Locanda della Fortuna di Bertinoro

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Locanda della Fortuna
Indirizzo: Via Frangipane, 1 a Bertinoro
Recapiti tel. 0543 – 444456
Orari: Pranzo: 12,00-15,00; Cena: 19,30-01,00; Domenica: orario continuato: 12,00-24,00.
Giorno di chiusura: lunedì sera.
Note del recensore: Entrare nella ristorazione bertinorese non fa per me. Nel “Balcone della Romagna”, trovi troppi locali e troppo turistici: non amo questa categoria di ristorazione che, per carità, ha una ragione di esistere. Ho deciso di recensire questo locale per vari motivi, ne cito uno per tutti: questi locali così semplici e spartani, son sempre più rari a trovarsi e, ancor di più, difficili che restino puri, genuini, non-contaminati dalla moderna ristorazione. 
Come arrivare/itinerario consigliato: Portarsi nella cittadina di Bertinoro (tra Forlimpopoli e Cesena), (sul GPS scrivi: Piazza Novelli) parcheggia, o in piazza dove c’è il Comune, (indi devi salire a piedi sulla ripida salita) e troverai la Locanda sulla sinistra. Più facile: salire in auto in alto (sul colle) a Bertinoro dalla strada laterale che è posta sul retro del paese. Giunti in alto, troverete a sinistra un parcheggio; proseguite scendendo e troverete sulla destra la trattoria.
Locale non climatizzato e con sale all’aperto. D’estate viene attrezzata una saletta in esterno, tempestata dagli avventori, specie quelli abituali.
Dimensione del locale: Trattoria rustica, pulita, razionale, ricavata in un bel palazzone del 1800, imponente. Consta di 2 sale interne: una con il belvedere su Bertinoro davvero panoramica; l’altra, invece, è “cieca” ma, di contro, sarà meno rumorosa. D’estate viene attivata una piacevole saletta esterna, spesso presa d’ assalto.
Note generiche sul locale: Già SOMS (Società Operaia di Mutuo Soccorso) in cima al ridente colle di Bertinoro, trovi la “Locanda della Fortuna”. Da oltre 21 anni la signora Giangrasso Venerina assieme al figlio, Andrea Erbacci, gestisce abilmente questo locale che esiste da più di 40 anni. Precedentemente era gestito da una storica “nonnetta”. All’interno, sui muri, foto, tele e sorta di richiamo mazziniano, garibaldino e della non facile unificazione della nostra stupenda Italia.
Servizi igienici: nuovi, ben fatti, uno per ogni sesso; carta asciugamani e dispenser del sapone liquido.
Target $$$: Medio-basso.
Carte di Credito: Si.
Cucina: Ho sbirciato in cucina: molte vettovaglie ma tutto pulito ed in ordine. La signora Venerina, e Andrea, che è sempre ai fornelli: l’ho visto lavorare: ha classe. La sera 2 cameriere aiutano ai tavoli.
Direzione: Venerina ed aiuto cucina.
Chef: Andrea Erbacci.
Descrizione Menù:
– Antipasti: Crostini; Piadina (voto: 9); Crescioni.
– primi piatti: Strozzapreti (voto: 9); Tagliatelle (condimenti: Ragù; Pasticciati; Tartufo; Funghi; Verdure-peperoni-salsiccia; Panna-zucchine-salsiccia; Burro e Salvia; Ragù di Stridoli secondo stagione voto: 9), Ragù di scalogno (Voto: 9+); Panna e Prosciutto; Caprese).
– Pasta e Ceci; Pasta e Fagioli
– secondi piatti: Fagioli all’uccelletto; Carne alla griglia; Fiorentina; Caprese; ecc (voto globale: 7 e ½).
– Contorni: di stagione.
– Dolci: Crema catalana; “Stracadent” (croccante durissimo romagnolo con mandorle, vera gioia dei dentisti…); Mascarpone; Zuppa inglese; Latte alla portoghese; (tutti fatti in casa voto globale: 8).
– caffè, amari, varie: nella norma.
