Ristorante Pizzeria da Fofò

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Nome: Ristorante Pizzeria da Fofò
Indirizzo: via Castel Latino, 115 – Vecchiazzano – Forlì
Tel. 0543/479067
Giorno di chiusura: mercoledì. Aperto a mezzogiorno e sera. Prenotare specialmente nel week-end.

Come arrivare, itinerario consigliato: arrivati a Forlì prendere come riferimento il nuovo Ospedale, quindi percorrere lo “Stradone” che porta a Castrocaro, sul GPS scriverete “Viale dei Partigiano”; percorrerai la strada che porta da Forlì a Castrocaro, sulla sinistra troverai il locale adiacente ad un ampio incrocio.

Web: www.pizzeriadafofo.com e.mail: forzanapolixfofo@libero.it

Il locale è climatizzato. Locale con sale all’aperto e un ampio terrazzo.

Parcheggio: lateralmente troverete parcheggi.

Dimensione del locale: si tratta di una struttura abbastanza ampia: consta in totale di ben 4 sale, una sala-terrazza all’aperto, una saletta al primo piano.

La tavola: tavoli in legno con sottotovaglia di carta e tovaglia di carta; ovviamente tovaglioli di… carta!

Target $$$: medio.

Cucina: qui l’accento è quello napoletano, benché la famiglia di Fofò abbia origini sulla provincia di Avellino. Quindi dici Napoli e associ pizza: benvenuti nel regno della pizza (napoletana). A mezzogiorno usano fare menù fissi a prezzi calmierati. La sera gli avventori del locale sono per il 95% gli amanti della pizza, è difficile vedere sui tavoli pietanze diverse.

Direzione: il signor “Fofò”, al secolo Alfonso Lepore, assieme a sua moglie Lucia, si occupa della direzione del locale; inoltre aiutano nelle preparazioni varie. Alla cassa solitamente troviamo la moglie. Una figlia in cucina, l’altra mirabilmente è dietro al bancone forno intenta a fare pizze!

Chef e maestranze: Fofò ed una sua figlia (Jenny) si occupano della cucina. Fofò, Maestro pizzaiolo napoletano, ha esperienza da vendere in materia: dal 1974 si occupa di pizze, precedentemente gestiva la nota pizzeria “Forum Livii” in città a Forlì. Al banco preparazione pizze e gestione forno, troviamo l’altra figlia di Fofò, Tania, bravissima: infaticabile il suo aiutante-maggiore Sig. Domenico. La pizzeria Fofò è in questa sede da 15 anni.

Servizi igienici: un bagno per ogni sesso: pulito, razionale. Entrando nei locali trovi un’anticamera con un antico lavabo a pedale: presente carta asciugamani e sapone liquido.

Descrizione Menù:

Antipasti (cito quelli salienti):
– Mozzarella in carrozza (tipica napoletana);
– Salumi e sott’oli;
– Prosciutto crudo con Bufala DOP;
– Caprese con Bufala DOP;
– Sfizio calabrese: sardella, lampasciuni, melanzane sott’olio, N’Duja (salame piccante molle), pecorino.
– Bruschette; Crostini;
– Fritto napoletano (leccornia partenopea ma è un po’ difficile da digerire);
– Pizza fritta (è una caratteristica di Napoli: si tratta di una pizza margherita, viene richiusa su sé stessa e fritta in abbondante olio, meglio se di oliva: una delizia).

Primi piatti:
– Paccheri alla Salernitana (Paccheri ovvero grossi maccheroni, conditi con ricotta e salsiccia);
– Altre 3 varianti sulla pasta paccheri (porcini-guanciale-pecorino; cipolla rossa-crudo-grana a scaglie; fagiolini-porcini-salsiccia);
– Spaghetti in vari condimento;
– Raviolini e Ravioloni in vario condimento (segnalo quelli farciti con Bufala)
– Strozzapreti ; Gnocchi; Cappelletti; Tagliatelle; Tortelli di patate; ravioli; Orecchiette; pastasciutta in genere; condimenti innumerevoli per i più golosi.

