I ROBOTOMO DI NICOLA CAPILUPPI Articolo di Rosetta Savelli

L’artista Nicola Capiluppi, nato a Vicenza ma residente a Verona, rinasce artisticamente, seppure nel pieno della maturità anagrafica con i suoi 47 anni, e si dedica pienamente alla ricerca di un tempo puro e proprio che riesca a coniugare e a congiungere il passato con il presente, nel tentativo di sublimare una dimensione umana perfetta. Tale perfezione, sia estetica che concettuale, si concretezza nell’arte di Nicola Capiluppi attraverso una creazione simbiotica in grado di generare contemporaneamente immagini sia passate che future. Per realizzare queste simbiosi artistiche che intendono raccogliere e riunire i tempi diversi della storia in un tempo unico, Nicola Capiluppi utilizza principalmente il concetto e l’immagine di una umanità robotizzata, evoluta e primitiva nel medesimo istante.

Il tempo espressivo di Nicola è un tempo al di fuori del tempo, alla continua ricerca della purezza e della bellezza estetica. Ed inevitabilmente la purezza si coniuga con la primitività umana, ma si coniuga anche con l’essenzialità della espressività meccanica o robotizzata. Il legno, materiale vivo che può essere tanto nobile quanto grezzo è il materiale preferito da Nicola Capiluppi per le proprie creazioni ed espressioni artistiche. Dopo un precedente stato di lungo sonno, Nicola si è risvegliato nel 1997 in occasione di una sua visita a Palazzo Grassi in Venezia che ospitava un’importante rassegna sull’Espressionismo.

Fra gli artisti che parteciparono a questo importante movimento artistico, Nicola sentì di avere un’affinità artistica particolarmente empatica con Otto Dix (1891-1969). Le opere artistiche di Dix sono opere forti che esprimono crudezza e che trattano tematiche estremamente impegnative come quelle della morte e della guerra. Dix, di origini proletarie, dopo avere frequentato la Scuola d’Arti decorative di Dresda dove si specializzò come ritrattista, fu soprattutto dopo avere visitato una mostra su Vincent Van Gogh nel 1912 che vide aprirsi davanti a sé con chiarezza il proprio percorso artistico.

Così Nicola Capiluppi, proprio come fu per Otto Dix, ha messo a fuoco la propria personalità artistica, dopo l’incontro fulminante e illuminante con altri importanti maestri, incontro avvenuto tramite l’arte. Perchè è vero che nulla può illuminare più dell’arte stessa. Così Nicola Capiluppi da quell’incontro, nell’ormai lontano 1997, ha risvegliato in sé tutta la propria creatività e la propria arte. Del legno è sempre stato molto attratto, fin da bambino, quando amava lavorarci sopra e attorno con chiodi, martelli e altri attrezzi. Ma il legno che Nicola utilizza per esprimere i propri concetti e le proprie immagini, viene poi trattato e lavorato con grande cura e attenzione, per venire infine impreziosito attraverso l’uso sapiente e incisivo del colore.

Infatti i Robotomo di Nicola, queste figure simbiotiche che realizzano un unisono fra uomo e macchina, sono sempre realizzati attraverso l’uso di combinazioni di colori forti, capaci di creare dei contrasti fascinosi e di grande effetto. L’eleganza nell’arte di Nicola è solo all’apparenza primitiva, in quanto Nicola ricerca combinazioni sofisticate di colori e le sue creazioni risultano infine sempre fortemente magnetiche. A conferma di ciò Nicola Capiluppi ama esprimersi anche attraverso la body art che attua su stesso, riproponendo le medesime tematiche di identità simbiotica fra l’uomo e il robot.

Ritornando ai Robotomo, nati dalla creatività di Nicola, nella data precisa del 9 settembre 2005, l’artista si dedica alla incessante ricerca del Robotomo ideale, creandone una lunga sequenza, distinti fra loro nella sequenzialità per forme, colori e numeri. Sono volti tribali e primitivi, con tratti marcati ed essenziali, continuamente tesi alla ricerca di una identità chiara e pura, insieme alla coscienza lucida di non poterla raggiungere o ritrovare, se non andando a ricercarla costantemente nel passato, per proiettarla subito dopo nel il futuro. Da questa coscienza di un paradiso ideale perduto, anche se mai definitivamente, nasce l’espressione triste o meglio la mancanza di espressività umana dei Robotomo di Nicola Capiluppi.

Di nuovo l’arte è in grado di esprimere al meglio l’attuale condizione umana, dove l’uomo non può più essere solo uomo, ma non può neppure essere solo macchina o robot e per riscoprire una propria identità, necessita di entrambi. Di recente Nicola Capiluppi ha partecipato alla 1° Biennale della Creatività in Italia che si è svolta dal 12 al 16 Febbraio 2014 in Fiera a Verona, riscuotendo notevoli e lusinghieri consensi ed attenzioni. Nicola ama poi ricercare e sperimentare, così che si è anche intrattenuto sul palco con il cantante Andrea Lovato, musicista e sperimentatore di avanguardie. Insieme si sono esibiti in piena libertà, improvvisando un mix di voci, suoni, materiali e colori, dove Nicola ha utilizzato i materiali e i colori indossando una maschera e una tuta antigas.

