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Dopo le diffide inascoltate Altroconsumo – associazione dei consumatori – si è rivolta all’autorità giudiziaria affinché le compagnie aeree leader del mercato italiano modifichino o cancellino le clausole vessatorie dei loro contratti: dalla tassa di rimborso per i biglietti mai utilizzati, al dover andare in Irlanda per difendersi in un’aula di Tribunale. Qualche tempo fa Altroconsumo aveva già diffidato 10 compagnie aeree chiedendo l’eliminazione dai loro contratti di diverse clausole vessatorie molto penalizzanti per i consumatori e lesive dei loro diritti. Qualche modifica in effetti c’è stata, ma non si può dire che ora sia tutto perfetto. Per cui l’associazione dei consumatori si è rivolta alle autorità competenti contro le due compagnie leader del mercato italiano: Alitalia e Ryanair

Cosa contestano ad Alitalia:

la compagnia di bandiera non ha mai risposto alla diffida di Altroconsumo. Alitalia non è obbligata a garantire l’esattezza degli orari dei voli grazie a una clausola che specifica anche che la puntualità non costituisce parte del contratto. Non è giusto che un’azienda di trasporti non sia vincolata a rispettare gli orari comunicati quando si acquista un biglietto? La società non ha nessuna responsabililtà se il trasporto viene effettuato da un’altra compagnia in nome e per conto di Alitalia. Facile lavarsene le mani in questo modo, ma chi vende il biglietto è Alitalia. Nel caso in cui non utilizzi il biglietto, ora come ora, non si ha diritto al rimborso automatico di tutte le tasse e imposte, ma è necessario avviare una richiesta. Avendone diritto, non si capisce il perché non ci possa essere una procedura automatica. Non solo: per fare questa richiesta di rimborso di tasse e altri oneri (che si ha ingiustamente pagato e visto che alla fine non si è usato il biglietto), si dovranno pagare 20 euro a titolo di rimborso spese. Insomma, si deve pagare un rimborso per avere un rimborso! Una paradosso che certamente non facilita il consumatore nell’esercizio dei propri diritti.

Ryanair, le richieste avanzate da Altroconsumo. Sapevate che, nel caso di problemi o controversie legali, la legge valida – anche su voli completamente nazionali e per residenti o domiciliati in Italia – è quella irlandese? Non solo, anche la giurisdizione è irlandese: questo vuol dire che per vedersi riconosciuti i propri diritti bisogna eventualmente trovarsi un legale che ne capisca di diritto irlandese… e pagargli anche la trasferta per andare in Tribunale in Irlanda. Ryanair ha il diritto, secondo le clausole dell’attuale contratto, di decidere di non trasportare un passeggero o il suo bagaglio in modo del tutto discrezionale. Dunque, se ti lasciano a terra, non si ha alcun diritto di reclamare ora come ora. Gli unici casi in cui il viaggiatore ha diritto al rimborso per non essere partito è la grave malattia o il decesso: nessuna garanzia per tutti gli altri casi in cui non puoi partire per ragioni che non dipendono dall’intestatario del biglietto. Altroconsumo considera scorretta, inoltre, l’immotivata “discriminazione” di applicare una “Tassa carta di credito” del 2% rispetto al valore totale del biglietto a chi non paga con carta Ryanair e Master Card prepagata.