La decisione è stata presa dai sindaci riuniti nella Comunità Montana dell’Appennino Forlivese. “Passare alla Tares sarebbe insostenibile per le famiglie e per le imprese del territorio”. Per l’anno 2013 resta invariato il regime di prelievo sui rifiuti rispetto al 2012, fondato sulla TIA (tariffa igiene ambientale). Lo hanno deciso i sindaci dei Comuni di Predappio, Premilcuore, Meldola, Galeata, Santa Sofia ed il Commissario del Comune di Civitella di Romagna, nella seduta della Giunta della Comunità Montana dell’Appennino Forlivese tenuta lo scorso 7 novembre. Questa possibilità di scelta è stata introdotta dall’art. 5, comma 4-quater della Legge n.124/2013 (legge di conversione del DL n.102 /2013), pubblicata dalla gazzetta ufficiale il 29/10/2013. 

La scelta dei Comuni sopracitati è motivata dalla volontà di mantenere una sostanziale invarianza rispetto al 2012 – a parte l’aumento di 30 centesimi a mq. che incassa lo Stato – della somma richiesta ai propri cittadini ed imprese per il pagamento del servizio rifiuti. Passare al nuovo regime tariffario della Tares significherebbe, per i cittadini e per le imprese, un aumento insostenibile, non sopportabile dalle realtà locali. Per alcune attività, infatti, l’aumento sarebbe del 70 – 80% per cento della tassazione; per le famiglie la crescita sarebbe, in media, del 40 – 50%; anche di più per alcuni comuni. Non tutti possono permettersi di pagare simili cifre.

«Noi sindaci – affermano i primi cittadini aderenti alla Comunità Montana dell’Appennino Forlivese – conosciamo meglio di tutti gli altri la situazione, visto che proprio a noi è stato assegnato, senza possibilità di scelta, il ruolo di esattori. Siamo stanchi della politica nazionale, incapace di ‘toccare’ i privilegi e gli sprechi che esistono nelle ‘strutture oscure’, dei trasferimenti a governo centrale e regioni, che per coprire il debito pubblico tagliano i fondi e obbligano ad aumentare la tassazione a livello locale».