Sulla città a misura d’uomo

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Vedi oggi un bello speciale su “Nova”, inserto del “Sole24Ore”. Vi si parla di “città compatta” e di molto altro. In particolare, Mario Calderini, del Politecnico di Milano, sottolinea come le smart city in passato abbiano spinto “in modo squilibrato sulla tecnologia” (su sollecitazione dell’industria direttamente interessata, occorre aggiungere). Con scarsi risultati.

“Adesso si sta imponendo una visione dove la tecnologia serve da mezzo per indurre comportamenti innovativi”. Saggia riflessione. In questa prospettiva, a Forlì un caso di smart city riuscito sembra essere via Regnoli 41. O quello del bike sharing, miracolosamente risparmiato dal degrado.

Certo, bisogna arginare le pressioni verso un nuovo incremento dello sprawl urbano, sempre in agguato, o di un ritorno simbolico ad una marcata pressione degli autoveicoli sul centro. Che è contro l’economia, oltre che contro il buonsenso. I pedoni – scrive il rapporto del “Sole” – spendono il 65% in più rispetto ai guidatori…

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Roberto Balzani, nato a Forlì il 21 agosto 1961, è uno storico, saggista e politico italiano. È professore ordinario di storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, Università degli Studi di Bologna. È stato sindaco di Forlì, dal 2009 al 2014 è professore ordinario di Storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell'Università di Bologna (sede di Ravenna), della quale è stato preside fra il 2008 e il 2009. Ricercatore in Storia contemporanea alla Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” di Firenze dal 1992, è divenuto poi professore associato alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell’Università di Bologna e quindi professore ordinario. Fra i suoi interessi più recenti, la storia del regionalismo e del patrimonio culturale, cui ha dedicato diversi saggi, collaborando alle iniziative promosse alla Scuola Normale Superiore di Pisa da Salvatore Settis. Fra il 1992 e il 1996 ha fatto parte del consiglio d’amministrazione della Fondazione “Spadolini – Nuova Antologia” di Firenze. E’ stato a lungo componente del consiglio direttivo della Società di Studi Romagnoli, dell’Istituzione Biblioteca Malatestiana di Cesena e dell’Ibc Emilia-Romagna. Fra le principali pubblicazioni da menzionare la ricostruzione del regionalismo culturale romagnolo fra ‘800 e ‘900 (La Romagna, Bologna, 2001, ristampata con un nuovo capitolo nel 2012); inoltre, la sintesi Storia del mondo contemporaneo, Milano, 2003 (con Alberto De Bernardi), la ricerca di storia dei beni culturali Per le antichità e le belle arti. La legge n. 364 del 20 giugno 1909 e l’Italia giolittiana (Bologna, 2003) e la cura dei Discorsi parlamentari di Carducci (Bologna, 2004). Con Angelo Varni è curatore de La Romagna nel Risorgimento (Roma-Bari, 2012). Alla sua esperienza di amministratore è dedicato il pamphlet: "Cinque anni di solitudine. Memorie inutili di un sindaco" (Bologna, 2012). E’ autore di diversi manuali di storia per le Scuole medie e i Licei.