Note sul menù: qua non si paga il coperto, non è poco, d’altronde hai una bella salvietta di carta-gialla sulla tua nuda tavola di legno-legno; l’acqua è quella della “caraffa” ed è offerta ad un modico prezzo (sull’acqua in caraffa, l’ho già detto, mi sovviene la Francia: la famosa “Eau Carafe”) è gratis ed altro non è che acqua del rubinetto, dato che l’acqua minerale in bottiglia (rigorosamente di vetro) è costosissima dai cugini francofoni. L’eau carafe in Francia spesso viene servita freddissima e zeppa di ghiaccio: il motivo? Per coprire l’odore del cloro!
Nel Cestino: Piadina bianca, sottile, ben cotta, poco unta di grassi, appena con un lieve sapore di bicarbonato; non bruciata e ben cotta. (voto 9+).
La Cantina/Carta dei Vini. Vino sfuso della casa: il “rosso”, il solito vino sfuso: lo sapete come la penso sullo “sfuso”: non è buono, è sempre ossidato. Comunque questo sfuso si può bere, anzi gli do un voto = 6. Bottiglie di buon sangiovese di ottime cantine locali.
Miniere Gastronomiche. La piadina romagnola; Gli “Stridoli”: una verdurina ribelle di campo, rara a trovarsi, che viene servita a mò di ragù con un po’ di sugo rosso. Il Radicchio Romagnolo. Il dolce (romagnolo) “Stracadent”.
Voti (da 1 a 10), indicativi:
– Primi piatti = da 7 a 9
– Secondi piatti = mediamente 8
– Contorni = 7
– Dolci = 8-9
– Locale = 7 e 1/2
– Savoir-faire = 9+
Cosa c’è da vedere in zona: Polenta, Monte Maggio, Bertinoro.
Bertinoro (Bartnòra) comune di 10.843 abitanti.Il centro abitato è posto a circa 15 km dal capoluogo: Forlì. Il nome «Bertinoro» ha suscitato molte contese ed ha visto nascere molte leggende sulla sua origine. L’etimologia più verosimile è quella che vuole Bertinoro derivare da Britannia, o meglio derivare il suo nome dalla usanza dei pellegrini, che da Roma erano diretti verso le terre britanne o viceversa, di fare tappa sul monte Cesubeo per ristorarsi. Castrum Brittinori significherebbe quindi Castrum dei Britanni. Un’altra ipotesi sull’origine del nome, molto probabilmente prodotta dalla fantasia ed a sfondo leggendario, è quella che la tradizione popolare si tramanda ovvero fu Galla Placidia in persona che, assaggiando il nettare di Albana prodotto dalle vigne locali, pronunziò le testuali parole: “Non di così rozzo calice sei degno, o vino, ma di berti in oro!”. Colonna degli Anelli (o “delle Anella”) è il monumento principale di Bertinoro. È una colonna di sasso bianco e testimonia l’indole ospitale dei cittadini bertinoresi. Si narra infatti che la Colonna fu fatta costruire da Guido del Duca e Arrigo Mainardi nel 1497 e dalle famiglie nobili del paese per porre fine alle dispute su chi dovesse ospitare un forestiero ogni qualvolta uno di essi posasse piede in città. La colonna fu dotata di 12 anelli che servivano per legare le briglie dei cavalli. Ad ogni anello corrispondeva il nome di una famiglia. A seconda di quella che veniva scelta per legare il cavallo dall’ignaro viandante, la famiglia corrispondente aveva l’onore di ospitare il forestiero.
Placche sulla porta, dove è presente: TripAdvisor, Mondogusto, 4live.

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Sono un 62enne con 40 anni di attività professionale sulle spalle. Per divertimento mi avvicinai alla cucina, poi un magnete mi attirò verso la passione sui Ristoranti. Il caso volle che divenni un segnalatore per la guida di Veronelli, "I Ristoranti di Veronelli". La mia vita professionale mi ha portato a girare Italia e Francia. Sono un curioso che ha sete di notizie. Riservato ed anonimo, sempre!