Nuovo Comando Polizia Municipale Forlì

Quando si parla di Unione dei Comuni spesso l’attenzione si concentra sulle opportunità che questa nuova governance può offrire ai territori, con meno frequenza si parla del “buco normativo” che è stato lasciato dall’amministrazione uscente. Tra i numerosi casi che si potrebbero elencare, uno su tutti spicca e riguarda da vicino proprio Forlì, “orfana” della sua Polizia MunicipaleCon l’istituzione dell’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese, le competenze si spostano su un territorio ben più vasto ed articolato che si caratterizza per una disomogeneità anche di regolamenti. Ad esempio le pattuglie del forlivese sono le uniche a svolgere servizi notturni e serali mentre negli altri comuni aderenti all’Unione ciò non accade. Quello che risulterà è ben chiaro, così come sottolinea la candidata civica per la coalizione di centrodestra Anna Rita Balzani.  
«Ci troveremo con una Forlì sguarnita di agenti e la sicurezza non potrà essere garantita. Se il personale di servizio, infatti, dovesse intervenire a Portico, come a Modigliana, l’unica pattuglia disponibile sarebbe costretta a spostarsi lasciando la città senza alcun presidio. Pur Unificando i Comuni della Romagna Forlivese non vi era la necessità assoluta di riunire anche i corpi di polizia municipale, almeno non prima di aver redatto un regolamento preciso».
Queste difficoltà non si limitano ai pattugliamenti o al servizio in orari serali e notturni ma anche alle manifestazioni che vengono realizzate su tutto il territorio, dalla Sega Vecchia ai Falò di Rocca, insomma gli agenti di Forlì rischiano di essere sempre più impegnati fuori da quello che dovrebbe essere il loro territorio di competenza”, aggiunge la Balzani. Al danno, si aggiunge inoltre la beffa perché spesso gli agenti non vengono più remunerate per le giornate festive nelle quali prestano servizio. Dai problemi organizzativi si passa poi a quelli strutturali: la nuova sede della Polizia Municipale doveva essere istituita nell’edificio attualmente occupato da Romagna Acque, ma così com’è sotto gli occhi di tutti, non è stato. La sede è stata trasferita infatti temporaneamente in viale Vittorio Veneto per poi occupare gli uffici di Palazzo di Vetro, proprietà di Forlì Città Solare. Romagna Acque, che opera ancora nella struttura di piazza del Lavoro, comprata dal Comune di Forlì all’epoca dell’amministrazione Masini, paga alla società pubblica, penale compresa, 16 mila euro, risorse che vengono attualmente impiegate per pagare l’affitto della sede di Palazzo SME. A complicare ulteriormente le cose la ventilata possibilità di trasferire la sede della Polizia Municipale in un altro plesso di proprietà comunale, che si trova in via Focaccia, ma anche qui si è assistito ad un’altra imbarazzante situazione: “In Comune non si sapeva che l’edificio individuato per ospitare la sede degli agenti era stato già assegnato dall’Assessore Drei ad una cooperativa sociale”, riporta la candidata a sindaco.
Da qui il trasferimento obbligato nel palazzo di via Punta di Ferro dove gli agenti operano in via semi temporanea in attesa che Romagna Acque riconsegni l’area all’amministrazione. Non mancano comunque altre problematicità e Anna Rita Balzani le elenca: L’immobile pare non abbia l’agibilità, così come non è stato certificata la prevenzione incendi e poi che titolo autorizzativo è stato rilasciato per la costruzione della gabbia di fronte agli uffici?
Per quel che riguarda poi il carburante a disposizione delle forze di polizia municipale è necessario fare chiarezza perché attualmente non c’è una fornitura uguali per tutti in Comune. “Sono divisi per centri di costo così come catalogati in bilancio – continua la candidata a sindaco – ogni centro deve pubblicare un proprio bando, quindi non c’è alcuna convenienza in una gestione fatta in questi termini”.
Nodi da sciogliere ce ne sono ancora tanti e tra questi anche il numero di agenti impegnati sul territorio ormai dell’Unione dei Comuni: basti pensare che nella sola Forlì un poliziotto si trova in presidio fisso in Comune, un paio in portineria al Tribunale ed altri agenti operano anche al front office dell’Urp.
La voce è unanime – ripete Anna Rita Balzani – servono più agenti e con la riorganizzazione sul territorio la necessità è ancor più impellente. Insomma, la sicurezza rimane un tasto dolente dell’amministrazione uscente, così come i progetti faraonici che sono stati messi in campo, tanti grandi contenitori, privi al momento di un’effettiva utilità di cui l’Area Vasta e la stessa Unione dei Comuni sono un chiaro esempio”.