Davide Drei: “Questa è la Forlì che vorrei…”

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Venerdì 21 febbraio nel Salone Comunale di Forlì Davide Dreicandidato alle primarie del Pd per la carica di sindaco di Forlì, ha esposto i sette punti fondamentali del proprio programma. «Il cittadino deve essere al centro delle decisioni. Su Forlì – ha spiegato Drei – devono poter decidere i cittadini di Forlì: nelle elezioni e dopo. Valorizzeremo il ruolo dei Quartieri nel nuovo progetto di decentramento e partecipazione. Riscopriremo la dimensione civica e l’orgoglio della città attraverso nuovi spazi e forme di partecipazione».

Per lo sviluppo e il lavoro ha poi dichiarato: «Costituiremo un fondo per l’innovazione e lo sviluppo, impegnando quote di bilancio delle istituzioni locali e sfruttando anche le opportunità di finanziamenti europei attraverso progetti e collaborazioni con l’Università. Istituiremo una task force che metta in rete i livelli istituzionali e le realtà territoriali. Vogliamo uscire dalla crisi tutti insieme, con l’Unione dei Comuni, la Fondazione, la Camera di Commercio, gli altri attori sociali. Useremo le risorse per saldare le infrastrutture esistenti, per completarle, per mantenerle; non ne faremo di nuove. No all’inutile consumo di territorio. Porremo in capo al Comune le politiche attive del lavoro nel nuovo assetto istituzionale che supera le Province. Lo chiederemo con forza al governo».

Il welfare. «Intendiamo posizionare l’Amministrazione Comunale rispetto al nuovo welfare del Distretto forlivese agendo sull’AUSL Unica e facendo diventare strutturale il welfare di comunità. Vi spiegheremo nel dettaglio che cosa significa. In sintesi: proteggere i deboli, i più esposti alla crisi».

Lo spegnimento dell’inceneritore nel programma di Drei. «Ci battiamo per la società postincerimento: dal completamento della raccolta differenziata allo spegnimento dell’inceneritore». Per lo sport e la Sicurezza ha precisato. «Daremo allo sport un assessore dedicato, che deve rendere le gestioni degli impianti efficienti e trasparenti. Lo sport è essenziale per fare crescere i giovani entro le regole e nella legalità. Nelle politiche di genere: dalle azioni di protezione alle azioni di prevenzione. Renderemo Forlì polo di riferimento regionale per la cultura e l’educazione alla legalità attraverso il progetto coltiviamo la legalità e l’Osservatorio comunale per la legalità».

Pubblica Amministrazione«Accorceremo le distanze tra Comune i cittadini e le imprese: semplificando e sburocratizzando. Come? Riscrivendo le regole, rivedendo le funzioni degli impiegati, affidando a tutti i dirigenti, come obiettivo, questo compito essenziale. L’Unione dei 15 Comuni rappresenta in quest’ottica una opportunità formidabile per razionalizzare e rendere più efficiente la macchina comunale. É una sfida nazionale. Vogliamo fare di Forlì un laboratorio».

Infanzia e scuola. «Preserveremo l’eccellenza del sistema integrato dei servizi all’infanzia nella fascia 0/6 anni. Completeremo il Campus universitario: ci sarà una maggiore integrazione fra sistema dell’università, fra corsi di laurea e impresa e fra Università e territorio. Promuoveremo l’internazionalizzazione di Forlì anche attraverso la mobilità delle persone e delle esperienze per la formazione, il lavoro e il volontariato in Europa e nel Mondo».

Cultura e Turismo. «Disegneremo “percorsi culturali” che siano in grado di collegare la città e territorio per alimentare il turismo culturale. Completeremo il quartiere dei musei, dal S. Domenico al Gaddi, passando per il Romagnoli. Sarà un posto bellissimo per noi, per i nostri figli, per i turisti. Recupereremo e valorizzeremo il palazzo del Merenda e il Santarelli. Disegneremo distretti cittadini per “funzioni” e “interessi” collegati da percorsi pedonali e ciclabili ed accessibili».

Centro Storico e Territorio. «Rifunzionalizzeremo il Centro Storico in modo da sviluppare le sue vocazioni (residenziale, commerciale, culturale, universitaria). Rafforzeremo l’Unione a quindici: sarà un volano della nuova politica distrettuale e diventerà il punto di forza con cui Forlì peserà nelle decisioni della Romagna».