Secondi piatti:
– Tagliata di manzo all’aceto balsamico;
– Tagliata in altre 4 combinazioni;
– Bistecca;
– Ecc.

Le Pizze: impossibile richiamarle tutte, sul menù sono una ottantina: citerò le più interessanti:
A) Pizze con provola affumicata:
– Zia Ida (provola; friarelli; salame piccante, pomodoro),
– Masta Ciccio (filoncino di pizza con 3 gusti a piacere del pizzaiolo);
– LUciuzza (pomodoro, patate lesse, mozzarella, n’duja, parmigiano);
– Cane Sicco (Provola, gorgonzola, speck, pere);
– Tutte e Duie (pizza per 2 persone ripiena a gusti dal pizzaiolo)
– Etc.

B) Pizze Rosse:
– Sciùe Sciùe (pomodoro, capperi, acciughe, aglio, peperoncino);
– Marinara (pomodoro, aglio, origano, prezzemolo, una signora pizza a soli 3 €)
– Margherita (pomodoro, fior di latte, basilico, grana);
– Napoli (pomodoro, fior di latte, acciughe, a volte si trova anche acciuga);
– Romana (pomodoro, fior di latte, acciughe,olive, capperi);
– Margherita col bordo ripieno (pizza margherita ma col bordo ripieno di ricotta, grana e pepe: una delizia);
– Golfo di NA (metà margherita+metà ripiena di ciccioli-mozzarella-salame!);
– Pugliese (pomodoro, fior di latte, melanzane sott’olio, pomodorini secchi, lampascioni);
– Pescatore (pomodoro, frutti di mare, prezzemolo);
– Passatore (pomodoro, fior di latte, funghi freschi, prosciutto, peperoni);
– O sole mio (pomodoro, fior di latte, tonno, cipolla, fagioli);
– A Zì Fofò (pomodoro, fior di latte, porcini, crudo, asparagi);
– Ripieno napoletano (Ndr: Calzone, con fior di latte, ricotta, salame piccante, prosciutto, pepe, grana);
– Ripieno classico (Ndr: Calzone con variante, ricotta, ciccioli, e salame piccante)
– Frù Frù (pomodoro, fior di latte, melanzane sott’olio, pomodorini secchi, n’duja)
– ecc.

C) Pizze Bianche:
– Crudaiola (bufala, pomodorini, grana, rucola)
– Pulcinella (bufala, pomodorini, grana)
– Vecchia NA (salsiccia, bufala, friarelli, peperoncino piccante)
– Nà Luciana (bufala, aglio, capperi, peperoncino, rucola, vesuviani)
– Bergamasca (fior di latte, gorgonzola, taleggio, pecorino, grana)
– Nonna Lucia (bufala, salsiccia, rucola, gorgonzola)
– Mare Luna (bufala, mais cotto, panna)
– ecc.

D) Pizze Speciali:
– Panuozzo farcito a piacere;
– Panuozzo a Do Stà Zazzà (N’duja, melanzane sott’olio, provola, salame piccante)
– ecc.

Contorni:
– Patate fritte; Insalata; ecc.

Formaggi:
– Grana padano; Gorgonzola; pecorino; Mozzarella di Bufala DOP

Altro di degna menzione:
– Al venerdì: pesce e baccalà.

Dessert:
– Ampia scelta di dolci tipicamente napoletani, veramente per i gusti dei più golosi. Evidenzio come menzione speciale: “Babà a Rhum”.

Nel Cestino: il pane fatto dall’impasto della pizza, buonissimo. Troverai anche i soliti panini del forno ricchi di additivi e con farine “spoglie”, quasi inutili.