La maschera e la tuta indossate dall’artista durante l’esibizione live non hanno solo l’intenzione di generare un effetto speciale sul pubblico, ma hanno innanzitutto l’intenzione di ricreare nell’artista la medesima condizione del Robotomo che vive e si muove in una condizione di isolamento e quasi di alienazione rispetto a chi gli è attorno. Inoltre la live performance rappresenta anche una performance di resistenza fisica alla maschera, perchè in questo modo la respirazione ovviamente non è ottimale e dopo circa una decina di minuti le lenti diventano appannate, cosi che la percezione della realtà da parte dell’artista viene totalmente deformata. Durante il concerto, le opere che Nicola crea sono le energy accumulation. Queste energie accumulate sono anche nel medesimo momento uno strumento musicale, in quanto Andrea Lovato utilizza e modula i suoni che Nicola Capiluppi produce tramite un microfono a contatto con le sue opere, durante il processo di realizzazione ed elabora infine questi suoni mixandoli con quelli della sua voce, contaminando in tal modo l’effetto sonoro e visivo del suo concerto

Andrea Lovato presenta il suo ultimo lavoro discografico, dal tittolo “Booomb” realizzato interamente con il solo strumento musicale della sua voce. Andrea Lovato è stato designato da alcuni critici musicali come il degno erede di Demis Stratos, famoso musicista, ricercatore e sperimentatore di nuove sonorità. Nicola Capiluppi con le sue live performance è l’ospite privilegiato nei concerti del Booomb Tour di Andrea Lovato ed ha intenzione di proseguire, anche in versione solo, su questa strada che conduce alla ricerca di svariati mix, fatti di colori, suoni, espressioni ed energie. Per questo motivo Nicola sta sperimentando dei suoni realizzati con un sintetizzatore analogico korg che è in grado di generare suoni elettronici, quali quelli del sintetizzatore M20 korg utilizzato negli anni ’70. Inoltre in aggiunta a queste esibizioni, dal mese scorso di novembre 2013 e per tutto il mese di aprile 2014 alcune delle sue opere più significative, quali Energy Accomulation 005(EA005) sono esposte nella prestigiosa Galleria Farini nel cuore della splendida città di Bologna, luogo sacro per l’arte e meta ambita da ogni artista.

Nicola Capiluppi ha inoltre partecipato a varie trasmissioni televisive e ha partecipato ad importanti esposizioni, come quella realizzata al Castello degli Estensi in Ferrara in occasione della 7° Biennale. La sua arte è molto apprezzata anche oltre i confini della nostra Penisola. Per il prossimo mese di maggio 2014 Nicola Capiluppi parteciperà con le sue opere all’evento “Mantova Creativa” che si terrà nelle giornate che vanno dal 29 maggio al 2 giugno 2014. Ma ad un grande come Nicola Capiluppi non poteva mancare un altro grande quale Dante Alighieri e così nel mese scorso di ottobre 2013 Nicola ha partecipato, insieme ad altri validi artisti, all’evento “Il Bosco Divino di Dante” in Valpolicella in provincia di Verona. Le opere realizzate con diversi materiali, sono rimaste esposte lungo vie, piazze e corti, luoghi sparsi e separati nell’intenzione di ricreare i luoghi separati dell’Inferno, del Purgatorio e del Paradiso. Per Nicola l’arte è ricerca, ma è anche e innanzitutto libertà. Libertà di espressione e di creatività rivolta alla incessante ricerca di identità che oggi più che mai si rivela essere inscindibile dall’uomo e il robot, dall’umanità e la robotica.

E così Nicola Capiluppi ha creato anche il Robotomo DAM 001 (das automalische mann 001) che vuole rappresentare una visione futuristica positiva dell’uomo meccanico, antecedente o anche conseguente al proprio stato di alienazione e di oblio. E’ possibile incontrare l’arte di Nicola Capiluppi anche sui social network, https://www.facebook.com/Nicola.Capiluppi.Art?fref=photo, ma è consigliabile vedere e apprezzare dal vivo le sue opere per interrogarsi, per riflettere ed infine per innamorarsene.

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Rosetta Savelli coltiva da sempre l'amore per la musica, la letteratura e l'arte. Ha pubblicato 4 libri: un racconto, una raccolta di poesie e due romanzi. Ha partecipato a numerosi concorsi letterari ottenendo riconoscimenti e pubblicazioni. Il suo romanzo "La Primavera di Giulia" è stato pubblicato dal Ponte Vecchio in Cesena nel 2006. Il racconto "Iris e Dintorni" e la raccolta di poesie "Le Magie che mi soffiano lontano" sono stati pubblicati nel 2002 dalla Firenze Libri e sono stati presentati alla 55° Fiera del Libro di Francoforte nel 2003. Nel 2009 ha partecipato al Premio Letterario Firenze per le Culture di Pace, dedicato a Tiziano Terzani ed è stata inserita nel volume antologico "Racconti per la Pace" con il racconto "Il Mondo nella piazza davanti a casa mia". Nel 2014 ha partecipato al Concorso Big Jump con il suo ultimo romanzo pubblicato in Amazon “Celeste (Da qui a Hollywood la strada è breve)” risultando 15° fra 220 concorrenti. Nel mese di ottobre 2015 Rosetta Savelli ha vinto il III° Premio alla V° Edizione del Premio Kafka Italia 2015 in Gorizia, presso Kulturni C Lojze Bratuž, con il Racconto “Iris e Dintorni” edito nel 2003 dalla Firenze Libri. Nel mese di aprile 2017 Rosetta Savelli insieme all'artista Daniele Miglietta ha vinto il Premio della Critica in occasione della I°Edizione del Concorso online “Poesia a Colori”. Rosetta Savelli ha partecipato con la poesia “Se sei donna ti diranno che ti manca” abbinata all'opera pittorica di Daniele Miglietta “Sleeping on flowers”. Collabora con la rivista di arte contemporanea "Juliet art magazine" con sede a Muggia (Trieste) e diretta da Roberto Vidali. Collaborazione nata nell'anno 2014 e tutt'ora in atto.