Cisl: in Emilia Romagna boom di rapine in banca

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Facendo il confronto tra i primi 6 mesi dell’anno e quelli del 2012, in Emilia-Romagna si è registrato un aumento del 33% delle rapine in banca: a segnalare questo dato preoccupante è la Fiba-Cisl regionale, il sindacato di categoria dei bancari, e per questo motivo chiede ”ulteriori misure di sicurezza” lanciando un appello all’Abi. Il record negativo va a Rimini con un +200%, seguito da Reggio Emilia e Piacenza (+125%). Uniche eccezioni a Ferrara (tre rapine in sei mesi) e in parte Bologna, dove la Fiba ha registrato un -29%. 

«È un dato molto grave – Marco Amadori segretario generale della Fiba Cisl regionale – se si considera la tendenziale diminuzione che da circa un biennio si riscontrava anche in Emilia Romagna, 60 rapine nei primi sei mesi del 2011 e 58 nei primi sei mesi del 2012». In quasi tutte le province dell’Emilia-Romagna si registra un aumento degli eventi criminosi rispetto all’anno precedente, infatti il record negativo di incremento della provincia di  Rimini (+200%) è seguito a ruota dai disastrosi risultati delle province di Piacenza (+125%), Reggio Emilia (+125%), Modena (+50%), Parma (+50%), Ravenna (+50%) e Forlì-Cesena (+33,3%). Uniche eccezioni riguardano Ferrara, che ha ricalcato lo stesso dato dell’anno precedente (tre rapine nei primi sei mesi dell’anno) e in parte Bologna, territorio che nonostante abbia avuto una sensibile riduzione del numero di rapine (-29,6%) resta pur sempre la provincia con il maggior numero di tale tipologia di evento criminoso (19)».

«Questi dati  – ha ribadito il sindacalista della Cisl – purtroppo confermano senza tema di smentite quello che paventavamo da mesi, ovvero il rischio di abbassare la guardia, specie dopo il trionfalismo inopportuno mostrato dall’ABI nel presentare i numeri 2012, che segnavano una diminuzione delle rapine. Ad ogni modo – ha rincarato la dose il segretario generale regionale dei bancari Cisl – questo fenomeno di recrudescenza di episodi criminosi ci preoccupa anche per il riaffiorare di due aspetti che da alcuni anni sembravano caduti nel dimenticatoio: le aggressioni che i lavoratori di banca subiscono anche fuori dagli sportelli creditizi e il ritorno all’utilizzo delle armi da fuoco. Fenomeni che naturalmente moltiplicano l’allarme sociale e aumentano la pericolosità per i nostri colleghi, per i clienti e per i cittadini. Proprio per questi motivi – ha proseguito Amadori – chiediamo alle banche di introdurre, anche temporaneamente, delle ulteriori misure di sicurezza, come le guardie giurate davanti agli sportelli più a rischio o l’adozione della ronda plurisportello anche tra banche diverse. Ma nello stesso tempo – ha concluso il dirigente Cisl – lanciamo un appello anche ai dipendenti, affinché evitino comportamenti rischiosi per la loro incolumità e, nello stesso tempo, denuncino eventuali pressioni degli istituti creditizi per costringerli ad adottare comportamenti e pratiche a discapito della sicurezza e per giunta non contemplati dal contratto di lavoro».

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