“Pagine di Gloria del ciclismo romagnolo 1909 – 1960” di Romano Donati

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Il 23 gennaio 1909 morì il bertinorese Ettore Pasini, campione di ciclismo su pista. Da questa data inizia la lunga ricerca di Romano Donati caratterizzata dalla raccolta dei risultati di gare ciclistiche effettuate dai corridori romagnoli sul nostro territorio e altrove. Ne è nato un importante e ricco volume: “Pagine di Gloria del ciclismo romagnolo 1909 – 1960“, Edit Sapim editore. Il libro verrà presentato sabato 15 marzo, alle ore 15,00, al Bar Ca’ Ossi, via Don Minzoni 35, Forlì. Insieme all’autore interverrà Gabriele Zelli, che insieme a Josefa Idem, ex campionessa di canottaggio nonché senatrice, e Roberto Balzani, sindaco di Forlì, firma una delle prefazioni al testo. A tutti i presenti sarà consegnata copia del libro in omaggio.
Con questa ricerca appassionata e precisa, Romano Donati si misura nuovamente con la storia e i miti del ciclismo romagnolo. Dopo aver ripercorso qualche anno fa le tappe del velodromo “Glauco Servadei”, dalla costruzione fino agli anni d’oro della pista, l’autore propone un’opera di ampio respiro, arricchita da un imponente patrimonio documentale e fotografico e dalla raccolta completa dei risultati delle gare effettuate dai corridori romagnoli. Ne emerge una rassegna delle più meritevoli esperienze del ciclismo nostrano (che come è noto ha sempre rappresentato un’eccellenza nel panorama mondiale, sia per qualità atletica sia sotto forma di partecipazione popolare) rassegna che trae origine dagli albori del Novecento, periodo in cui il ciclismo, dopo le fasi pionieristiche e avventurose, cominciò ad imporsi come sport di massa. Pochi anni dopo le prime apparizioni delle grandi “classiche” a cavallo tra il XIX e il XX secolo, gli appassionati sportivi di casa nostra organizzarono il “Giro di Romagna”, nello stesso periodo in cui lo stato maggiore della Gazzetta dello Sport ideò il “Giro d’Italia”. Da questa situazione è partito Romano Donati per raccontare 50 anni di successi, di sofferenze, di partecipazione dei cittadini, interrotti solo dai lutti e dalle distruzioni dei due conflitti mondiali. La ricerca si ferma agli anni ’60 quando si correva con biciclette più evolute dal punto di vista meccanico rispetto agli anni precedenti, gran parte delle strade erano asfaltate e i corridori potevano contare su una squadra e una serie di tecnici al seguito. È il periodo di maggior risultati per i ciclisti forlivesi, in particolare grazie alle straordinarie vittorie di Ercole Baldini e di Arnaldo Pambianco, che vengono puntualmente riportate nella pubblicazione. Il lavoro più prezioso di Donati è da individuare nel fatto che fa rivivere attraverso l’elenco delle vittorie, dei piazzamenti e del risultato complessivo ottenuto nelle varie corse, il valore tantissimi atleti ormai del tutto dimenticati. Ecco allora che risaltano, ad esempio, figure come quelle dell’imbattibile campione mondiale di tandem Ettore Pasini, o del forlivese Glauco Servadei vincitore nel 1943 del Giro d’Italia “di guerra”, o di Luciano Succi, gregario di Fausto Coppi e Gino Bartali, che meriterebbero di essere valorizzate attraverso specifiche pubblicazioni.