Casale Monferrato

Forlì guardati allo specchio e troverai Casale Monferrato: questa frase sintetizza appieno i concetti che sono alla base del nuovo ciclo che la società piemontese ha aperto in questa stagione: Squadra low cost rispetto alle passate edizioni della Legadue, società iscrittasi al campionato per salvaguardare il patrimonio cestistico della città che ha avuto un’importanza fondamentale nel far sì che si scegliesse di ripartire dalla LNP Gold dopo aver rischiato prima il fallimento poi la DNB e cambio di obiettivi stagionali. Le similitudini fra le due compagini non finiscono qui; in questo avvio di stagione infatti le due formazioni hanno ottenuto un record speculare, tre vinte e sette perse.

I piemontesi tuttavia si trovano davanti ai biancorossi non avendo avuto punti di penalizzazione da cancellare. L’obiettivo stagionale delle due compagini è lo stesso per cui la partita della prossima domenica che andrà in scena al PalaFerraris rappresenta un crocevia importante per entrambe. I rossoblu, al pari dei biancorossi, arrivano al match sulle ali di un grandissimo entusiasmo quello che può dare una vittoria ai supplementari in casa di Brescia.

Il quintetto della squadra delle Langhe è formato da giocatori nuovi e da confermati: i due americani che occupano la cabina di regia e lo spot di guardia non incarnano il ritratto tipico dello straniero che i tifosi rossoblu erano abituati a vedere vestire la canotta della squadra che amano: Kevin Dillard, regista di una squadra costruita per correre, è giocatore che ancora non ha trovato la sua perfetta dimensione in questo campionato, capace di prestazioni esaltanti ma al contempo abituato a partite incolori: segna per allacciata di scarpe quasi 15 punti raccogliendo anche circa tre rimbalzi e regala quasi quattro assist ai compagni; l’impatto con la sua prima esperienza professionistica dopo l’università non è niente affatto male. Il compagno di reparto David Jackson, che spesso occupa lo spot ala piccola quando in campo c’è Juan Marcos Casini, non fa né meglio né peggio del connazionale, realizza 13 punti, raccoglie circa quattro carambole e produce quasi tre passaggi per i canestri dei compagni; proviene dal campionato polacco e quindi può essere considerato in effetti alla prima esperienza in un campionato competitivo nella sua carriera.
Quando la partita richiede abnegazione difensiva e dedizione alla causa allora entra in campo Juan Marcos Casini che spesso parte in quintetto facendo si che Jackson ricopra il ruolo di ala piccola, pretoriano del suo allenatore se ce n’è uno, era con lui anche a Scafati. Il passaportato di Griccioli tiene il campo più di 32 minuti viaggiando quasi in doppia cifra: 8,4 punti e 2,8 rimbalzi il suo fortunato stagionale sino ad ora; insomma una certezza per il suo allenatore che lo ha fortemente richiamato alla sua corte.

Senese di formazione cestistica Davide Bruttini non poteva rifiutare la chiamata di un senese purosangue come il suo attuale coach e così quest’anno si trova in compagnia del confermato Niccolò Martinoni a difendere il canestro della squadra della provincia di Alessandria. L’ex Imola e Veroli non sta avendo grande fortuna in questo inizio della nuova stagione, sfiora i sette punti di media e raccoglie meno di sei rimbalzi a partita un po’ pochino per un giocatore della sua esperienza; le cose non vanno molto meglio al suo compagno di reparto; infatti Martinoni, che a livello realizzativo fa un po’ meglio del compagno: 9,8 punti a gara e 3 rimbalzi.

Se si volge lo sguardo in panchina le cose non vanno meglio, da quella rossoblù, gremita di giovani del vivaio, di belle speranze sì ma pur sempre giovani, escono solo l’ex Bologna Donato Cutolo non molto produttivo in attacco quanto in difesa e l’ex Trieste Abdel Kadel Pierre Fall per cui può essere fatto un discorso analogo a quello già detto del compagno arrivato dalla città dei tortellini; oltretutto il lungo di scuola triestina e al rientro da un infortunio che l’anno passato ne ha frenato la crescita.

Tra i giovani a disposizione di Griccioli una menzione particolare merita il regista Andrea Amato che sta in campo più di 12 minuti per gara facendo intravedere buone qualità che sicuramente gli serviranno per il prosieguo della sua carriera.
Casale Monferrato non è più la squadra formata da campioni costruita per vincere il campionato, ha perso giocatori importanti e di qualità in tutti i ruoli e a tutti i livelli ma siamo sicuri che venderà cara la pelle non lasciando niente di intentato per raggiungere l’obiettivo, lo stesso di Forlì, la salvezza.

Valentino Piolanti

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Diplomato al liceo Fulcieri Paolucci de Calboli di Forlì, nel lontano 1997, intraprende gli studi di Scienze dell'Informazione di Cesena in cui consegue la Laurea nel marzo del 2002. Dopo varie esperienze lavorative nel ramo dell'informatica presta la sua opera come programmatore all'interno del servizio informatico dell'Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori (I.R.S.T.) S.r.l. La sua vita senza la musica, lo sport e la ginnastica sarebbe stata monotona ma... Dicono di lui: "Chiedetelo agli altri...". Dice di lui: "Ciò che non ti uccide ti fortifica... Tutte cazzate"!