Wolny: il Secondo Corpo d’Armata Polacco nella Liberazione d’Italia

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Lunedì 19 maggio, alle ore 21,00, alla sala multimediale San Luigi in via Luigi Nanni 12 a Forlì, in occasione del 60° anniversario del primo bombardamento della città di Forlì, l’Associazione dei Combattenti Polacchi in Italia, Officinemedia Società Cooperativa e Gabriele Zelli, presenteranno “Wolny – Il Secondo Corpo d’Armata Polacco nella Liberazione d’Italia“, un documentario di Alessandro Quadretti, scritto e diretto dallo stesso Quadretti e da Enzo Casadio. Il film è stato realizzato con il contributo della Regione Emilia-Romagna e dei Comuni di Forlì, Predappio, Santa Sofia.

La storia del Secondo Corpo d’Armata Polacco è strettamente collegata alla formazione dell’Armata Polacca nell’URSS sotto il comando del generale Wladyslaw Anders. L’unità venne creata dopo l’aggressione della Germania nazista all’URSS e in seguito alla stipula, nell’agosto del 1941, del patto polacco-sovietico firmato dal governo polacco in esilio a Londra. L’Armata fu costituita dai cittadini polacchi che dopo la spartizione della Polonia tra Germania e URSS avvenuta nel settembre del 1939 si erano trovati nei campi di prigionia e nei lager sovietici, caduti prigionieri, arrestati o deportati da Stalin.

Il Secondo Corpo d’Armata Polacco fu coinvolto nelle operazioni militari sull’Appennino Tosco-Romagnolo all’inizio dell’ottobre del 1944, liberando il 18 ottobre Santa Sofia, il 20 Galeata, il 27 Predappio. Successivamente entrò nella vallata del Montone conquistando Rocca San Casciano, Dovadola, Castrocaro Terme. Dopo altri sei mesi di dure battaglie il 21 aprile 1945 liberò Bologna, città dove si concluse il suo percorso di guerra durato quattordici mesi. Nei combattimenti per la Liberazione dell’Italia persero la vita, per le ferite riportate o per altri cause, quasi quattromila soldati polacchi.

Il regista di “Wolny (Liberi)”, Alessandro Quadretti, ha inserito nel film le interviste di accademici e storici, tra cui Roberto Balzani, sindaco di Forlì, Stefano Bianchini, Vito Paticchia, Mario Proli. Non mancano inoltre le testimonianze di due anziani reduci polacchi e di alcuni civili che, tra la Romagna e Bologna, assistettero all’avanzata dei soldati polacchi. Alle tante immagini d’archivio si alternano le voci di Maurizio Nowak, presidente dell’Associazione Famiglie dei Combattenti Polacchi in Italia, e di Gianpietro Panziera, autore di “Un esercito scomodo”, tesi di laurea, pubblicata pochi anni fa, sugli episodi di violenza che coinvolsero militari polacchi e civili italiani nell’immediato dopoguerra.

La scelta per l’anteprima della proiezione non è casuale. Infatti, il 19 maggio 1944 Forlì subì il primo pesante bombardamento. Antonio Mambelli nel suo diario riporta in modo puntuale quei tragici momenti senza trascurare di ricordare che era una bella mattinata di sole e che la giornata per i Forlivesi era iniziata con il suono della sirena che li esortava a trovare riparo nei rifugi. Apparve poi in cielo una formazione di una trentina di fortezze volanti alleate che iniziò a sganciare non meno di 150 bombe sulla zona della stazione e della ferrovia, sulle aree industriali e sulle vie di comunicazione. Al termine della tragica mattinata si contarono a terra una settantina di morti e circa 250 feriti. Di fronte ai terribili esiti del primo bombardamento la popolazione di Forlì si dimostrò incredula e, nel timore di futuri attacchi, iniziò a “sfollare” verso la campagna. Per informazioni 3493737026. Ingresso libero.