distributore benzina

A Forlì ci sono alcuni distributori (nella foto quello di via Ravegnana dopo l’Ospedaletto direzione Ravenna) dove per rifornire di benzina il proprio veicolo occorre fare la fila praticamente ad ogni ora del giorno e della notte. In effetti i prezzi sono molto più bassi rispetto alla norma. Ma cosa c’è sotto questa piccolissima ma sensibile riduzione di prezzo che ad esempio in un pieno di benzina diventa comunque apprezzabile? Il combustibile no brand – hanno analizzato quelli di Altroconsumo – è del tutto analogo a quello di marca e non cambia nulla in quanto a qualità. Anche perché spesso arriva dalla stessa raffineria o deposito di distribuzione. Quindi non ci sono rischi per le nostre auto. Tutti e dodici i campioni di benzina analizzati (a Milano e Genova ndr) erano in regola con la normativa che definisce i parametri di qualità dei carburanti. Nessun problema quindi né nelle stazioni di servizio no logo né in quelle di marca.

Se la qualità è la stessa, è certo che la benzina no brand costa di meno. Il principale motivo è che le pompe bianche non fanno parte della rete di una grande compagnia petrolifera e, quindi, possono adottare diverse politiche commerciali: acquistano i carburanti dalle raffinerie che fanno i prezzi migliori; limano le spese di trasporto acquistando dalle raffinerie più vicine e autogestendolo; riducono il profitto; non pagano il brand; approfittano di elevati volumi di vendita quando sono affiliate agli ipermercati.

Sono emerse, invece un po’ ovunque, – precisano quelli di AltroConsumo – diverse anomalie sui prelievi di diesel: oltre la metà dei campioni ha uno o più valori fuori norma, il che significa che non dovrebbero essere venduti. I problemi rilevati sul diesel però non sono critici dal punto di vista motoristico, cioè non comportano rischio di guasti al motore

[Fonte Altroconsumo]