Massimo Bulbi

Al sasso polemico lanciato in occasione dell’apertura di un tratto della nuova tangenziale dall’ex sindaco di Forlì Roberto Balzani, che ha accusato il presidente della Provincia di Forlì Cesena di decadentismo (cliccare qui per leggere l’articolo), risponde sempre su Facebook Massimo Bulbi. «Spiace aver conferma – contrattacca il Presidente della Provincia – dalla bacheca dell’EX sindaco di Forlì, Proff. Balzani che questi, oltre ad essere in MALAFEDE è pure MALEINFORMATO. Intervenendo stamane all’inaugurazione del IV Lotto della Tangenziale di Forlì, ho espressamente parlato della necessità di veder realizzato anche il III LOTTO della medesima per completare, con un tassello fondamentale, un’opera sulla quale ANCHE la Provincia si è fortemente impegnata in questi anni realizzando (e pagando 9 milioni di euro) tutto il tratto da S. Martino in Strada all’imbocco con la Valle del Rabbi. Spiace che ricorra a definizioni velenose come “Presidente della Provincia di Cesena” facendo finta di non sapere quali e quante opere questo ente, da lui tanto avversato, abbia realizzato per il comprensorio forlivese: ad es. il rinnovo di tutta la Provinciale Bidentina, la Rocca delle Caminate, il Tecnopolo Aeronautico, la Via Cervese su cui stiamo facendo lavori importanti per ca. tre milioni di euro e tanto, tanto altro che tralascio. Quanto poi alla Via Emilia bis, il PROFF. Balzani fa finta di non sapere che, a volere quest’opera, sono tanti forlivesi che sanno bene che, solo agganciando efficacemente, il loro territorio al nodo autostradale E45-E55, si può scongiurare l’isolamento che, i Suoi amati “peduncoli” da realizzare qua e là, non eviterebbero. Professore, siccome è il suo Impero (della saccenteria?) ad essere già finito, tornando in cattedra potrà finalmente aver ragione sempre e soltanto lei, unico a parlare e gli altri a prendere nota. In politica serve, invece, umiltà, capacità di dialogo e di ascolto. Nel leggerla mi sembra di sentire Guccini che canta: “l’ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto…e un dio che è morto”. Peccato».