Electrolux Forlì Ugl

L’Electrolux ha riproposto al tavolo delle trattative con i sindacati e le Rsu in corso a Mestre, per salvare i quattro stabilimenti italiani del colosso svedese, compresa la sede di Forlì, i punti del piano di ristrutturazione aziendale illustrati nel precedente incontro del 5 maggio per la riduzione del costo del lavoro tramite interventi in materia di: riduzione delle ore di assemblee e delle pause stancanti all’orario di 6 ore; riduzione dei permessi sindacali del 60%; allungamento gestione ferie aprile-settembre; allineamento alle pause fisiologiche al 4% dell’orario di lavoro; eliminazione della pausa aggiuntiva dei 10 minuti.

Più nel dettaglio – spiegano i sindacalisti dell’Ugl di Forlì con una nota – l’azienda vorrebbe proporre un accordo che prevede un taglio di 250 euro annui sul Tfr, un duro colpo ai diritti sindacali e del lavoro all’interno della fabbrica, si parla anche di ridurre la pausa dei 10 minuti a 7,50 ed aumentare le linee di produzione con l’aumento di 11 pezzi ai forni e di 20 pezzi in più a reparto con gravi conseguenze sulla salute dei lavoratori. Il tutto sotto ricatto di un trasferimento dello stabilimento in altri Paesi europei, il mancato avvio degli investimenti (28 milioni solo per Forlì) e della riduzione degli esuberi (da 160 a 80) e con la prospettiva dal mese di ottobre dei contratti di solidarietà, con le sei ore di lavoro effettivo e due di cassa integrazione. A queste condizioni , sulle quali le altre sigle sindacali sono disposte a trattare noi diciamo invece ‘no’.”

A causa di queste divergenze fra i sindacati e l’azienda le trattative sono state interrompere (l’8 maggio) e poi riprese (il 9 maggio). “Non siamo favorevoli, come invece, chiedono altri sindacati a “ritoccare” il salario, che poi vorrebbe dire ridurlo – è l’accusa dell’Ugl contenuta in un comunicato inviato ai mass media – inoltre il taglio delle pause non è una strada percorribile perchè scarica solo sui lavoratori delle linee di montaggio la riduzione del costo del lavoro. Semmai siamo disposti a difendere i nostri diritti nelle fabbriche del gruppo e soprattutto siamo pronti a far esprimere gli stessi lavoratori attraverso i referendum interni che, come da prassi, dovranno essere convocati dopo un’eventuale firma! Per bocciare definitivamente questi accordi presi sotto banco”, con chiaro riferimento al confronto riavviato in forma ristretta tra l’azienda e le segreterie della triplice sindacale.

A sottolineare questa linea in difesa dei lavoratori dell’Electrolux, una delegazione dell’Ugl, guidata dal vicesegretario provinciale e responsabile metalmeccanici, Gerardo Fasulo, ha manifestato la mattina del 9 maggio con bandiere e cartelli davanti ai cancelli della fabbrica.