Basket in carrozzina

Coloro che sono abituati a leggere le mie elucubrazioni mentali dalle pagine di questo sito web si aspetteranno sicuramente un articolo riguardante il basket nel senso stretto.
A queste persone io dico che l’articolo che stanno per leggere non è convenzionale, ma sicuramente se avranno la volontà e la pazienza di aspettare lo troveranno assai più interessante di quelli che ho scritto sinora.
Premessa: mi sento a disagio; perché le parole che sgorgano dalla mia penna si avvicinano molto ad una parte di me che preferisco tenere nascosta.
Sull’onda di quanto visto durante la partita di domenica scorsa, il derby Imola vs Forlì e più precisamente durante l’intervallo lungo di questo “entusiasmante” incontro, mi sono recato, insieme a Federica Buffa organizzatrice dell’evento, in via Lughese, 99 a fare quattro chiacchiere con Daniele Fabbri e Andrea.
Allora Daniele dopo averti lasciato il tempo di metabolizzare l’esperienza di domenica è ora che tu ci dica cosa ne pensi?

«Sicuramente un’esperienza da ripetere se possibile con la collaborazione della società e di tutti quelli che hanno dato una mano ad organizzarla; mi rimane il calore del pubblico che ci ha sostenuto nei minuti in cui io e i ragazzi siamo stati in campo, le luci, le voci e tutto quello che stato di contorno alla nostra esibizione.
I ragazzi erano un po’ emozionati ma poi si sono sciolti, il campo adattissimo a questo tipo di esibizione li ha agevolati, l’emozione è pian piano scemata, ci siamo divertiti».

Veniamo a te Federica, cosa ti è rimasto di questa giornata particolare vissuta dal basket forlivese, e come è nata la collaborazione la tua associazione è quella di Daniele?

«Collaborare con questi ragazzi è stato semplicissimo. L’avevamo già fatto per il calendario che abbiamo creato con l’aiuto dei giocatori della prima squadra. Domenica hanno dimostrato che anche il basket in carrozzina è uno sport che può portare aggregazione.
Non ho aneddoti curiosi da raccontarti sulle giornate che hanno portato alla produzione del calendario, ma ti dico che i ragazzi di Daniele e quelli di Incontri senza barriere, erano meno impacciati ed emozionati davanti all’obiettivo rispetto ai giocatori della Fulgor».

Quindi, Daniele, possiamo dire che si è instaurato un buon rapporto fra i vostri ragazzi e i giocatori?

«A dire la verità già lo scorso anno alcuni dei giocatori avevano intrecciato con Andrea rapporti di amicizia e dirò di più, sono orgoglioso di annoverare tra le fila dei volontari che collaborano con noi un ex giocatore biancorosso».

Daniele, qual è il valore dello sport per ragazzi come Andrea?

«Certamente la componente della aggregazione è fondamentale, l’etimologia della parola Handicappato trasmette una difficoltà o una diversa abilità della persona. Per superare questa difficoltà il ragazzo deve necessariamente confrontarsi con il mondo esterno perché chiudendosi in sé stesso non risolve il suo problema. Lo sport, in questo caso il basket in carrozzina, rappresenta lo strumento perché ti assicuro che noi, normodotati, giocando con loro finiamo per essere i diversamente abili della comitiva».

A Federica, quale è stata la risposta del pubblico rispetto all’iniziativa e qualcuno ti ha chiesto informazioni su come partecipare attivamente come volontario?

«Durante la partitella ho visto le persone molto concentrate; forse non si aspettavano che nella realtà forlivese ci fosse un’attività di questo tipo, il basket in carrozzella.
Dopo l’esibizione diverse persone mi hanno chiesto informazioni cui ho cercato di dare risposte esaurienti e mi auguro che molti di loro intraprendano un percorso di volontariato accanto a Daniele».

Federica, la società Fulgor che è in stretto contatto con le associazioni dei sostenitori e dei tifosi, come ha reagito alla tua proposta?

«La società si è mostrata subito molto disponibile ad accogliere la mia proposta lasciandomi praticamente carta bianca nella organizzazione e dimostrando grande sensibilità e apertura mentale. Gli stessi due staff tecnici al ritorno dagli spogliatoi dopo l’intervallo lungo mi hanno espressamente chiesto di prolungare l’esibizione perché ne erano incuriositi e questo mi ha piacevolmente sorpresa.
E’ auspicabile che le Istituzioni forlivesi mettano a disposizione strutture idonee alla preparazione atletica dei giocatori del Basket in carrozzina fruibili anche per lo svolgimento delle partite, tenendo conto del fatto che da Rimini a Imola non ne esistono, anche dotate di adeguati parcheggi, che siano idonee allo scopo».

Per chi fosse interessato a mettersi in contatto con Daniele per avere maggiori e più dettagliate informazioni sulla sua attività e sul Basket in carrozzina, compresa la quota di iscrizione e la palestra presso la quale si svolge normalmente l’attività sportiva, può scrivere alla mail fabbri.dani@gmail.com o chiamarlo sul cellulare 3471029200.

Valentino Piolanti

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Diplomato al liceo Fulcieri Paolucci de Calboli di Forlì, nel lontano 1997, intraprende gli studi di Scienze dell'Informazione di Cesena in cui consegue la Laurea nel marzo del 2002. Dopo varie esperienze lavorative nel ramo dell'informatica presta la sua opera come programmatore all'interno del servizio informatico dell'Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori (I.R.S.T.) S.r.l. La sua vita senza la musica, lo sport e la ginnastica sarebbe stata monotona ma... Dicono di lui: "Chiedetelo agli altri...". Dice di lui: "Ciò che non ti uccide ti fortifica... Tutte cazzate"!