruzione del regionalismo culturale romagnolo fra ‘800 e ‘900 (La Romagna, Bologna, 2001, ristampata con un nuovo capitolo nel 2012); inoltre, la sintesi Storia del mondo contemporaneo, Milano, 2003 (con Alberto De Bernardi), la ricerca di storia dei beni culturali Per le antichità e le belle arti. La legge n. 364 del 20 giugno 1909 e l’Italia giolittiana (Bologna, 2003) e la cura dei Discorsi parlamentari di Carducci (Bologna, 2004). Con Angelo Varni è curatore de La Romagna nel Risorgimento (Roma-Bari, 2012). Alla sua esperienza di amministratore è dedicato il pamphlet: "Cinque anni di solitudine. Memorie inutili di un sindaco" (Bologna, 2012). E’ autore di diversi manuali di storia per le Scuole medie e i Licei.