La Cantina/Carta dei Vini: Ottime birre in bottiglia ben selezionate, ma la birra alla spina non ha incontrato appieno i miei favori: quindi voto 6 .
Buoni vini rossi e bianchi di valore: Lacrima Christi; Coda di Volpe (Caprettone); Falaghina pompeiano; Fiano DOCG Villa Matilde; Greco di Tufo DOCG ; Falangina; Catalanesca frizzantino; Falerno del Messico DOC; Aglianico; Gragnano. Possibilità mescita vini al bicchiere.

Acqua: minerale Lurisia in bottiglia con bottiglia da 75 cc avente un design stupendo: eccelsa, delicata, pura.

Specialità/Giacimenti Gastronomici:
La pizza napoletana; alcuni cibi a “Presidio Slow Food”; Il calzone-DOC o “Ripieno Napoletano”; La pizza col bordo ripiegato col ripieno di ricotta saporita, sale e pepe (già questo piatto sarebbe un invito alla prova); i “Panuozzi”.

Una ricetta a scelta del ristoratore: ecco la ricetta che mi è stata data, manoscritta dalla cuoca, in base alla cena di venerdì 1 novembre 2013.

Titolo: “ Spaghetti alla Cetarese”. Si tratta di un condimento a crudo. Ingredienti: Aglio, olio, vesuviani, peperoncino, “Garum” (“colatura di alici”), prezzemolo trito al momento. Cuocete gli spaghetti; nel frattempo fate una saletta fredda con olio, aglio a pezzetti,il “garum”, i pomodorini vesuviani, il prezzemolo appena tritato. Scolate bene la pasta, mettete in piatto e coprite con questa salsetta a freddo, aggiungere un velo di buon olio di oliva, grana a piacere. Buona spaghettata.

Cosa c’è da vedere in zona: Castrocaro Terme a pochi chilometri e Sadurano.

In definitiva: Una pizza in compagnia? Andiam da Fofò? Andiamo per napoletana.

La mia critica su questo locale è banalmente semplice: Fofò = pizza? Certamente. Ma napoletana! Stop. Non ci sono discussioni di sorta. Né bianco, né nero. Napoletana. Fofò è la vera pizza napoletana: col bordo gonfio, la struttura piuttosto molle, la pizza cotta deve risultare “morbida”, mai secca. Questa definizione, nel bene e nel male, è attinente alla vera pizza napoletana. Fine delle discussioni incredibili soprattutto al nord Italia dove troverai pizze “carta-velina”, magari morbida, spesso cruda, se non “Carte Fabriano da disegno”, dunque secche, croccanti direte voi, bruciacchiate. Per non parlare della lievitazione, un’arte che non si improvvisa, pena servire pizze gonfie ma non digeribili. “A me piace così” recita l’adagio di un amico: certo, nessuno vuole importi gusti alimentari, ma questa è la vera pizza-napoletana.
Nota. Ricordo nell’ultimo viaggio in Francia, un giorno, esasperato dalle solite pietanze “con carne e verdure con salette a base di maionese”, in un locale italo-francese, a Grenoble, ordinai la pizza: era fatta da una base secca con sovrapposto un po’ di tutto, persino patatine fritte: la “mozzarella”, una pasta-filata (nel migliore dei casi) era messa a “spessore” sopra tutto quel marciume di po’ po’ di roba. Nel piatto si presentava come una montagnola di roba coperta da un impasto non omogeneo di pasta-filata. Rimpiansi, quel giorno, la nostra peggiore pizza italiana.

I miei voti:
– Pizzeria: da 8 a 9+
– Cucina: 7
– Dolci: 8+

Le speranze: Speriamo nella qualità della mitica mozzarella di bufala. Sappiamo delle incredibili discariche ricche di inquinanti. La terra risulta inquinata, le falde acquifere devono lo “scolo” di detti veleni, le Bufale mangiano erba inquinata in quanto alimentata da acque inquinate per inquinanti presenti in zona o di vicinanza dovuti agli scarti industriali, quindi diossina, cromo, piombo, ecc. col risultato di un trasferimento di questi veleni dall’erba alla mucca e quindi al latte. La mozzarella così realizzata, purtroppo risulta fortemente contaminata.

Gigi Arpinati