Tagliatelle indigeste

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Prime polemiche sulla campagna elettorale – per il momento molto fiacca aggiungiamo noi – per il sindaco di Forlì. In genere si finisce a tarallucci e vino. Questa volta si parte con delle tagliatelle (tra le specialità del ristorante forlivese) indigeste. Protagonista della vicenda Daniele Avolio candidato sindaco per il Movimento 5 Stelle di Forlì. A scatenare il putiferio una lettera pubblicata sul Carlino della titolare del ristorante l’Amorosa secondo la quale il candidato sindaco avrebbe dato “Buca” su una prenotazione. Insomma un danno economico subito. Ecco cosa dice la signora Zoffoli: «La prenotazione è stata fatta dal candidato sindaco Daniele Avolio, naturalmente facciamo i nostri preparativi: due sale riservate e antipasti sul tavolo. Nel frattempo siamo costretti a mandare via una cinquantina di clienti per mancanza di spazio. Alle 22.30 abbiamo preso atto del bidone: ho chiamato al cellulare il signor Avolio senza ottenere risposta, ero basita. Al di là del danno economico penso che questa gente fa tanti discorsi ma ha mostrato un’assoluta mancanza di rispetto nei confronti di chi lavora. Bastava una telefonata».
Questa, invece, la risposta di Daniele Avolio: «Non ho mai prenotato due sale del ristorante per la sera del 22 marzo. Nella serata del giorno 8 febbraio, al termine della cena in cui ospitammo un parlamentare, nel manifestare la nostra completa soddisfazione per il servizio offerto, comunicai al titolare che nell’occasione di un altro evento, precisamente quello del 22 marzo, avremmo potuto organizzare un’altra serata presso il suo locale con 40-45 persone. Ma precisai, come è mia abitudine, che l’opzione doveva essere seguita da una conferma sia nel numero dei presenti che nell’effettiva realizzazione dell’incontro. Diversamente se non avessi confermato la presenza poteva ritenere nulla l’opzione. Questo modo di interagire con il gestore è una prassi consolidata da anni, sia per il nostro rapporto di conoscenza, sia perché in quel locale organizzo spesso cene tra amici. Pertanto questa lettera mi appare come un pretesto, non tanto per danneggiare il sottoscritto, ma l’idea politica che rappresento».

Tano Corazzine